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Googlebook: il 15 settembre Google svela i portatili Android nati per Gemini Intelligence

Il 15 settembre a New York Google presenta i Googlebook, i portatili Android costruiti attorno a Gemini Intelligence. Ecco cosa aspettarti dall'evento.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Agosto 30, 2026
Lettura: 6 min
Computer portatile aperto su una scrivania, immagine simbolo dei nuovi Googlebook Android con Gemini

Google ha finalmente una data. Il 15 settembre, a New York, l’azienda presenterà ufficialmente i Googlebook, la nuova famiglia di portatili costruiti sulla base tecnologica di Android e pensati fin dalle fondamenta per Gemini Intelligence. Sarà il primo sguardo ravvicinato a un progetto di cui si parla da mesi e che punta a ridisegnare il modo in cui usi un computer, spostando l’assistente AI di Google dal margine dello schermo al centro dell’esperienza.

C’è anche un piccolo giallo che rende l’appuntamento più intrigante: dopo un anno di indiscrezioni, l’evento potrebbe svelare il nome ufficiale del sistema operativo di questi portatili, finora conosciuto solo con il nome in codice Aluminium OS.

Cosa sono i Googlebook e perché Google riparte dal portatile

Google ha annunciato i Googlebook a maggio, durante l’Android Show in edizione I/O, presentandoli come una nuova categoria di laptop premium. L’idea di fondo è semplice da raccontare e ambiziosa da realizzare: unire due mondi finora rimasti separati. Da una parte Android, con il suo enorme catalogo di app su Google Play e un sistema operativo moderno progettato per l’intelligenza artificiale. Dall’altra ChromeOS, che porta in dote il browser più diffuso al mondo.

Il risultato, nelle intenzioni dell’azienda, è un portatile in cui Gemini non è un’aggiunta ma il cuore del sistema.

A spiegare la logica del progetto è stato Alex Kuscher, alla guida della divisione laptop e tablet di Google, in un post sul blog ufficiale dell’azienda. Ricorda che il Chromebook, nato oltre quindici anni fa, era pensato per un mondo cloud-first, mentre oggi il cambiamento è più profondo: si passa, spiega, “da un sistema operativo a un sistema di intelligenza”, e questo apre l’occasione di ripensare da capo il concetto stesso di laptop.

Dietro le parole c’è una scommessa concreta. Google è convinta che l’AI stia riportando in auge un formato, quello del portatile, che sembrava avviato verso un lento declino a favore di smartphone e tablet. Con una tastiera fisica, uno schermo ampio e un multitasking vero, il laptop torna a essere il posto ideale per lavorare con gli strumenti di AI generativa, automatizzare i compiti ripetitivi e gestire attività complesse.

L’evento del 15 settembre a New York: cosa aspettarti

Secondo quanto riportato da Chrome Unboxed e ripreso da Android Authority, Google ha invitato la stampa a un evento in presenza a New York il 15 settembre 2026. Non sarà una semplice conferenza stampa: l’azienda ha promesso una vetrina hardware completa, con la possibilità per i giornalisti di provare con mano i primi dispositivi.

La scaletta annunciata è densa. È atteso un keynote della dirigenza Google dedicato alla nuova piattaforma, alla sua architettura software e alla visione con cui l’azienda vuole fondere la produttività web in stile ChromeOS con il codice nativo di Android.

Poi si passerà alla pratica. Sono previste postazioni dimostrative con i Googlebook dei partner, dove i presenti potranno fotografare, filmare e persino misurare le prestazioni dei primi modelli. Non è un dettaglio da poco, perché finora Google ha condiviso pochissimo sull’hardware reale.

I partner della prima ora sono cinque nomi pesanti del settore: Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo. Nelle ultime settimane diversi render trapelati, tra cui un Lenovo Googlebook e un modello ASUS, hanno mostrato la caratteristica Glowbar e comandi fisici disegnati attorno a Gemini. I primi Googlebook sono attesi sul mercato entro l’autunno.

Il nome del sistema operativo resta un mistero

Qui arriva la parte curiosa. Per tutto l’anno il sistema operativo dei Googlebook è stato chiamato Aluminium OS, ma quel nome non è mai stato confermato: nasce da fughe di notizie e da riferimenti trovati nel codice. Google ha tenuto il branding ufficiale sotto silenzio, e l’evento del 15 settembre potrebbe essere il momento in cui la piattaforma riceve finalmente un nome vero.

Non sono mancate le incertezze sul percorso. Alcuni documenti emersi dal processo antitrust sulla Ricerca avevano fatto ipotizzare un rilascio completo non prima del 2028. Sameer Samat, presidente dell’ecosistema Android, ha però ribadito a inizio anno che il debutto è previsto per questo autunno.

Gemini Intelligence al centro: Magic Pointer e widget su richiesta

La vera novità dei Googlebook non è estetica ma software. Google li descrive come i primi portatili progettati da zero attorno a Gemini Intelligence, capaci di offrire un aiuto personale e proattivo nel momento in cui ti serve.

Tutto comincia dal cursore, la prima cosa che vedi quando apri il portatile e, allo stesso tempo, lo strumento più usato e meno cambiato negli ultimi decenni. Con il Magic Pointer, realizzato insieme al team di Google DeepMind, il puntatore si anima con Gemini: basta muoverlo per ricevere suggerimenti contestuali su ciò che stai indicando. Punti su una data dentro una email e imposti una riunione; selezioni due immagini, ad esempio il tuo salotto e un nuovo divano, e le vedi combinate all’istante.

Il secondo pilastro si chiama Create your Widget e trasforma una richiesta scritta in un pannello personalizzato. Gemini può cercare sul web o collegarsi alle tue app Google, da Gmail a Calendar, per costruire una dashboard su misura. Stai organizzando un viaggio di lavoro? L’assistente raccoglie voli, hotel, prenotazioni e persino un conto alla rovescia in un unico spazio sulla scrivania.

È lo stesso approccio agentico che Google sta portando su tutti i suoi prodotti, come hai visto con l’arrivo di Gemini Intelligence sui nuovi Pixel 11.

Il telefono e il portatile finalmente in sintonia

Essere costruiti su una parte dello stack tecnologico di Android porta un secondo vantaggio: la continuità tra dispositivi. I Googlebook nascono per farti restare nel flusso di lavoro anche quando passi dal laptop allo smartphone.

In pratica puoi aprire un’app del telefono direttamente sul portatile, che si tratti di ordinare il pranzo o di completare la lezione di lingua del giorno, senza abbandonare lo schermo grande. E con Quick Access puoi vedere, cercare e inserire i file del telefono dal browser dei file del Googlebook, senza alcun trasferimento manuale.

È una risposta esplicita a una richiesta che arriva da tempo dagli utenti Android, cioè un’integrazione tra telefono e computer stretta come quella dell’ecosistema Apple. Non stupisce che Google spinga così tanto su questo fronte, mentre Gemini cresce come piattaforma: l’app ha da poco superato il miliardo di utenti mensili.

Cosa cambia per te e che fine fa ChromeOS

La domanda più ovvia è se i Googlebook manderanno in pensione i Chromebook. La risposta, per ora, è no.

Samat è stato chiaro: lo sviluppo di ChromeOS proseguirà, soprattutto nei mercati in cui è più forte, come la scuola e le aziende, dove il modello di sicurezza e gli strumenti di gestione centralizzata restano difficili da battere. Google costruisce quindi una strategia a due binari: ChromeOS per il mondo enterprise ed education, i Googlebook per chi vuole un portatile intelligente e ben integrato con il telefono.

Per te, in concreto, questo significa più scelta e una generazione di laptop in cui l’assistente AI non è un programma da avviare ma l’ossatura del sistema. È la stessa direzione tracciata da Google alla sua conferenza di primavera, quando aveva mostrato una visione fatta di agenti e modelli sempre più capaci. E si inserisce nella corsa più ampia degli assistenti che agiscono al posto tuo sul desktop, un terreno su cui Google si sta già muovendo con il suo agente dentro Chrome.

Un appuntamento da segnare

Il 15 settembre, insomma, non sarà soltanto la presentazione di un nuovo portatile. Sarà il banco di prova di un’idea precisa: che il futuro del personal computer passi da un sistema operativo costruito attorno all’intelligenza artificiale, e non più attorno a finestre e cartelle. Se Google manterrà le promesse, i Googlebook potrebbero diventare il riferimento di una nuova categoria di macchine.

Ti conviene segnare la data e seguire l’evento: nelle prossime settimane conosceremo prezzi, specifiche e, soprattutto, il nome definitivo del sistema che Google ha tenuto nascosto fino all’ultimo. Nel frattempo puoi leggere i dettagli del progetto direttamente dal post ufficiale con cui Google ha annunciato i Googlebook.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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