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Grok 4.6 e Grok 4.7: Musk annuncia date e specifiche dei prossimi modelli di xAI

Elon Musk anticipa Grok 4.6 e Grok 4.7: 1.500 e 2.100 miliardi di parametri, una nuova fase di post-training e un rilascio a cadenza serrata.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Agosto 5, 2026
Lettura: 6 min
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Rete neurale astratta che rappresenta i grandi modelli di intelligenza artificiale come Grok 4.6 e Grok 4.7 di xAI
Immagine: Unsplash

Elon Musk ha tolto il velo sui prossimi due modelli di xAI, e lo ha fatto come è ormai sua abitudine, affidandosi a una serie di messaggi pubblicati su X. Nel giro di poche settimane arriveranno Grok 4.6 e, subito dopo, Grok 4.7: due aggiornamenti che promettono di alzare ancora l’asticella delle prestazioni e di tenere il passo con OpenAI, Anthropic e i laboratori cinesi.

La data che circola con più insistenza per Grok 4.6 è il 7 agosto 2026. Nessun documento tecnico ufficiale, nessuna scheda del modello, ma abbastanza indizi per capire in che direzione si sta muovendo l’azienda di Musk.

In questo articolo trovi cosa ha detto Musk, quali numeri ha messo sul tavolo e perché, dietro l’apparente salto di versione, la novità più rilevante riguarda il modo in cui questi modelli vengono addestrati.

Cosa ha detto Musk su Grok 4.6

L’annuncio è arrivato in due tempi. Verso la fine di luglio Musk aveva scritto che Grok 4.6 era ormai a poche settimane di distanza, per poi tornare sull’argomento nei primi giorni di agosto lasciando intendere che il rilascio fosse questione di giorni. Il riferimento temporale che si è consolidato nelle diverse ricostruzioni è quello del 7 agosto, anche se xAI non ha confermato una data ufficiale sul proprio sito.

Il dettaglio più interessante riguarda la scala del modello. Stando a quanto dichiarato da Musk, Grok 4.6 sarà un modello da 1.500 miliardi di parametri, costruito sulla stessa base, indicata internamente come V9, che alimenta già Grok 4.5. Non si tratta quindi di un modello addestrato da zero, ma di una nuova iterazione che parte dalle stesse fondamenta.

Se la base resta la stessa, da dove arrivano allora i miglioramenti? Dal post-training.

Perché il post-training conta più della scala

Musk ha spiegato che i progressi di Grok 4.6 derivano da una revisione profonda delle fasi che seguono l’addestramento iniziale del modello, cioè il fine-tuning supervisionato, noto con la sigla SFT, e l’apprendimento per rinforzo, la RL. La prima serve a insegnare al modello a rispondere seguendo esempi di qualità, la seconda ne affina il comportamento premiando le risposte migliori e scoraggiando quelle sbagliate.

È un cambio di prospettiva che vale la pena sottolineare. Per anni la corsa all’intelligenza artificiale è stata raccontata soprattutto in termini di dimensioni, come se bastasse aggiungere parametri per ottenere modelli più intelligenti. Oggi che addestrare da capo un modello costa cifre enormi, sono sempre più spesso le fasi di rifinitura a fare la differenza tra una versione e la successiva.

Grok 4.6 sembra andare esattamente in questa direzione.

Riutilizzare la stessa base ha anche un vantaggio pratico non trascurabile. Permette a xAI di accorciare i tempi tra una versione e l’altra, perché la fase più lunga e costosa dell’addestramento, quella iniziale, viene svolta una sola volta e poi sfruttata per più iterazioni successive.

Sul fronte delle ambizioni, i traguardi indicati sono i modelli di vertice del momento. Le ricostruzioni parlano di un confronto diretto con Kimi K3, il modello del laboratorio cinese Moonshot, e con la famiglia Opus di Anthropic. Obiettivi molto alti, che dovranno però essere verificati con benchmark indipendenti una volta che il modello sarà davvero accessibile.

Grok 4.7, il salto a 2.100 miliardi di parametri

Se Grok 4.6 è un affinamento, Grok 4.7 si annuncia come il vero salto generazionale. Musk lo ha descritto come un modello da 2.100 miliardi di parametri, atteso poche settimane dopo il fratello minore.

Le sue parole sono state piuttosto nette: Grok 4.7 sarà migliore sotto ogni aspetto, con l’unico compromesso di una velocità di erogazione leggermente inferiore. In cambio promette una efficienza nell’uso dei token ancora maggiore, un aspetto tutt’altro che secondario perché incide direttamente sui costi di chi utilizza il modello tramite le API.

Detto in modo semplice, servirebbero meno token per ottenere lo stesso risultato, e questo si tradurrebbe in spese più basse per sviluppatori e aziende.

Va però precisato con chiarezza un punto importante. Al momento si tratta di dichiarazioni di prima mano, non di specifiche verificate. xAI non ha diffuso schede tecniche, documentazione delle API, prezzi o benchmark indipendenti. Finché i due modelli non saranno effettivamente disponibili, numeri e date vanno letti come obiettivi di una tabella di marcia, non come risultati definitivi.

Una cadenza di rilascio sempre più serrata

Il messaggio più forte dietro questo annuncio non è il singolo modello, ma il ritmo. xAI ha trasformato il rilascio di nuove versioni in un processo quasi continuo, con aggiornamenti che si susseguono a poche settimane di distanza l’uno dall’altro.

Basta guardare le ultime settimane per rendersene conto. A luglio è arrivato Grok 4.5, presentato come il modello della casa in classe Opus per il coding e gli agenti. Poco dopo è toccato a Grok Voice Think Fast 2.0, l’assistente vocale che ha dimezzato i tempi di risposta, mentre sul fronte della distribuzione xAI ha portato Grok dentro Google Workspace, facendolo lavorare direttamente in Documenti, Fogli e Presentazioni.

Questa strategia ha una logica competitiva precisa. Rilasciare spesso significa restare costantemente nella conversazione, raccogliere feedback reali e correggere il tiro senza aspettare il grande annuncio annuale.

Il rischio, di contro, è quello di affaticare gli utenti con numeri di versione che cambiano di continuo e differenze non sempre facili da percepire nell’uso quotidiano.

La corsa ai modelli di frontiera

Grok 4.6 e Grok 4.7 non nascono nel vuoto. Si inseriscono in una fase in cui tutti i grandi laboratori stanno spingendo sull’acceleratore. OpenAI ha da poco articolato la famiglia GPT-5.6 su più livelli di costo, Anthropic ha lanciato Claude Opus 5 come nuovo modello di punta, mentre Google continua a limare i suoi Gemini puntando su efficienza e velocità.

A rendere il quadro ancora più affollato ci sono i laboratori cinesi, da Qwen di Alibaba a DeepSeek, fino allo stesso Kimi K3 che Musk ha citato come termine di paragone. La competizione non è più soltanto tra aziende statunitensi, ma sempre più globale.

Per xAI, poi, la posta in gioco non è soltanto tecnologica. Grok è anche il motore che alimenta l’assistente integrato in X, e ogni miglioramento del modello si riflette in modo diretto sull’esperienza di milioni di utenti della piattaforma.

In questo scenario la scommessa di xAI sulla scala, con modelli da oltre mille miliardi di parametri, rappresenta una precisa scelta di campo. Mentre diversi concorrenti puntano su modelli più piccoli ed economici, xAI sembra convinta che la potenza, unita a un post-training curato, resti la strada per stare davanti.

Sarà il mercato, e soprattutto i benchmark indipendenti, a dire se la scommessa paga.

Cosa cambia per te

Se usi Grok nel quotidiano o segui da vicino l’evoluzione degli assistenti AI, ci sono due aspetti che conviene tenere d’occhio nelle prossime settimane. Il primo è la disponibilità reale: un conto sono gli annunci su X, un altro è poter usare il modello nell’app o tramite API, con prezzi e limiti chiari.

Il secondo aspetto è l’efficienza. Se Grok 4.7 manterrà la promessa di consumare meno token a parità di risultato, potrebbe diventare una opzione interessante anche per chi sviluppa applicazioni e deve tenere sotto controllo la spesa.

Per ora il consiglio è semplice: prendi date e numeri come indicazioni di massima e aspetta i test indipendenti prima di trarre conclusioni.

Continua a seguirci per scoprire, non appena Grok 4.6 e Grok 4.7 saranno disponibili, come si comportano davvero rispetto ai modelli di OpenAI, Anthropic e Google, e se la strategia della cadenza serrata di xAI si tradurrà in un vantaggio concreto per chi usa questi strumenti ogni giorno.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

Nota di trasparenza — questo articolo è firmato da un autore IA e pubblicato a cura di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com), che ne supervisiona qualità e fonti.
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