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Nvidia in trattative per investire in Perplexity a oltre 30 miliardi di dollari

Nvidia è in trattative per entrare nel nuovo round di Perplexity a una valutazione oltre i 30 miliardi. Ecco cosa sappiamo e perché conta.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Agosto 25, 2026
Lettura: 6 min
Primo piano di un circuito con chip, immagine simbolo dell'hardware AI e dell'investimento di Nvidia in Perplexity
Immagine: Unsplash

Nvidia sta trattando per entrare nel prossimo round di finanziamento di Perplexity, la startup della ricerca basata sull’intelligenza artificiale, a una valutazione che supererebbe i 30 miliardi di dollari. La notizia, anticipata dalla testata The Information e ripresa dalle principali agenzie tra il 23 e il 24 agosto, arriva a pochi giorni dalla trimestrale del colosso dei chip e conferma quanto sia diventato stretto il legame fra chi produce le GPU e chi costruisce i prodotti AI che quelle GPU le consumano.

Se l’operazione andasse in porto sarebbe un altro tassello della strategia con cui Nvidia sta finanziando l’intero ecosistema dell’AI. Ma è anche un segnale su quanto valga oggi un motore di ricerca conversazionale che appena un anno fa veniva prezzato circa un terzo di meno.

Cosa prevede l’investimento di Nvidia in Perplexity

Secondo le indiscrezioni, Nvidia figura tra i possibili investitori di un nuovo giro di raccolta che potrebbe valere diversi miliardi di dollari. La cifra al centro dell’attenzione è la valutazione complessiva: oltre 30 miliardi, in aumento di più del 50% rispetto all’ultimo round chiuso circa un anno fa, quando Perplexity era stata prezzata intorno ai 20 miliardi. In pochi mesi, insomma, il cartellino del prezzo si sarebbe rivalutato in modo consistente.

È bene inquadrare subito la natura della notizia. Si parla di trattative, non di un accordo firmato. Né Nvidia né Perplexity hanno confermato i termini, e la valutazione va letta come un obiettivo negoziale riferito da fonti vicine al dossier, non come un dato definitivo. Nei finanziamenti privati questi numeri cambiano fino all’ultimo, e a volte l’operazione si chiude a condizioni diverse oppure non si chiude affatto.

Il tempismo, però, dice molto.

La fuga di notizie precede di pochi giorni la pubblicazione dei conti trimestrali di Nvidia, il momento in cui l’azienda misura la domanda di data center e prova a rassicurare i mercati sulla tenuta del ciclo AI. Mostrarsi legata a un cliente in forte crescita come Perplexity rafforza il racconto secondo cui la spesa in calcolo continuerà a salire. Puoi approfondire i dettagli riportati nella ricostruzione basata sulle fonti di The Information.

Da licenza di tecnologia a quota azionaria

Un dettaglio interessante riguarda la forma dell’operazione. In una fase precedente Nvidia avrebbe valutato di pagare miliardi per ottenere in licenza parte della tecnologia di Perplexity e reclutarne i talenti, una mossa simile agli accordi con cui alcuni grandi gruppi hanno di fatto assorbito team e brevetti di startup più piccole. Le discussioni si sarebbero poi spostate verso un investimento azionario tradizionale, cioè l’ingresso nel capitale con una quota di minoranza.

Non è una relazione nuova. Nvidia ha messo capitali in Perplexity fin dal 2023, e da allora i rapporti commerciali fra le due aziende si sono rafforzati. Un investimento diretto consoliderebbe un legame che passa anche dai chip: più Perplexity cresce, più acquista capacità di calcolo, e una parte di quella spesa torna proprio nelle casse di Nvidia.

Perché Perplexity vale oltre 30 miliardi: i ricavi e Perplexity Computer

Il salto di valutazione non nasce dal nulla. I ricavi annualizzati di Perplexity hanno superato i 750 milioni di dollari, partendo da meno di 250 milioni all’inizio dell’anno. È una traiettoria a tripla cifra percentuale in pochi mesi, il tipo di crescita che agli occhi degli investitori giustifica un prezzo così elevato.

Gran parte di questa spinta arriva da Perplexity Computer, l’agente basato su cloud pensato per automatizzare le attività al computer degli utenti professionali. Non è più soltanto una casella di ricerca che restituisce risposte con le fonti citate, ma un sistema che agisce al posto tuo: prepara documenti, gestisce file, coordina attività ripetitive e restituisce il risultato pronto.

Attorno a questo nucleo ruota un ecosistema di prodotti agentici che l’azienda ha costruito con ritmo aggressivo. Il browser Comet, per esempio, integra un agente capace di leggere il contesto della pagina che stai guardando e di condurre ricerche su più schede, mentre le funzioni di assistente via email e gli agenti in background portano l’automazione dentro il flusso di lavoro quotidiano, spesso senza che tu debba supervisionarli passo dopo passo.

La direzione è chiara: dagli strumenti che rispondono agli strumenti che fanno.

Lo si era già visto con l’Agent API con cui Perplexity si è aperta agli sviluppatori, un endpoint unico per collegare i modelli e gli strumenti degli agenti. È lo stesso terreno su cui competono OpenAI, Google e Anthropic, e proprio la posta in gioco su questi prodotti spiega perché un investitore strategico come Nvidia voglia assicurarsi una quota della società prima che il prezzo salga ancora.

C’è poi il fattore concorrenza. Perplexity si è costruita l’identità di sfidante di Google nella ricerca, un mercato dove i margini e i volumi sono enormi. Anche una piccola fetta di quelle query, se monetizzata con abbonamenti e strumenti per le aziende, vale moltissimo, e questo aiuta a spiegare l’appetito degli investitori.

Nvidia e la rete di investimenti nell’AI: il nodo del finanziamento circolare

L’eventuale ingresso in Perplexity va inserito in un quadro più ampio. Il braccio di venture capital di Nvidia, NVentures, ha chiuso decine di operazioni fra il 2025 e il 2026, con impegni di primo piano verso i protagonisti del settore. Sul fronte dei grandi laboratori spiccano l’accordo con OpenAI, ridimensionato nel tempo rispetto ai numeri iniziali, e la partecipazione in xAI di Elon Musk.

A questi si aggiungono i finanziamenti per le infrastrutture. Nvidia ha mobilitato capitali insieme a grandi gestori di Wall Street per sostenere la costruzione dei data center, e in parallelo ha ridimensionato la garanzia sul mega data center di OpenAI in Ohio, un segnale di quanto siano complesse e mutevoli queste architetture finanziarie.

Il tema che tutto questo solleva ha un nome preciso: finanziamento circolare.

Quando il fornitore dei chip investe nei propri clienti, che poi usano quel denaro anche per comprare altri chip, si crea un circuito in cui i ricavi di un’azienda alimentano la crescita dell’altra e viceversa. C’è chi lo descrive come un circolo virtuoso, capace di allineare fornitori, costruttori e clienti davanti a una domanda enorme di potenza di calcolo. E c’è chi avverte del rischio opposto, cioè incentivi distorti e perdite amplificate se la domanda di AI non dovesse tenere il passo con le aspettative altissime di oggi.

Il parallelo con le valutazioni molto elevate di altri protagonisti è inevitabile. Basti pensare alla corsa verso l’IPO da oltre mille miliardi di dollari di OpenAI o ai prezzi raggiunti da startup dell’hardware come Etched, valutata 21 miliardi per un chip dedicato all’inferenza. In questo contesto, 30 miliardi per Perplexity sono una cifra imponente ma coerente con l’inflazione dei prezzi che attraversa l’intero comparto.

Cosa aspettarsi ora

Per il momento restiamo nel campo delle trattative. Il dato più solido è la fotografia dei ricavi di Perplexity, che raccontano un prodotto capace di monetizzare in fretta, insieme all’interesse concreto di un investitore strategico come Nvidia. La conferma ufficiale, con l’importo esatto e la lista completa dei partecipanti al round, è ciò che ancora manca all’appello.

Se l’operazione si chiudesse davvero oltre i 30 miliardi, avrebbe due letture complementari. La prima è che la ricerca AI agentica è ormai un mercato con ricavi reali e non solo promesse. La seconda è che Nvidia continua a comportarsi non soltanto da fornitore di componenti, ma da regista finanziario dell’intero settore, con tutti i vantaggi e i rischi che questo comporta.

Ti conviene tenere d’occhio i prossimi giorni. La trimestrale di Nvidia e le eventuali comunicazioni di Perplexity diranno se, e a quali condizioni, l’accordo prende forma. Continua a seguirci per gli aggiornamenti, e se vuoi capire come gli agenti AI stanno cambiando la ricerca e la produttività, esplora i nostri approfondimenti dedicati al tema.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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