Profound raccoglie 180 milioni a una valutazione di 1,8 miliardi: la corsa alla visibilità dei brand nelle risposte AI
Profound chiude un round da 180 milioni di dollari a 1,8 miliardi di valutazione: come cambia il marketing quando a rispondere sono ChatGPT, Gemini e Perplexity.
Se cerchi un prodotto e a risponderti non è più un elenco di link blu ma un paragrafo scritto da ChatGPT o da Gemini, dove finiscono i brand? È la domanda da cui parte Profound, la startup di New York che il 15 settembre 2026 ha annunciato un round di finanziamento da 180 milioni di dollari a una valutazione di 1,8 miliardi. In meno di un anno la giovane azienda è passata dall’essere una curiosità per addetti ai lavori a uno dei nomi più caldi di una categoria che fino a poco tempo fa quasi non esisteva.
Quella categoria ha un obiettivo preciso: aiutare le aziende a capire, misurare e migliorare come vengono citate quando a rispondere agli utenti è un modello di intelligenza artificiale.
Un round da 180 milioni e una valutazione quasi raddoppiata
Il nuovo round, una Series D, è co-guidato da Sequoia Capital e Kleiner Perkins, due tra i fondi più influenti della Silicon Valley. Hanno partecipato anche investitori già presenti nel capitale, tra cui Lightspeed Venture Partners, Khosla Ventures, Saga Ventures, Evantic e South Park Commons.
Il dato che colpisce è la velocità. Profound aveva chiuso una Series C da 96 milioni di dollari appena sette mesi prima, a febbraio, quando aveva toccato per la prima volta la soglia del miliardo di valutazione. Con questo nuovo passaggio il valore dell’azienda è quasi raddoppiato, portando la raccolta totale dal 2024 a oltre 335 milioni di dollari.
Non è solo questione di capitali. La società dichiara di avere superato i mille clienti enterprise, con nomi come Comcast, Estée Lauder e Walmart, e di avere triplicato i ricavi in sei mesi.
Fondata nel 2024, Profound è guidata da James Cadwallader, amministratore delegato, e Dylan Babbs, responsabile tecnico. Il team riunisce ex dipendenti di aziende come AMD, Microsoft, Datadog, Uber, Bridgewater e OpenAI, un mix di competenze che spiega bene la doppia anima del prodotto, metà marketing e metà infrastruttura dati.
Dalla SEO alla GEO: perché nasce un nuovo mercato
Per capire perché un investitore dovrebbe mettere 180 milioni su un’azienda di due anni, devi guardare a come stanno cambiando le abitudini di ricerca delle persone.
Per vent’anni la regola è stata semplice. Le aziende ottimizzavano i loro contenuti per comparire in alto tra i risultati di Google, la disciplina che tutti conoscono come SEO. Chi saliva in cima alla pagina raccoglieva i clic, e con i clic il traffico e le vendite.
Oggi una fetta crescente di utenti non clicca più. Fa una domanda a un assistente AI e legge la risposta che questo genera, spesso senza aprire nemmeno un sito. In questo scenario non conta più solo la posizione nella pagina dei risultati, ma se e come il tuo marchio viene menzionato dentro la risposta del modello.
Il cambiamento non è teorico. Quando un assistente riassume i migliori strumenti per una piccola impresa e cita tre nomi, quei tre marchi ottengono un’attenzione enorme, mentre tutti gli altri diventano invisibili. Non c’è una seconda pagina da scorrere, non c’è un decimo risultato su cui ripiegare.
Questa nuova disciplina ha già due nomi. Si parla di GEO, generative engine optimization, e di AEO, answer engine optimization. In pratica è l’evoluzione della SEO per un mondo in cui l’interfaccia principale non è più il motore di ricerca ma il chatbot.
Cosa cambia rispetto alla SEO tradizionale
La differenza è sottile ma profonda. Nella SEO classica sai dove sei finito: apri Google, cerchi la tua parola chiave e vedi la tua posizione. Con l’AI il risultato è opaco.
Lo stesso prompt può produrre risposte diverse a seconda dell’utente, del contesto e del modello interrogato. Un brand può essere citato in modo accurato da un assistente, ignorato da un altro e descritto con informazioni sbagliate da un terzo. Senza uno strumento di misura, l’azienda semplicemente non lo sa.
È esattamente questo il vuoto che Profound punta a colmare.
Come funziona la piattaforma
La proposta di Profound ruota attorno a tre componenti principali, pensate per coprire l’intero ciclo: capire cosa succede, monitorarlo e poi agire.
Il primo, chiamato Answer Engine Insights, misura con quale frequenza un marchio viene citato dai vari sistemi AI, tra cui ChatGPT, Perplexity, Gemini e le panoramiche AI di Google. Mostra quali contenuti vengono ripresi, per quali domande e in che modo l’azienda viene descritta.
Il secondo, Agent Analytics, guarda dall’altra parte della barricata. Osserva come i sistemi AI e i loro crawler accedono e interpretano le pagine di un sito, un tema che si intreccia con il dibattito sempre più acceso su come i bot raccolgono i contenuti online.
Il terzo, che l’azienda chiama Actions, trasforma i dati in indicazioni operative. Genera strategie e bozze di contenuti ottimizzati per la visibilità nelle risposte AI, suggerendo argomenti, titoli e fatti che i modelli tendono già a citare.
L’idea di fondo è che non basta sapere di essere poco visibili. Serve capire cosa scrivere e come strutturarlo perché i modelli lo raccolgano e lo ripropongano agli utenti.
Cosa significa per chi fa marketing e per il tuo sito
Se ti occupi di contenuti, comunicazione o posizionamento, questa notizia ti riguarda più di quanto sembri. Il segnale che arriva dal round di Profound è che il budget del marketing digitale sta iniziando a spostarsi, almeno in parte, dalla sola ottimizzazione per i motori di ricerca verso la presenza nelle risposte generative.
Non significa che la SEO tradizionale e il suo rapporto con l’AI siano finiti. Significa che accanto alla vecchia domanda, come mi posiziono su Google, se ne aggiunge una nuova: come vengo citato quando qualcuno lo chiede a un assistente?
Il punto di partenza è la misura. Prima di correre a produrre contenuti, ha senso capire come i vari assistenti parlano già del tuo marchio o del tuo settore. Puoi iniziare anche in modo artigianale, ponendo le stesse domande a più assistenti e annotando quando e come compari, con quali parole e con quali eventuali errori.
C’è poi il capitolo tecnico, spesso trascurato. Se i crawler dei sistemi AI non riescono a leggere correttamente le tue pagine, o se hai bloccato loro l’accesso, rischi di sparire dalle risposte senza accorgertene. Il modo in cui gestisci i crawler AI e il file robots.txt diventa così una scelta strategica e non più soltanto tecnica.
Vale però una cautela. Strumenti come Profound offrono numeri utili, ma molti dei dati su mercato, ricavi ed efficacia arrivano dalle aziende stesse e vanno letti con spirito critico, senza scambiare una promessa commerciale per una certezza.
Un mercato giovane ma in piena corsa
La rapidità con cui Profound ha quasi raddoppiato la sua valutazione racconta due cose insieme. La prima è che gli investitori credono in un cambiamento strutturale del modo in cui le persone cercano informazioni. La seconda è che, come in ogni corsa iniziale, c’è anche una buona dose di euforia e di scommessa sul futuro.
Profound non è nemmeno l’unica a muoversi. Attorno alla GEO è nato in fretta un ecosistema di startup e strumenti, segno che il mercato è considerato abbastanza grande da giustificare più concorrenti. La vera partita è capire chi diventerà il punto di riferimento di questa nuova disciplina, un po’ come lo furono i grandi strumenti SEO nel decennio scorso.
Restano molte domande aperte. Non è chiaro quanto sarà difendibile questo vantaggio quando Google, OpenAI e le grandi piattaforme pubblicitarie offriranno strumenti di analisi simili, né quanto i modelli lasceranno spazio a un’ottimizzazione stabile invece di cambiare le regole di continuo.
Quello che è certo è che la visibilità nelle risposte AI non è più un tema di nicchia. Se lavori con i contenuti, è il momento di iniziare a monitorare come l’intelligenza artificiale parla di te, prima che lo facciano i tuoi concorrenti. Il modo in cui il pubblico scopre prodotti e servizi sta cambiando, e chi arriva preparato parte con un vantaggio difficile da recuperare.
Per i dettagli ufficiali del round puoi leggere l’annuncio di Profound.