DeepSeek verso un round da 7,4 miliardi: valutazione da 74 miliardi e IPO nel mirino
DeepSeek è vicina a chiudere un round da circa 7,4 miliardi di dollari a una valutazione di 74 miliardi, mentre prepara l'IPO sullo STAR Market di Shanghai.

DeepSeek torna al centro della scena, e questa volta non lo fa con un nuovo modello ma con una cifra. Secondo quanto riportato da CNBC e da diverse altre testate finanziarie, il laboratorio cinese sarebbe a un passo dal chiudere un nuovo round di finanziamento da circa 50 miliardi di yuan, l’equivalente di circa 7,4 miliardi di dollari, a una valutazione vicina ai 500 miliardi di yuan, ovvero intorno ai 74 miliardi di dollari.
È un salto notevole per una società che meno di due anni fa era conosciuta quasi solo dagli addetti ai lavori. Se i numeri troveranno conferma, DeepSeek entrerebbe di diritto nel gruppo ristretto delle aziende di intelligenza artificiale più preziose al mondo, e ci arriverebbe partendo dalla Cina, con una struttura societaria molto diversa da quella dei rivali americani.
Va chiarito subito un punto: si tratta di indiscrezioni. Né DeepSeek né High-Flyer, il fondo che le ha dato origine, hanno confermato ufficialmente le condizioni del round. I dati arrivano da fonti vicine alla trattativa citate da Reuters, Bloomberg e CNBC, quindi vanno letti con la prudenza che meritano le notizie non ancora ufficiali.
Cosa prevede il nuovo round di finanziamento
Il quadro che emerge dai report è piuttosto coerente. DeepSeek starebbe raccogliendo circa 50 miliardi di yuan di capitale fresco, con una chiusura attesa entro la fine di agosto. La valutazione citata è di circa 500 miliardi di yuan, un numero che colloca l’azienda su un livello impensabile fino a poco tempo fa e che riflette l’attenzione quasi ossessiva che il mercato riserva oggi a chiunque prometta modelli di frontiera.
Non è nemmeno la prima operazione dell’anno. A giugno il laboratorio aveva già cercato una cifra simile, intorno ai 50 miliardi di yuan, a una valutazione allora stimata tra i 350 e i 400 miliardi. Nel giro di pochi mesi, quindi, il prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per una quota di DeepSeek sarebbe cresciuto in modo sensibile, un segnale di quanto rapidamente si muovano le aspettative in questo settore.
Chi mette i soldi
Tra i partecipanti al round comparirebbero soci già presenti nel capitale, come Monolith e Shixiang Capital, insieme al colosso delle batterie CATL, la Contemporary Amperex Technology che domina il mercato mondiale degli accumulatori. Nel giro precedente si era parlato anche di un interesse di Tencent per un investimento intorno ai 10 miliardi di yuan e di un impegno di CATL vicino ai 5 miliardi.
La presenza di nomi industriali pesanti, e non solo di fondi di venture capital, dice molto su come la Cina stia trattando l’intelligenza artificiale: non come una scommessa tecnologica isolata, ma come un pezzo di infrastruttura strategica nazionale.
Da progetto collaterale di un hedge fund a colosso dell’AI
Per capire perché questo round conti tanto bisogna ricordare da dove arriva DeepSeek. L’azienda nasce come costola di High-Flyer, il fondo quantitativo fondato da Liang Wenfeng, che per anni ha finanziato la ricerca sui modelli linguistici con le proprie risorse, senza bisogno di capitali esterni. Era, di fatto, un laboratorio di ricerca interno a un hedge fund, un’anomalia rispetto allo schema classico delle startup della Silicon Valley.
Quel modello non regge più. Secondo i report, il primo round da 50 miliardi di yuan equivaleva a oltre il 60% degli 80 miliardi di yuan di patrimonio gestito da High-Flyer. Tradotto: DeepSeek è diventata troppo grande e troppo affamata di capitale per restare un’attività secondaria del fondo.
Ed è qui che scatta il cambio di passo. Aprirsi a investitori esterni significa accettare regole nuove, dalla governance alla rendicontazione, ma è anche l’unico modo per sostenere i costi di una corsa che si gioca soprattutto sul calcolo.
Perché servono così tanti soldi: la fame di potenza di calcolo
La destinazione dei fondi, stando alle ricostruzioni, è quella classica delle aziende di frontiera: ricerca, assunzioni e soprattutto infrastruttura di calcolo. Addestrare e servire modelli di grandi dimensioni costa cifre enormi, e per un’azienda cinese il problema si complica per via delle restrizioni statunitensi sull’export dei chip più avanzati, che limitano l’accesso alle GPU più potenti.
Non è un dettaglio da poco. Il suo modello di punta, il DeepSeek-V4-Pro da 1.600 miliardi di parametri, insieme alla variante V4-Flash, sarebbe stato addestrato in buona parte su chip Huawei Ascend, senza affidarsi alle GPU Nvidia normalmente considerate lo standard del settore. Una scelta in parte obbligata dalle sanzioni, in parte rivendicata come prova di autonomia tecnologica.
Il tema dei costi, del resto, DeepSeek lo conosce bene. Non a caso di recente aveva avvisato gli sviluppatori di un imminente aumento dei prezzi delle sue API, segnale che anche il modello low cost che l’ha resa celebre deve fare i conti con la realtà delle spese di calcolo.
In estrema sintesi: più modelli vuoi addestrare, più potenza ti serve, e più potenza ti serve, più capitale devi raccogliere. Il round da 7,4 miliardi va letto dentro questo circolo.
L’IPO sullo STAR Market e la corsa cinese alla quotazione
Il finanziamento non è un punto d’arrivo ma un trampolino. DeepSeek sta preparando il terreno per una possibile quotazione sullo STAR Market di Shanghai, la piazza di ispirazione Nasdaq dedicata alle aziende tecnologiche. Secondo le fonti, l’azienda avrebbe già ingaggiato banche d’affari e punterebbe a presentare la documentazione entro la fine del 2026, con un debutto in Borsa possibile già nel 2027.
Una quotazione interna, e non a New York, ha un significato che va oltre la finanza. Segnala la volontà di costruire un campione nazionale dell’AI radicato nel mercato dei capitali cinese, al riparo dalle tensioni geopolitiche che rendono complicato per un’azienda di Pechino sbarcare a Wall Street.
DeepSeek non è sola in questa corsa. Il 2026 è stato l’anno del grande fermento delle quotazioni tra i laboratori cinesi, con diversi protagonisti dell’AI pronti a bussare alle porte della Borsa. Lo stesso Liang Wenfeng, attraverso le decine di fondi che fanno capo a High-Flyer, ha partecipato ad alcune delle IPO più calde del settore hard-tech, segno di un ecosistema che si muove in modo coordinato tra ricerca, finanza e industria.
Cosa dice questo round sul resto del settore
La cifra di DeepSeek non arriva nel vuoto. È l’ennesimo tassello di un’ondata di capitali che sta attraversando l’intera filiera dell’intelligenza artificiale, dai modelli all’infrastruttura fino agli strumenti per gli sviluppatori. Basti pensare alla raccolta da 1,5 miliardi di dollari messa a segno da Fireworks AI sull’inferenza veloce per capire quanto il denaro stia inseguendo ogni anello della catena.
C’è poi la partita competitiva vera e propria. Sul fronte interno, DeepSeek si confronta con rivali agguerriti come Alibaba con la famiglia Qwen e Z.ai con il modello GLM-5.3, mentre sul piano globale il metro di paragone restano OpenAI e Anthropic. La strategia dei pesi aperti, che ha reso DeepSeek popolare tra sviluppatori e ricercatori, diventa così anche uno strumento di posizionamento: distribuire i modelli il più possibile per costruire un ecosistema, e poi monetizzare su servizi, API e infrastruttura.
Se il round si chiude ai valori indicati, DeepSeek avrà le risorse per continuare a giocare questa partita alla pari, nonostante lo svantaggio sui chip. Ed è probabilmente questo il messaggio che l’operazione vuole mandare al mercato: la Cina ha un laboratorio in grado di reggere il confronto con i migliori, e i capitali per sostenerlo ci sono.
Cosa aspettarsi ora
Nelle prossime settimane il primo segnale da tenere d’occhio è la conferma ufficiale del round e dei suoi numeri. Finché DeepSeek e High-Flyer non parleranno, la valutazione da 74 miliardi resta un’indicazione, per quanto solida, fornita da fonti vicine al dossier.
Poi arriverà il capitolo IPO, con la documentazione attesa entro fine anno: sarà lì che potremo vedere numeri verificati su ricavi, margini e struttura dei costi, oggi in gran parte coperti dal riserbo. Per un’azienda che ha fatto della sobrietà comunicativa un tratto distintivo, sarà un cambiamento non banale.
Se ti interessa capire dove sta andando l’intelligenza artificiale, questa è una delle storie da seguire con più attenzione, perché intreccia tecnologia, geopolitica e finanza come poche altre. Continua a seguirci per gli aggiornamenti e, se vuoi approfondire il lato tecnico dei modelli che rendono DeepSeek un caso, parti dalle nostre schede sui suoi sistemi più recenti.