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Codex nel cloud: le novità del DevDay tra review, sicurezza e CLI

Codex passa al cloud: attività tra dispositivi, review di pull request, Security Cloud e CLI vocale. Cosa ha annunciato OpenAI al DevDay 2026.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Ottobre 5, 2026
Lettura: 6 min
Codice di programmazione su uno schermo
fonte: unsplash photo-1461749280684-dccba630e2f6

Con il DevDay del 29 settembre OpenAI ha trasformato Codex da assistente che vive sul tuo computer a servizio che lavora nel cloud. Le attività non dipendono più da una macchina accesa: le avvii da un dispositivo e le riprendi da un altro. A questo si aggiungono la revisione delle pull request, una nuova interfaccia per la sicurezza del codice e una linea di comando rinnovata.

Se sviluppi software, o se coordini un team che lo fa, sono novità che toccano il lavoro di ogni giorno. Vediamo cosa è stato annunciato davvero, cosa è già disponibile e dove restano dei limiti.

Codex nel cloud: le attività seguono te, non il computer

La novità più importante è l’ambiente cloud. Secondo il riepilogo ufficiale del DevDay 2026, Codex può ora eseguire i compiti in remoto e mantenerli attivi tra un dispositivo e l’altro. Puoi cominciare un lavoro dal portatile e ritrovarlo dal telefono, dal browser o dall’app desktop, senza ripartire da zero.

Conta anche cosa c’è dentro. L’ambiente cloud usa gli stessi strumenti del Codex locale, compresi i plugin e l’uso del computer. Non è quindi una versione ridotta pensata solo per le attività semplici, ma un’estensione dello stesso agente.

Sul fronte dell’accesso, il debutto riguarda i piani Plus, Pro, Business, Healthcare, Education ed Enterprise. Chi ha un abbonamento personale di fascia base non deve quindi aspettare un livello speciale per provarlo.

Perché cambia il modo di lavorare

Finora un agente di programmazione si fermava quando chiudevi il portatile o quando il processo locale si bloccava. Spostare l’esecuzione nel cloud significa poter delegare un compito lungo e tornare più tardi a controllare il risultato. È lo stesso principio che abbiamo visto con gli agenti sempre attivi, di cui abbiamo parlato nell’articolo su dots, gli agenti di ChatGPT con un computer tutto loro.

La differenza pratica è la continuità. Il lavoro non è legato a una sessione di terminale, ma a un’attività che esiste per conto suo.

Per i team piccoli e i professionisti autonomi il vantaggio è evidente: non serve una macchina potente sempre accesa per far girare attività lunghe, e il lavoro resta disponibile ovunque tu sia, anche lontano dalla scrivania.

Revisione del codice su GitHub e GitLab

Il secondo pilastro è la revisione del codice. La review delle pull request di GitHub è ora disponibile in modo generale attraverso un’interfaccia desktop che mostra pull request, riassunti, commenti, controlli e differenze tra le versioni. Puoi anche fare domande a Codex sulle modifiche e attivare revisioni automatiche nel cloud.

Per GitLab il quadro è meno maturo. Il supporto alle merge request è per ora in anteprima, quindi chi lavora su quella piattaforma deve aspettarsi funzioni ancora in rifinitura.

Il punto interessante è il tempo. Una revisione ben fatta richiede attenzione, e di attenzione i team ne hanno poca. Un primo passaggio automatico che riassume e segnala i problemi non sostituisce il revisore umano, ma gli fa arrivare la pull request già letta.

Codex Security Cloud: vulnerabilità cercate di continuo

La parte che più incuriosisce chi si occupa di sicurezza è Codex Security Cloud, rilasciato il giorno stesso dell’evento. Il servizio promette una scoperta continua delle vulnerabilità e la proposta di correzioni verificate, con deduplicazione automatica dei risultati, scansioni pianificate e una nuova interfaccia.

Funziona sui repository GitHub collegati e consegna i risultati in un flusso adatto alla revisione. C’è però un dettaglio che vale la pena sottolineare: le correzioni proposte richiedono comunque l’approvazione di una persona. L’agente trova e suggerisce, ma non decide da solo che cosa entra nel codice.

Il tema non è teorico. Le falle che colpiscono gli strumenti di programmazione assistita sono sotto osservazione da settimane, come mostra il caso Plugin4Shell, la vulnerabilità zero-click che ha toccato Claude Code, Codex, Copilot e Gemini CLI. Un servizio che scansiona di continuo il codice va nella direzione giusta, a patto di non rinunciare al controllo umano.

Le deduplicazioni contano più di quanto sembri

Chi ha usato scanner di sicurezza sa che il problema non è trovare avvisi, ma sopravvivere alla quantità. Raggruppare i risultati ripetuti e pianificare le scansioni riduce il rumore e permette di concentrarsi su ciò che conta.

La nuova linea di comando e la prova dal vivo

Anche il Codex da terminale è stato rinnovato. La CLI ha ora il controllo vocale basato su GPT-Live, una vista chiamata /agents, la modifica dei prompt, la ripresa delle sessioni e miglioramenti alla gestione dei worktree.

Durante le dimostrazioni dal vivo, però, diverse interazioni vocali non hanno funzionato e i relatori sono passati ai prompt scritti. Succede spesso con le demo, ma è un promemoria utile: la voce come interfaccia per programmare è promettente, non ancora affidabile al punto da sostituire la tastiera.

La vista agenti e la ripresa delle sessioni sono invece miglioramenti concreti, perché rispondono a un uso reale. Quando lanci più attività in parallelo, serve un posto in cui vedere che cosa sta facendo ciascun agente.

Ultrafast, il costo della velocità

Nello stesso evento OpenAI ha presentato Ultrafast, un livello di velocità premium. Genera fino a otto volte più rapidamente dello standard, con un massimo dichiarato di circa 300 token al secondo, ma costa sei volte di più.

È disponibile con il piano Pro 500 e per le aziende Enterprise, con supporto confermato anche via API. Su questo piano tariffario ci siamo soffermati nell’approfondimento su ChatGPT Pro 500, il piano da 500 dollari.

Un avvertimento che vale per tutti: una generazione più veloce non significa che il lavoro finisca prima. Il tempo complessivo di un compito dipende anche dai passaggi di verifica, dai test e dalle attese esterne.

Il contesto: modelli, Agents API e una gara sugli strumenti

Gli annunci su Codex si inseriscono in un evento più ampio. OpenAI ha presentato GPT-6.1 Sol, un modello che punta a prestazioni vicine ad Astra a un costo molto più basso, e un’Agents API che ora supporta anche l’uso del computer, con capacità multi-agente, ricerca degli strumenti e compattazione del contesto. Del modello abbiamo scritto in GPT-6.1 Sol e il rapporto tra prestazioni e prezzo.

Il messaggio strategico è chiaro. La competizione tra i laboratori si sta spostando dal solo modello agli strumenti che lo circondano: ambienti di esecuzione, revisione, sicurezza e interfacce. Chi sviluppa software sceglie sempre più spesso un ecosistema, non un singolo benchmark.

Per te questo significa valutare con attenzione. Un ambiente cloud comodo è anche un luogo in cui il tuo codice viene eseguito e analizzato fuori dalla tua macchina, e vale la pena chiarire con il tuo team quali repository collegare e con quali permessi.

Cosa fare adesso

Se hai un piano tra quelli abilitati, il consiglio pratico è provare Codex nel cloud su un progetto non critico. Parti da un compito ben delimitato, per esempio la correzione di un bug o la scrittura di test, e osserva come si comporta quando riprendi l’attività da un altro dispositivo.

Per la sicurezza, collega un solo repository e confronta i risultati con le tue analisi abituali. Valuta quante segnalazioni sono utili e quante sono rumore prima di estendere l’uso.

In sintesi, il DevDay 2026 segna il passaggio di Codex da strumento locale a servizio continuo: più comodo, più potente e con nuove responsabilità di controllo. Tu da che parte stai, delegare al cloud o tenere tutto in locale? Raccontacelo e continua a seguirci per gli aggiornamenti sugli strumenti di programmazione con l’AI.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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