Google DeepMind cambia guida: Hassabis diventa chief scientist di Alphabet, Jeff Dean fonda Discovery Loop
Demis Hassabis lascia la guida quotidiana di Google DeepMind e diventa chief scientist di Alphabet. Jeff Dean e altri big fondano Discovery Loop.

Google ha riorganizzato i vertici della sua divisione di intelligenza artificiale, e lo ha fatto in una delle giornate più delicate possibili per il settore. Il 5 agosto 2026 Demis Hassabis, premio Nobel e volto pubblico di Google DeepMind, ha lasciato la guida quotidiana del laboratorio per assumere due nuovi incarichi: presidente di Google DeepMind e, soprattutto, chief scientist di Alphabet, un ruolo creato apposta per lui. Nello stesso annuncio, l’amministratore delegato Sundar Pichai ha comunicato l’uscita di Jeff Dean, una delle figure più influenti nella storia dell’azienda, insieme ad altri tre ricercatori di primissimo piano.
Non si tratta di un semplice rimpasto. È il segnale che la corsa all’intelligenza artificiale generale sta ridisegnando gli equilibri interni del gruppo di ricerca sull’AI più importante al mondo.
Nelle ore successive alla notizia il titolo Alphabet ha perso terreno, arrivando a cedere circa il cinque per cento. Il mercato ha letto la vicenda per quello che è, ovvero una fuoriuscita di competenze difficile da rimpiazzare, e allo stesso tempo una scommessa sul lungo periodo da parte di Pichai.
Hassabis lascia la guida operativa e punta tutto sull’AGI
Per anni Demis Hassabis è stato l’immagine stessa di DeepMind: il ricercatore diventato imprenditore, il cofondatore che ha portato il laboratorio londinese dentro Google, il Nobel per la chimica grazie ad AlphaFold. Da oggi il suo ruolo cambia natura. Lascia le responsabilità operative e diventa presidente di Google DeepMind, ma il titolo che conta davvero è l’altro, quello di chief scientist di Alphabet, cioè responsabile scientifico dell’intera galassia di società guidata da Pichai.
La motivazione ufficiale è chiara. Come riportato da Axios, in un memo interno Pichai ha spiegato di volergli affidare un ruolo che gli permetta di dedicare tutta la sua attenzione alla costruzione dell’intelligenza artificiale generale, quella che nel gergo del settore viene chiamata AGI. Ha definito questo lavoro vitale per Alphabet e per l’umanità, parole che dicono molto sul modo in cui l’azienda inquadra la propria missione.
In pratica Hassabis si sfila dalla gestione dei prodotti e dei team per tornare a fare quello che sa fare meglio, cioè guidare la direzione scientifica di lungo periodo. Continuerà anche a guidare Isomorphic Labs, la società di scoperta di farmaci nata da una costola di DeepMind, che resta uno dei progetti a cui tiene di più.
Il messaggio implicito è che per Google l’AGI non è più un obiettivo lontano da inseguire con calma, ma una priorità che merita un ruolo dedicato al massimo livello.
Chi è Koray Kavukcuoglu, il nuovo capo operativo di DeepMind
Al posto di Hassabis, alla guida quotidiana del laboratorio arriva Koray Kavukcuoglu, fino a ieri chief technology officer di DeepMind e chief AI architect di Google. Un profilo tecnico purissimo, cresciuto dentro la ricerca, che ora si trova a coordinare una delle macchine più complesse del settore.
C’è un dettaglio che vale la pena notare: Kavukcuoglu non eredita il titolo di amministratore delegato, ma quello di senior vice president di Google DeepMind, e risponde direttamente a Pichai. Non è una sfumatura da poco. Significa che DeepMind viene integrata ancora più strettamente nella struttura di comando di Alphabet, con meno autonomia formale rispetto agli anni in cui Hassabis ne era il CEO.
Le sue deleghe sono comunque enormi. Kavukcuoglu supervisionerà lo sviluppo dei modelli Gemini, la ricerca sui sistemi di frontiera e i team che costruiscono l’app Gemini e gli strumenti per gli sviluppatori. In altre parole, diventa di fatto il responsabile del prossimo Gemini 4, il modello su cui Google si gioca buona parte della sua credibilità nella gara con OpenAI e Anthropic.
Erediterà anche il lavoro di consolidamento avviato nelle scorse settimane, quando DeepMind ha sciolto lo storico team di AlphaFold per riorientare i ricercatori su Gemini. Il filo conduttore è evidente: concentrare uomini e risorse sul modello di punta.
Jeff Dean se ne va: nasce Discovery Loop
Se la staffetta tra Hassabis e Kavukcuoglu era in qualche modo attesa, il vero colpo di scena è un altro. Nello stesso giorno Google ha perso quattro tra i suoi ingegneri e ricercatori più celebri, che hanno lasciato l’azienda per fondare una nuova startup chiamata Discovery Loop.
Il nome più pesante è quello di Jeff Dean. Cinquantotto anni, ventisette dei quali passati in Google, Dean è una leggenda dell’informatica: ha firmato tecnologie che hanno reso possibile l’intera infrastruttura moderna dell’azienda, da MapReduce a Bigtable, fino a TensorFlow e alla nascita di Google Brain. Pichai lo ha salutato ringraziandolo per una carriera straordinaria durata quasi tre decenni.
Con lui se ne vanno Sanjay Ghemawat, senior fellow e suo collaboratore da oltre vent’anni, Oriol Vinyals, vicepresidente della ricerca di DeepMind e tra i responsabili proprio di Gemini, e Quoc Le, cofondatore di Google Brain. Una perdita di capitale umano che è difficile sottovalutare, perché tocca contemporaneamente l’infrastruttura, la ricerca di base e lo sviluppo dei modelli.
Quattro nomi così, lo stesso giorno, non capitano per caso.
Che cosa vuole fare Discovery Loop
La missione dichiarata di Discovery Loop è ambiziosa quanto affascinante: automatizzare il metodo scientifico. L’idea è costruire sistemi capaci di percorrere per intero il ciclo della ricerca, ovvero proporre un esperimento, progettarlo, eseguirlo, valutare i risultati e ripartire da capo con una nuova ipotesi, a una velocità e una scala che il lavoro umano sequenziale non può raggiungere.
È una scommessa che assomiglia molto a ciò che DeepMind ha già dimostrato con progetti come AlphaFold, ma portata a un livello più generale e trasversale, dalla biologia alla scienza dei materiali fino all’ingegneria del software. La società è stata costituita come public benefit corporation, una forma giuridica che vincola l’impresa a perseguire anche un beneficio pubblico e non solo il profitto.
Sul fronte dei capitali, il primo round di finanziamento è guidato congiuntamente da Radical Ventures e Khosla Ventures, anche se non è ancora chiuso e la valutazione resta riservata. Il particolare più curioso è che tra i primi investitori compare proprio Google, che fornirà inoltre potenza di calcolo alla startup per almeno il primo anno. In sostanza, l’azienda finanzia le persone che l’hanno appena lasciata.
Una scelta che può sembrare paradossale, ma che ha una sua logica. Mantenere un legame con Dean e i suoi colleghi significa restare vicini a eventuali scoperte, e allo stesso tempo evitare che quel talento finisca subito nell’orbita di un concorrente diretto.
Perché conta per la corsa all’intelligenza artificiale
Questa riorganizzazione arriva in un momento in cui Google sta spingendo al massimo sul suo ecosistema Gemini, che ormai è ovunque. Nelle stesse settimane l’azienda ha annunciato che Gemini sostituirà Google Assistant su Android e Wear OS, e ha esteso le capacità del modello dai compiti testuali fino al controllo dei robot con Gemini Robotics 2. Ogni cambio ai vertici, in questo contesto, rischia di avere effetti concreti sulla tabella di marcia dei prodotti.
La domanda che molti si pongono è se la partenza di figure come Vinyals possa rallentare lo sviluppo di Gemini 4 proprio mentre la concorrenza accelera. Google prova a rassicurare, sottolineando la profondità del proprio organico e la continuità garantita da Kavukcuoglu, ma il tema della fuga di cervelli resta sul tavolo.
Sullo sfondo c’è la partita più grande di tutte, quella per la superintelligenza, su cui stanno convergendo capitali enormi. Basti pensare alla recente scommessa di Nvidia su Safe Superintelligence per capire quanto sia diventato competitivo il mercato dei ricercatori di vertice. In questo scenario, perdere quattro nomi di prima grandezza e nello stesso momento affidare a Hassabis un mandato esplicito sull’AGI racconta due facce della stessa medaglia: da un lato la difesa del talento, dall’altro l’ambizione di arrivare per primi.
C’è anche un aspetto quasi filosofico. Se Discovery Loop riuscirà davvero a mettere in pipeline la scoperta scientifica, si troverà a competere sullo stesso terreno che DeepMind ha reso celebre. Due visioni della stessa idea, nate dalla stessa scuola, che ora corrono separate.
Cosa cambia adesso
Nell’immediato, la struttura resta in piedi. Kavukcuoglu prende in mano le operazioni, Hassabis si concentra sulla ricerca di lungo periodo e sull’AGI, e i prodotti Gemini continuano il loro percorso. Ma la giornata del 5 agosto segna comunque uno spartiacque per Google DeepMind, che diventa un pezzo ancora più integrato dentro Alphabet e allo stesso tempo perde una parte importante della propria memoria storica.
Per chi segue il settore, i mesi che arrivano saranno il vero banco di prova. Riuscirà Google a mantenere il ritmo su Gemini 4 senza le persone che se ne sono andate? E Discovery Loop sarà davvero in grado di automatizzare la scienza, oppure resterà una promessa affascinante come tante altre? Sono domande aperte, e la risposta dirà molto su chi guiderà la prossima fase dell’intelligenza artificiale.
Se ti interessa capire come si muovono i grandi laboratori e come questi cambi ai vertici influenzano i modelli che usi ogni giorno, continua a seguirci: analizziamo qui ogni novità che conta, senza clamore e con attenzione ai fatti. Puoi approfondire lo sviluppo di Gemini e confrontarlo con le mosse dei concorrenti per farti una tua idea, e dirci nei commenti quale ti sembra oggi il laboratorio meglio posizionato per arrivare all’AGI.