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Anthropic avverte: un infostealer ruba le sessioni di Claude per svuotare gli account

Anthropic avvisa gli utenti: un malware infostealer ruba le sessioni di login di Claude per usare gli account altrui. Cosa è successo e come proteggerti.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Agosto 31, 2026
Lettura: 6 min
Lucchetto rosso su una tastiera nera, simbolo della sicurezza degli account online

Se usi Claude e negli ultimi giorni ti sei accorto che i tuoi limiti di utilizzo si svuotavano da soli, anche quando non stavi facendo nulla, ora hai una spiegazione. Anthropic ha iniziato ad avvisare una parte dei suoi utenti che un malware di tipo infostealer, presente sui loro computer, ha rubato le sessioni di login attive di Claude. Con quelle sessioni in mano, un malintenzionato è riuscito ad accedere agli account e a bruciare i crediti altrui.

La vicenda, emersa il 30 agosto 2026, non nasce da una falla di Claude. Il problema è più ampio e più insidioso: il furto delle sessioni di navigazione già autenticate, un attacco che scavalca password e verifica in due passaggi. Dovrebbe farti riflettere su come proteggi ogni tuo account online, non solo quello dell’AI.

Cosa è successo: le sessioni di Claude finite nel mirino

Tutto è partito da una email che Anthropic ha inviato agli utenti colpiti, poi condivisa da uno di loro su Reddit e riportata da BleepingComputer. Il messaggio è diretto: l’azienda spiega di essere venuta a conoscenza di un malintenzionato che sfrutta un comune malware infostealer per rubare le sessioni di login di Claude dai computer delle persone, e che usa quelle sessioni per entrare negli account e consumarne l’utilizzo.

Il campanello d’allarme è arrivato da un comportamento anomalo dei consumi. Anthropic ha notato che alcuni account vedevano i propri limiti ricaricarsi e poi svuotarsi mentre i legittimi proprietari erano inattivi. Come ha sintetizzato l’azienda nella comunicazione, se i tuoi limiti sembravano riempirsi e poi prosciugarsi senza che tu stessi usando Claude, con ogni probabilità la causa era questa.

È un dettaglio importante. Significa che l’attacco non produce necessariamente segnali evidenti come un cambio di password o un accesso bloccato. Passa in sordina, e si manifesta solo come un consumo di risorse che non torna.

Come funziona un infostealer e perché la verifica in due passaggi non basta

Per capire la portata della cosa serve fare un passo indietro e chiarire di cosa parliamo. Un infostealer è un tipo di malware che ha un obiettivo semplice: raccogliere tutto ciò che di prezioso è salvato in locale su una macchina infetta. Password memorizzate nel browser, cookie di sessione, credenziali di altre applicazioni. Poi impacchetta il bottino e lo spedisce a chi controlla il malware.

Il punto critico sono proprio i cookie di sessione. Quando accedi a un servizio e resti loggato, il browser conserva un token che dice al sito che quell’utente è già autenticato. Se un infostealer copia quel token, chi lo riceve può replicare la tua sessione sul proprio computer senza dover conoscere la password e senza dover superare il codice della verifica in due passaggi. La sessione è già aperta, e per il server è indistinguibile da te.

Ecco perché il 2FA, che pure resta una difesa fondamentale, in questo scenario non ti mette al riparo. Non viene aggirato con un trucco sofisticato: viene semplicemente saltato, perché l’attaccante entra da una porta che era già stata aperta con le tue chiavi.

Anthropic ha collegato la campagna a diverse famiglie di malware ben note nel mondo della sicurezza informatica. Su Windows si tratta di Vidar, LummaC2, StealC, RedLine e Acreed, mentre su un numero ridotto di Mac è comparso Atomic Stealer, noto anche come AMOS. Sono strumenti commerciali, venduti o affittati sui mercati clandestini, e non hanno nulla di specifico contro Claude.

Su questo l’azienda è stata netta. Non c’è motivo di credere che il malware sia legato a Claude, installato tramite Claude o collegato a qualcosa che gli utenti hanno fatto con Claude. Si tratta di software malevolo generico, che di solito arriva insieme a download non ufficiali o app fasulle. La sessione di Claude è solo una delle tante cose che finisce nella rete a strascico dell’infostealer, e a un certo punto qualcuno ha iniziato a pescarla e a usarla.

Un caso raccontato online rende l’idea. L’utente che ha condiviso l’email di Anthropic ha ammesso di aver scaricato un videogioco piratato, il classico canale con cui questi malware entrano in un sistema senza dare nell’occhio.

La risposta di Anthropic: logout forzato, stop ai pagamenti e rimborsi

Di fronte al problema, Anthropic ha adottato una serie di contromisure immediate. La prima è la disconnessione forzata: agli account colpiti vengono revocate le sessioni compromesse, così i token rubati smettono di funzionare. La seconda riguarda i soldi, perché l’azienda rimuove i metodi di pagamento salvati per evitare acquisti non autorizzati e rimborsa gli addebiti che identifica come fraudolenti.

C’è però un limite che Anthropic stessa ha voluto sottolineare, ed è forse il messaggio più utile di tutta la vicenda. Disconnettere l’utente ferma le sessioni rubate, ma non rimuove il malware. Se l’infostealer è ancora sul computer, la prossima sessione di login potrebbe essere sottratta esattamente allo stesso modo.

In altre parole, l’intervento dell’azienda tampona il sintomo ma non cura la malattia. La bonifica vera deve avvenire sul dispositivo dell’utente.

Per questo Anthropic ha invitato le persone colpite a mettere in pratica alcuni accorgimenti di base: cambiare le credenziali, revocare le altre sessioni attive e, soprattutto, ripulire il computer dal malware con gli strumenti adeguati. Solo dopo questa pulizia ha senso rientrare nell’account.

Cosa dovresti fare se usi Claude o un altro servizio AI

La buona notizia è che difendersi da un infostealer non richiede competenze da esperto. Richiede però disciplina, perché quasi sempre l’infezione parte da un gesto evitabile. Il primo consiglio è il più banale e il più efficace: non scaricare software piratato, crack, generatori di licenze o app da fonti non ufficiali. È lì che si nasconde la maggior parte di questi malware.

Se sospetti di essere stato colpito, agisci in ordine. Prima esegui una scansione completa del sistema con un antivirus aggiornato e rimuovi ogni minaccia rilevata. Solo a bonifica avvenuta cambia le password dei servizi importanti e revoca le sessioni aperte, così i token eventualmente rubati diventano carta straccia. Fare il contrario, cioè cambiare la password mentre il malware è ancora attivo, serve a poco: verrebbe rubata di nuovo al primo accesso.

Vale la pena tenere a mente anche il quadro generale. Gli account dei servizi di intelligenza artificiale sono diventati un bersaglio interessante, perché danno accesso a crediti che hanno un valore economico reale e a cronologie di conversazioni spesso ricche di informazioni personali o di lavoro. Non è un caso isolato, ma un tassello di una tendenza. Anthropic stessa aveva già mappato un anno di minacce informatiche potenziate dall’AI, e i dati di settore vanno nella stessa direzione: secondo il report di CrowdStrike le operazioni cyber assistite dall’AI sono cresciute dell’89% in un anno.

Lo stesso ecosistema degli agenti autonomi sta mostrando il suo lato fragile, come ha ricordato di recente l’indagine sullo sciame di agenti che ha preso di mira Hugging Face. Il messaggio di fondo è coerente: più l’AI entra nella vita quotidiana, più diventa un obiettivo da proteggere.

Un problema che riguarda tutta l’AI, non solo Claude

La comunicazione di Anthropic ha il merito della trasparenza, e la reazione, tra logout, stop ai pagamenti e rimborsi, è stata rapida e concreta. Ma l’episodio lascia un insegnamento che va oltre Claude e l’ecosistema di Anthropic. La sicurezza di un account AI non finisce sui server dell’azienda che lo gestisce, ma passa dal dispositivo che usi ogni giorno.

Puoi avere la password più robusta del mondo e la verifica in due passaggi attiva su tutto, ma se il tuo computer è compromesso quelle difese vengono aggirate alla radice. La prima linea di protezione resti tu, con abitudini prudenti e un dispositivo pulito.

Se usi Claude, ChatGPT o qualsiasi altro assistente in modo intensivo, prenditi qualche minuto per controllare la salute del tuo sistema, rivedere le sessioni attive nei tuoi account e diffidare dei download troppo convenienti. È il modo più semplice per non ritrovarti, un giorno, a guardare i tuoi crediti sparire senza aver mosso un dito.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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