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Evento Apple del 9 settembre: cosa aspettarti sull’AI, dal nuovo Siri con Gemini agli iPhone 18 Pro

Il 9 settembre Apple presenta gli iPhone 18 Pro e prepara il nuovo Siri con Gemini: ecco cosa aspettarti sul fronte AI dall'evento Surprise and Shine.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Settembre 7, 2026
Lettura: 6 min
Smartphone appoggiato su una superficie neutra, simbolo del nuovo iPhone e delle funzioni di intelligenza artificiale

Apple ha fissato per il 9 settembre il suo attesissimo evento autunnale, quello che ogni anno scandisce i tempi dell’intera industria tecnologica. Lo slogan scelto, “Surprise and Shine”, promette sorprese e riflettori accesi, ma la domanda che conta davvero per chi segue l’intelligenza artificiale è un’altra: quanto pesa l’AI nella nuova generazione di iPhone e quando arriva il Siri ricostruito da zero insieme a Google Gemini?

Ti anticipo subito la tesi di questo articolo: l’evento sarà in gran parte una vetrina hardware, ma è proprio l’hardware a raccontare la scommessa sull’AI che Apple si gioca nei prossimi anni.

Quando si tiene l’evento Apple e cosa sappiamo finora

L’appuntamento è fissato per mercoledì 9 settembre nel campus di Apple Park, a Cupertino, con la consueta diretta in streaming sul sito ufficiale Apple Events. Il titolo della campagna, “Surprise and Shine”, segue la tradizione dei nomi evocativi con cui l’azienda accompagna i suoi keynote di settembre, dedicati storicamente alla nuova famiglia di iPhone.

Secondo le indiscrezioni raccolte nelle ultime settimane, sul palco vedrai iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, affiancati per la prima volta da un iPhone pieghevole, che diverse fonti indicano con il nome provvisorio di iPhone Ultra. Il modello base, il presunto iPhone 18, slitterebbe invece alla primavera 2027, segno di un calendario di lancio sempre più scaglionato.

A completare la scaletta dovrebbero esserci nuovi Apple Watch e nuove AirPods. La parte più interessante, però, è quella che si nasconde sotto la scocca.

iPhone 18 Pro e chip A20 Pro: più intelligenza artificiale sul dispositivo

Il cuore della nuova generazione sarebbe il chip A20 Pro, il primo processore per iPhone costruito con il processo produttivo a 2 nanometri. Al di là dei numeri sulla potenza bruta, il dettaglio che conta per l’intelligenza artificiale è il Neural Engine, l’unità dedicata proprio ai calcoli dei modelli di apprendimento automatico.

Le anticipazioni parlano di un Neural Engine sensibilmente più grande di quello dell’A19 Pro, con voci che ipotizzano perfino una configurazione a doppio motore da 16 core, capace di raddoppiare la potenza di calcolo di picco. Apple avrebbe inoltre adottato un nuovo tipo di packaging che avvicina fisicamente CPU, GPU, Neural Engine e memoria, migliorando velocità ed efficienza energetica.

Perché tutto questo è importante?

La filosofia di Apple sull’AI è sempre stata quella di far girare più operazioni possibili direttamente sul dispositivo, senza spedire i tuoi dati verso il cloud. Un Neural Engine più muscoloso significa un Apple Intelligence più reattivo, richieste che restano in locale a tutela della privacy e maggiore autonomia nell’esecuzione delle funzioni agentiche. In altre parole, il chip di quest’anno è la fondazione su cui poggerà il Siri del prossimo futuro.

Pensa a operazioni come la sintesi istantanea di una notifica lunga, la riscrittura di un messaggio nel tono giusto o la generazione di un’immagine al volo: più lavoro riesce a svolgere il telefono da solo, più l’esperienza diventa veloce e riservata, anche quando la connessione è lenta o del tutto assente.

Il nuovo Siri con Gemini: il vero banco di prova dell’AI di Apple

Qui arriva il nodo centrale. Dopo mesi di ritardi e promesse rimandate, nel 2026 Apple ha confermato un accordo pluriennale con Google per usare i modelli Gemini come motore del nuovo Siri e di una serie di funzioni di Apple Intelligence. Si tratta di un’intesa dal valore stimato attorno al miliardo di dollari l’anno, mai smentita nei suoi contorni economici.

È un cambio di rotta storico. Significa che l’assistente vocale più diffuso al mondo, presente su oltre un miliardo di dispositivi, si appoggerà in buona parte a un modello sviluppato dal principale rivale di Apple nel campo dell’AI.

La transizione è già cominciata. Con iOS 26.4, distribuito nella prima parte dell’anno, Siri ha iniziato a sfruttare Gemini per la consapevolezza del contesto e per il riconoscimento di ciò che appare sullo schermo. È la prima tappa di un percorso che avevamo raccontato quando Apple Intelligence si è aperta ai modelli linguistici avanzati.

Il salto vero, però, è atteso con iOS 27, la versione in arrivo proprio quest’autunno. Il disegno complessivo del nuovo assistente era stato mostrato in anteprima alla WWDC 2026, con un Siri rifatto e i primi agenti nativi. Le anticipazioni descrivono un assistente capace di dialoghi lunghi e articolati, di automazioni complesse tra più app e di una comprensione molto più profonda del tuo contesto personale.

Alcune fonti si spingono oltre e ipotizzano che con iOS 27 potrai scegliere quale modello AI, scaricato dall’App Store, usare come cervello di Siri. È un’indiscrezione da prendere con le pinze, ma la direzione appare chiara: un assistente sempre più aperto e modulare.

Nel concreto, il nuovo Siri dovrebbe poggiare su tre pilastri: la capacità di agire tra più app senza che tu debba aprirle una a una, la consapevolezza di ciò che stai guardando sullo schermo e una vera memoria del tuo contesto personale, dagli impegni ai contatti fino alle abitudini. Sono esattamente le funzioni che oggi rendono utili gli assistenti rivali e che a Siri sono mancate troppo a lungo.

Apple Intelligence e la corsa per recuperare terreno

Il contesto in cui si inserisce l’evento è quello di un’azienda che insegue. Apple è di fatto l’unico grande gruppo tecnologico a non avere ancora un proprio modello di frontiera paragonabile a quelli di OpenAI, Google o Anthropic.

La scelta di affidarsi a Gemini per il nuovo Siri, del resto, è essa stessa l’ammissione che i modelli sviluppati internamente non erano pronti a reggere il confronto sui tempi richiesti dal mercato.

Non è un caso isolato. In Cina, dove i servizi di Google non sono disponibili, Apple ha scelto Qwen di Alibaba per alimentare Siri e gli strumenti di scrittura sui Mac. È la conferma di una strategia pragmatica: usare i migliori modelli disponibili in ciascun mercato, invece di attendere una soluzione interamente proprietaria.

A guidare questa fase delicata c’è anche il nuovo CEO John Ternus, che ha ereditato il timone proprio nel momento in cui la strategia AI dell’azienda viene messa alla prova sul mercato.

Oltre l’iPhone: cosa cambia concretamente per te

Anche gli altri prodotti attesi hanno un risvolto legato all’intelligenza artificiale. I nuovi Apple Watch dovrebbero spingere ancora di più sulle funzioni di salute basate su algoritmi di apprendimento automatico, dal monitoraggio del sonno alla rilevazione di anomalie cardiache.

Le AirPods di nuova generazione, invece, potrebbero ampliare la traduzione delle conversazioni in tempo reale, uno degli usi più concreti e apprezzati dell’AI nella vita di tutti i giorni.

Il messaggio complessivo è che l’intelligenza artificiale non è più una singola funzione da annunciare a effetto, ma il tessuto connettivo che tiene insieme tutto l’ecosistema Apple.

Per te che segui il settore, il 9 settembre non sarà tanto la festa di un nuovo telefono, quanto un indizio prezioso su quanto Apple sia davvero pronta a competere nell’era degli assistenti intelligenti.

In conclusione

L’evento “Surprise and Shine” racconterà due storie parallele: quella dell’hardware, con gli iPhone 18 Pro e il primo pieghevole, e quella, meno appariscente ma più decisiva, dell’infrastruttura AI che quei dispositivi porteranno con sé. Il chip A20 Pro e il suo Neural Engine potenziato sono il biglietto da visita di questa seconda storia.

Il verdetto vero, però, lo darà l’autunno, quando iOS 27 e il nuovo Siri con Gemini finiranno nelle mani delle persone. Solo allora capiremo se la scommessa di Apple sull’intelligenza artificiale sta davvero pagando o se il divario con i rivali resta troppo ampio.

Continua a seguirci per l’analisi completa dell’evento subito dopo il keynote. E intanto raccontaci: quale assistente vocale usi ogni giorno e cosa ti aspetti davvero dal nuovo Siri con Gemini?

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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