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OpenAI DevDay 2026: l’evento del 29 settembre diventa globale con otto tappe

OpenAI DevDay 2026 torna il 29 settembre a San Francisco e per la prima volta arriva in otto città con i DevDay Exchanges. Ecco cosa aspettarti.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Settembre 3, 2026
Lettura: 6 min
Sviluppatori riuniti in platea a una conferenza di tecnologia

Il 29 settembre OpenAI riunisce a San Francisco migliaia di sviluppatori per il suo appuntamento più importante dell’anno. Il DevDay 2026 torna al Fort Mason, lo spazio affacciato sulla baia che ha già ospitato le ultime edizioni, ma questa volta con una differenza sostanziale: per la prima volta l’evento esce dai confini della California e arriva in otto città sparse tra Europa, Asia e Americhe.

Se lavori con l’intelligenza artificiale, questa è la giornata in cui conviene tenere gli occhi aperti. È qui che negli ultimi anni OpenAI ha presentato alcune delle novità che poi hanno cambiato il modo di costruire prodotti basati sui suoi modelli.

Cos’è il DevDay e perché è diventato un appuntamento da segnare

Il DevDay è la conferenza annuale che OpenAI dedica a chi sviluppa sopra la sua piattaforma: ingegneri, fondatori tecnici, ricercatori e team che costruiscono applicazioni usando le API dell’azienda. Non è un evento pensato per il grande pubblico, ma per chi mette le mani nel codice e vuole capire in anticipo dove sta andando l’ecosistema.

La formula è ormai collaudata. Una sessione principale, il keynote, apre la giornata con gli annunci più attesi. Poi arrivano le sessioni tecniche, le dimostrazioni pratiche e i laboratori in cui i partecipanti provano gli strumenti nuovi e si confrontano direttamente con i team che li hanno costruiti.

Conta perché fa da termometro. Quello che OpenAI mostra al DevDay racconta le sue priorità per i mesi successivi, e spesso anticipa la direzione dell’intero settore. Per questo la giornata viene seguita ben oltre la cerchia degli invitati in sala, da chiunque costruisca o investa nell’intelligenza artificiale.

L’appuntamento del 29 settembre a San Francisco

La sede resta dunque il Fort Mason, sul lungomare di San Francisco. La giornata, tutta in orario del Pacifico, parte con la colazione alle 8 del mattino e prosegue con il keynote e poi con le sessioni tematiche nel pomeriggio, in una fascia che va indicativamente dalle 11:15 alle 15:30.

La partecipazione in presenza è volutamente contenuta, intorno ai 1.500 sviluppatori, e funziona su invito. Le candidature si sono chiuse il 10 luglio, le risposte sono arrivate entro fine mese e chi è stato selezionato ha avuto quattordici giorni per registrarsi versando una quota di 650 dollari. È un filtro pensato per mantenere l’evento raccolto e realmente tecnico, lontano dalle dimensioni di una fiera generalista.

Chi non è nella sala, però, non resta tagliato fuori.

Il keynote di apertura viene trasmesso in diretta streaming, gratuitamente e per chiunque voglia seguirlo. Le altre sessioni vengono registrate e pubblicate poco dopo l’evento, così anche da casa puoi recuperare con calma i contenuti che ti interessano. Per ricevere un promemoria basta iscriversi sulla pagina ufficiale dedicata alla giornata.

La vera novità del 2026: il DevDay diventa globale

L’elemento che distingue questa edizione dalle precedenti è l’apertura internazionale. OpenAI ha deciso di affiancare all’appuntamento di San Francisco una serie di eventi collegati, i DevDay Exchanges, che porteranno lo spirito della conferenza in otto città oltre gli Stati Uniti.

Le tappe scelte sono Bengaluru, Tokyo, Seoul, Parigi, Berlino, Londra, San Paolo e Città del Messico. Una mappa che tocca i principali poli tecnologici di India, Giappone, Corea del Sud, Europa e America Latina, segno di quanto la community di sviluppatori dell’azienda sia ormai distribuita in tutto il mondo.

Per gli sviluppatori che non potranno volare in California, questi appuntamenti valgono molto più di una semplice proiezione del keynote. Sono l’occasione per incontrare di persona altri professionisti del proprio territorio, scambiare esperienze concrete su cosa funziona e cosa no e costruire quella rete di contatti che spesso conta quanto gli annunci tecnici.

Per chi lavora in Italia, la presenza di Parigi, Berlino e Londra è la parte più interessante. Sono a poche ore di distanza e rendono molto più concreta la possibilità di partecipare di persona a un evento dell’ecosistema OpenAI, senza dover attraversare l’oceano.

La scelta di decentralizzare non è casuale. Radicare la piattaforma nei territori dove nascono le startup e i team che costruiscono sopra i suoi modelli aiuta OpenAI a rafforzare la fedeltà degli sviluppatori proprio mentre la concorrenza prova a corteggiare gli stessi profili. Il messaggio con cui l’azienda ha lanciato l’edizione, del resto, è diretto: il suo evento per sviluppatori più grande diventa ancora più grande.

Cosa aspettarsi dagli annunci, guardando alle edizioni passate

OpenAI non ha ancora rivelato cosa mostrerà sul palco, ed è bene non dare per scontato nulla. La storia recente del DevDay, però, aiuta a inquadrare le aspettative.

La prima edizione, nel 2023, fu quella che introdusse GPT-4 Turbo con la finestra di contesto da 128mila token, l’Assistants API e i GPT personalizzati, i primi mattoni per costruire esperienze simili ad agenti. Un anno dopo, nel 2024, l’attenzione si spostò sulla voce con la Realtime API, accompagnata da strumenti pensati per ridurre i costi come il prompt caching e la distillazione dei modelli.

Il 2025 ha alzato ancora l’asticella.

OpenAI ha presentato le app dentro ChatGPT con un apposito Apps SDK, ha lanciato AgentKit per costruire agenti AI in modo più strutturato e ha portato nelle API sia Sora 2 per i video sia la versione completa di GPT-5 Pro. Il filo conduttore emerge con chiarezza: la piattaforma si sta spostando dai singoli modelli verso strumenti che permettono di orchestrare agenti e applicazioni complete.

È ragionevole aspettarsi che questa direzione prosegua. Il tema degli agenti capaci di usare gli strumenti del web, come nel caso del protocollo WebMCP adottato da ChatGPT, resta centrale, così come l’evoluzione dei modelli di punta dopo l’arrivo di sistemi specializzati come Astra sul fronte della cybersicurezza.

C’è poi un filo che attraversa tutte le ultime edizioni ed è destinato a restare protagonista: il passaggio dagli strumenti per il singolo sviluppatore a quelli pensati per le aziende. Via via che le imprese portano l’intelligenza artificiale dentro i processi reali, cresce la domanda di affidabilità, controllo dei costi e sicurezza. Difficile immaginare un DevDay che non provi a rispondere anche a queste esigenze.

Anche il lato economico avrà il suo peso. Negli ultimi mesi OpenAI ha sperimentato formule di prezzo nuove e più aggressive, e il DevDay è il palco naturale per raccontare come intende far crescere il business intorno alla sua piattaforma senza spaventare chi ci costruisce sopra.

Resta una premessa d’obbligo: finché il keynote non parte, sono soltanto ipotesi. In un settore che cambia di settimana in settimana, la prudenza è la scelta più saggia.

Perché vale la pena seguirlo

Il DevDay 2026 arriva in un momento in cui la concorrenza è più agguerrita che mai. Google spinge sul terreno del coding con modelli come Gemini, e la rincorsa sugli agenti e sugli strumenti per sviluppatori è entrata nel vivo. In questo scenario, quello che OpenAI sceglie di mostrare il 29 settembre dirà molto su come si posizionerà nei mesi a venire.

Vale anche per chi segue il settore da vicino senza scrivere una riga di codice. Gli annunci di una conferenza come questa non restano confinati agli addetti ai lavori: nel giro di poche settimane si traducono spesso in funzioni nuove dentro gli strumenti che usi ogni giorno, dal modo in cui scrivi un testo a come automatizzi le attività ripetitive.

Se costruisci prodotti o servizi basati sull’intelligenza artificiale, il consiglio è semplice: segna la data. Il keynote è gratuito e in diretta, quindi puoi seguirlo ovunque ti trovi, e nei giorni successivi avrai modo di rivedere le sessioni tecniche più utili al tuo lavoro.

Noi continueremo a raccontarti gli annunci principali man mano che arriveranno. Se vuoi arrivare preparato al 29 settembre, tieni d’occhio le nostre pagine dedicate a OpenAI e agli strumenti per sviluppatori: nelle prossime settimane l’attesa non potrà che crescere.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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