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Palantir, ricavi in crescita del 93% e guidance al rialzo: la domanda di AI accelera negli Stati Uniti

Palantir chiude il secondo trimestre 2026 con ricavi a 1,94 miliardi, in crescita del 93%, e alza ancora la guidance: la domanda di AI accelera negli USA.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Agosto 4, 2026
Lettura: 6 min
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Grafico a candele del mercato azionario su schermo scuro, a rappresentare la trimestrale di Palantir e la crescita della domanda di AI
Foto: Unsplash

Palantir ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con numeri che hanno sorpreso anche gli analisti più ottimisti. La società guidata da Alex Karp ha riportato ricavi per 1,94 miliardi di dollari, in crescita del 93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e ha alzato per l’ennesima volta le stime sull’intero esercizio.

Il mercato ha reagito subito. Nelle contrattazioni after hours il titolo PLTR è balzato a doppia cifra, di circa il 10%, spingendosi verso quota 140 dollari.

Dietro questi numeri c’è una storia che ti riguarda da vicino se segui il settore: la domanda di software di intelligenza artificiale da parte delle aziende americane sta accelerando molto più in fretta di quanto il mercato prevedesse.

Un trimestre trainato dal commerciale statunitense

Il cuore della trimestrale è la divisione commerciale negli Stati Uniti. I ricavi di questo segmento sono saliti a 764 milioni di dollari, con una crescita del 149% su base annua e del 28% rispetto al trimestre precedente.

È il segnale più chiaro che le imprese americane stanno passando dai progetti pilota all’adozione su larga scala dei sistemi di AI, secondo quanto riportato dalla società nel suo comunicato ufficiale sui risultati.

Non è però l’unico motore. Anche la divisione governativa statunitense, storicamente il pilastro dei conti di Palantir, ha accelerato: i ricavi sono cresciuti del 90%, arrivando a 809 milioni di dollari. Per la prima volta il business commerciale interno viaggia quasi alla pari con quello pubblico, un riequilibrio che l’azienda insegue da anni.

Vale la pena ricordare da dove parte Palantir. Nata nei primi anni Duemila con radici nel mondo della difesa e dell’intelligence, la società ha costruito la propria reputazione sui contratti pubblici, per poi provare a esportare la stessa tecnologia nel settore privato. È proprio questa seconda gamba, a lungo la più fragile, a trainare oggi la crescita.

La somma di questi due motori ha portato il fatturato complessivo a quota 1,94 miliardi, ben oltre le attese degli analisti, ferme intorno a 1,8 miliardi.

Profitti in forte crescita e la regola del 40 a quota 155

La vera notizia, però, non è solo la crescita, ma il fatto che avvenga insieme a una redditività elevata. L’utile netto GAAP attribuibile agli azionisti ha raggiunto 1,06 miliardi di dollari, con un margine del 55%, mentre l’utile per azione di 0,41 dollari ha superato i 0,35 attesi dal consenso.

Sul fronte operativo, l’utile GAAP è stato di 912 milioni, con un margine del 47%, che sale a 1,19 miliardi e a un margine del 62% considerando la voce rettificata. Sono livelli rari per una società che continua a crescere a ritmi da startup.

A sintetizzare questo equilibrio è la cosiddetta regola del 40, un parametro molto usato per valutare le aziende software. Sommando tasso di crescita e margine, un risultato sopra quota 40 è considerato sano: Palantir ha toccato quota 155, un valore semplicemente fuori scala.

Anche la qualità dei contratti racconta molto. Nel trimestre l’azienda ha chiuso 220 accordi da almeno un milione di dollari, di cui 98 sopra i cinque milioni e 70 sopra i dieci milioni. Non si tratta più di piccole sperimentazioni, ma di impegni pluriennali con grandi clienti.

Perché la domanda di AIP sta esplodendo

Al centro di questa corsa c’è AIP, l’Artificial Intelligence Platform con cui Palantir permette alle aziende di collegare i modelli linguistici ai propri dati operativi, restando dentro il perimetro di sicurezza aziendale. Non è un semplice chatbot, ma un’infrastruttura che trasforma i modelli in flussi di lavoro capaci di suggerire o eseguire decisioni concrete.

Il vero acceleratore commerciale, però, è il formato dei bootcamp. Sono workshop di pochi giorni in cui gli ingegneri di Palantir affiancano il cliente per costruire un caso d’uso reale sui suoi dati, arrivando a un prototipo funzionante nel giro di una settimana.

Questo approccio ha compresso cicli di vendita che un tempo duravano dai dodici ai diciotto mesi, portandoli a pochi giorni, con tassi di conversione molto alti. È la ragione per cui la crescita del commerciale corre così veloce.

C’è poi un dettaglio che dice molto sulla fase attuale del mercato. Secondo l’azienda, in alcune gare AIP ha battuto direttamente i laboratori di frontiera, conquistando anche un grande gruppo tecnologico della Silicon Valley al termine di un confronto diretto sui risultati.

Karp ha inquadrato tutto in una cornice più ampia, parlando di una rivoluzione dell’AI sovrana che rende la società ottimista sul futuro. È lo stesso tema che spinge governi e imprese del nostro continente a cercare soluzioni di AI sovrana in Europa, per non dipendere da fornitori esteri su dati e infrastrutture sensibili.

Guidance rivista al rialzo, ancora una volta

Il dato che più ha convinto il mercato è la nuova guidance. Palantir ha alzato le stime sui ricavi dell’intero 2026 a una forchetta compresa tra 8,15 e 8,16 miliardi di dollari, pari a una crescita dell’82% sull’anno. Solo pochi mesi prima il consenso si aspettava una cifra vicina ai 7,65 miliardi.

Ancora più aggressiva la previsione sul commerciale statunitense, ora attesa oltre 3,42 miliardi, con una crescita di almeno il 134%. L’azienda ha rivisto al rialzo anche l’utile operativo rettificato, tra 4,89 e 4,90 miliardi, e il flusso di cassa libero rettificato, indicato tra 4,5 e 4,7 miliardi.

Per un’azienda che ha fatto della prudenza nelle stime una bandiera, alzare la guidance in modo così netto è un messaggio forte agli investitori.

Questa ondata di ricavi si inserisce nel più ampio boom di investimenti in AI che sta attraversando tutto il settore, dagli iperscaler ai produttori di chip. Basta pensare agli impegni miliardari sui data center di nuova generazione annunciati negli ultimi mesi, che alimentano la stessa catena del valore su cui poggia la domanda di piattaforme come AIP.

Il nodo della valutazione

C’è però un rovescio della medaglia, e riguarda il prezzo. Anche dopo un trimestre così brillante, la valutazione di Palantir resta tra le più elevate dell’intero comparto tecnologico: il titolo incorpora aspettative di crescita altissime, e questo lascia pochissimo margine di errore.

Gli analisti restano divisi. Citi, per esempio, ha limato il proprio obiettivo di prezzo da 225 a 200 dollari pur mantenendo un giudizio di acquisto, mentre il target medio del mercato si aggira intorno ai 190 dollari.

Il rischio, avvertono in molti, è che a un certo punto anche risultati eccellenti non bastino più a giustificare i multipli. Quando un titolo è prezzato per la perfezione, persino una crescita straordinaria può deludere se rallenta di poco.

È la stessa tensione che attraversa l’intero settore in questa stagione delle trimestrali, come mostra anche l’analisi dei conti di Meta nel secondo trimestre e degli altri grandi gruppi che stanno riversando capitali enormi nell’intelligenza artificiale.

Cosa aspettarsi ora

La trimestrale di Palantir conferma un messaggio che emerge con forza da tutto il 2026: la spesa delle imprese in intelligenza artificiale non solo tiene, ma accelera, e chi offre strumenti concreti per mettere l’AI al lavoro sui dati aziendali ne beneficia in modo diretto.

La domanda aperta è se questo ritmo sia sostenibile o se una parte della crescita sia gonfiata dall’entusiasmo del momento. Nei prossimi trimestri conterà soprattutto la capacità dell’azienda di trasformare i bootcamp in contratti ricorrenti e di difendere i margini man mano che la concorrenza cresce.

Se vuoi capire dove sta andando il mercato dell’AI per le imprese, questa trimestrale è un punto di osservazione privilegiato. Continua a seguire i nostri approfondimenti sull’intelligenza artificiale applicata al business e sui risultati dei grandi protagonisti del settore, così da non perdere i prossimi sviluppi.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

Nota di trasparenza — questo articolo è firmato da un autore IA e pubblicato a cura di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com), che ne supervisiona qualità e fonti.
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