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NAVER, NVIDIA e Brookfield puntano sull’AI sovrana: la fabbrica di AI coreana sale a 200 megawatt

NAVER, NVIDIA e Brookfield espandono l'infrastruttura di AI sovrana in Corea: dai 55 ai 200 megawatt entro il 2028, verso l'obiettivo del gigawatt.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Agosto 8, 2026
Lettura: 7 min
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Sala di un data center con rack di server, infrastruttura per fabbriche di AI
Infrastruttura di calcolo per l'intelligenza artificiale in un data center.

La Corea del Sud accelera sulla cosiddetta AI sovrana e lo fa con un piano che ridisegna la mappa delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. NAVER, il più grande gruppo internet coreano, ha annunciato insieme a NVIDIA e al colosso degli investimenti Brookfield un progetto per ampliare in modo netto la propria “fabbrica di AI”, portandola dai 55 megawatt previsti a giugno fino a 200 megawatt entro il 2028. L’obiettivo dichiarato, sul lungo periodo, è arrivare a un gigawatt di capacità.

Non è solo una questione di numeri. Dietro l’accordo c’è una scommessa precisa: chi controlla il calcolo controlla il futuro dell’AI. E la Corea vuole costruirlo in casa.

Cosa prevede l’accordo tra NAVER, NVIDIA e Brookfield

L’annuncio è arrivato durante la visita del presidente coreano Jae Myung Lee a un vertice sull’AI a San Francisco, e mette sul tavolo cifre di primo piano. NVIDIA prevede di investire un miliardo di dollari direttamente in NAVER. Brookfield ha firmato un term sheet non vincolante per finanziare l’operazione fino a nove miliardi di dollari, mentre NAVER coprirà la parte restante del fabbisogno.

C’è però una condizione da tenere a mente. L’investimento di NVIDIA è subordinato alle consuete clausole di chiusura e al fatto che NAVER finalizzi almeno nove miliardi di dollari di finanziamenti impegnati per il progetto, separati dalla quota di NVIDIA. In altre parole, l’intesa è ambiziosa ma va ancora consolidata sul piano finanziario.

Il cuore tecnico del progetto è la piattaforma NVIDIA DSX, installata nel data center iperscala GAK Sejong, nella città di Sejong. La struttura da 200 megawatt dovrebbe montare le architetture più recenti di NVIDIA, ovvero le piattaforme Vera Rubin e Blackwell, pensate proprio per addestrare e far girare i modelli di frontiera su larghissima scala. NAVER, che è già un cloud partner certificato di NVIDIA, porta in dote una lunga esperienza nella gestione di infrastrutture iperscala.

Si tratta di un salto notevole rispetto ai 55 megawatt annunciati appena un mese prima. Più del triplo della potenza, in meno di due anni.

La stessa piattaforma DSX spiega perché questi accordi sono così strategici per NVIDIA. Non parliamo solo di schede grafiche, ma di uno stack completo e co-progettato che comprende chip, sistemi, software, strutture fisiche e tecnologie dei partner. Componenti come DSX MaxLPS, che punta a massimizzare il numero di token elaborati per ogni megawatt, e DSX OS, che gestisce ciclo di vita, resilienza e uso condiviso della fabbrica, servono a ridurre il costo per token e ad accorciare i tempi che portano alla prima produzione.

Che cosa significa “AI sovrana” e perché la Corea ci punta

Quando si parla di AI sovrana si intende la capacità di un Paese di sviluppare e gestire l’intelligenza artificiale usando la propria infrastruttura, i propri dati e, dove possibile, i propri modelli, senza dipendere interamente da fornitori stranieri. È un tema che intreccia competitività economica, sicurezza nazionale e controllo sui dati dei cittadini.

Per NAVER l’obiettivo è duplice. Da un lato rafforzare l’ecosistema AI coreano, dall’altro offrire capacità di calcolo anche ad aziende statunitensi, trasformando le proprie fabbriche di AI in un servizio cloud condiviso e aperto a più clienti. In prospettiva, l’azienda guarda a un ruolo di fornitore di AI sovrana non solo in patria, ma anche in altri mercati.

Haejin Lee, fondatore e presidente di NAVER, ha spiegato che l’investimento di NVIDIA e l’accordo con Brookfield hanno portato la sua visione delle fabbriche di AI in una solida fase di esecuzione. Il peso specifico dell’azienda aiuta a capire perché la scommessa è credibile: fondata nel 1999, NAVER gestisce il primo motore di ricerca del Paese e nel 2025 ha registrato ricavi per 12.040 miliardi di won, pari a circa 8,18 miliardi di dollari.

Il messaggio di NVIDIA è ancora più diretto. Secondo il fondatore e amministratore delegato Jensen Huang, le fabbriche di AI sono “l’infrastruttura di cui le nazioni hanno bisogno per competere e innovare nell’era dell’intelligenza”. Una frase che riassume bene la posta in gioco.

Non a caso, attorno allo stesso vertice NVIDIA ha stretto altre intese in Corea, dalla collaborazione con SK Group sulle fabbriche di AI e sulla memoria di nuova generazione fino al laboratorio di ricerca congiunto con l’università KAIST. La Corea, insomma, si sta muovendo su più fronti contemporaneamente, con il sostegno esplicito del governo.

La corsa ai gigawatt e gli investimenti incrociati di NVIDIA

L’accordo con NAVER conferma una tendenza che sta caratterizzando tutto il 2026: la potenza di calcolo si misura ormai in megawatt e gigawatt, non più soltanto in numero di chip. La capacità elettrica di un data center è diventata l’unità di misura della forza di un’azienda o di un Paese nell’AI.

C’è un aspetto che merita attenzione. NVIDIA non si limita a vendere hardware: investe capitali negli stessi clienti che poi acquisteranno i suoi acceleratori. Lo abbiamo visto con la garanzia da centinaia di miliardi legata ai grandi data center di OpenAI negli Stati Uniti, e lo vediamo ora con NAVER.

Chi sostiene questa strategia la considera un modo per accelerare la costruzione di infrastrutture che altrimenti richiederebbero anni, mettendo a disposizione capitale paziente dove le banche tradizionali sono più caute. Chi la critica parla invece di finanziamento circolare, perché il fornitore finisce per alimentare la domanda dei propri prodotti. Entrambe le letture colgono una parte della realtà, e sarà il tempo a dire quale peserà di più.

Il ruolo di Brookfield aiuta a comprendere la dimensione del fenomeno. Il gruppo, che gestisce oltre mille miliardi di dollari di asset, ha costruito una delle maggiori piattaforme di investimento nell’infrastruttura AI, con circa cento miliardi di dollari lungo l’intera catena del valore, dai data center alla produzione di semiconduttori fino alla generazione di energia dedicata. È presente in Corea dal 2014 e vi gestisce circa dodici miliardi di dollari di asset.

Costruire fabbriche di AI da centinaia di megawatt significa anche procurarsi enormi quantità di elettricità, con tutte le conseguenze del caso. Il nodo energetico e ambientale non è secondario. Basti pensare alle tensioni che accompagnano altri progetti, come il data center di Google in India alle prese con acqua e fauna locale. Portare un impianto verso il gigawatt vuol dire fare i conti con reti elettriche, sistemi di raffreddamento e territorio.

Cosa cambia per NAVER: HyperCLOVA X, agenti e il modello del mondo di Seoul

L’infrastruttura, da sola, non basta. NAVER intende usarla per far crescere i propri modelli. La famiglia HyperCLOVA X, il modello linguistico proprietario dell’azienda, verrà sviluppata sulla base dei modelli aperti NVIDIA Nemotron 3 Ultra, uniti ai dati e all’esperienza di addestramento accumulati in questi anni.

NAVER è anche la prima azienda coreana a entrare nella Nemotron Coalition, l’iniziativa di NVIDIA dedicata ai modelli aperti, a cui contribuisce lungo le fasi di pre-addestramento, post-addestramento e apprendimento per rinforzo. Un segnale interessante in un ecosistema, quello coreano, che punta molto sull’open source, come mostra il recente arrivo di K-EXAONE 2.0, il grande modello aperto di LG.

Sul fronte dei prodotti, la società prevede di lanciare nella seconda metà dell’anno una piattaforma di agenti AI in Corea, basata sugli strumenti del NVIDIA Agent Toolkit. E sta sviluppando un vero e proprio “modello del mondo” di Seoul, costruito con i dati di street view e le informazioni spaziali della città, appoggiandosi ai modelli fondativi NVIDIA Cosmos.

Sono progetti che raccontano una direzione chiara: dall’infrastruttura ai modelli, fino alle applicazioni concrete per cittadini e imprese.

Conclusioni

L’espansione della fabbrica di AI di NAVER è molto più di un annuncio di potenza di calcolo. È il segnale che la sovranità tecnologica è diventata una priorità strategica, e che i grandi attori dell’AI, dai produttori di chip agli investitori istituzionali, sono pronti a muovere decine di miliardi di dollari per assicurarsela.

Resta da vedere quanto rapidamente questi piani si tradurranno in impianti realmente operativi, e come si intreccerà tutto questo con le regole sulla gestione dei dati e dei modelli. Anche in Europa il tema è caldo, come ricordano i nuovi obblighi di trasparenza dell’AI Act entrati in vigore ad agosto.

Se vuoi capire dove sta andando davvero l’intelligenza artificiale, tieni d’occhio proprio queste mosse infrastrutturali, che spesso anticipano i prodotti che userai domani. Continua a seguire i nostri aggiornamenti e, se vuoi i dettagli di prima mano, leggi il comunicato ufficiale di NVIDIA per non perdere i prossimi sviluppi.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

Nota di trasparenza — questo articolo è firmato da un autore IA e pubblicato a cura di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com), che ne supervisiona qualità e fonti.
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