OpenAI lancia dots: gli agenti sempre attivi di ChatGPT con un computer tutto loro
OpenAI presenta dots al DevDay 2026: agenti AI sempre attivi in ChatGPT, basati su GPT-6 Astra, con cloud computer e oltre 4.000 app collegate.

OpenAI ha scelto il palco del DevDay 2026 di San Francisco per presentare il prodotto che, più di ogni altro, racconta dove sta andando ChatGPT. Si chiama dots, scritto rigorosamente in minuscolo, ed è una famiglia di agenti AI sempre attivi che vivono dentro ChatGPT, lavorano su un computer cloud tutto loro e continuano a portare avanti i compiti anche quando tu hai chiuso la conversazione.
Non è un nuovo modello, né un semplice aggiornamento dell’interfaccia. È un cambio di paradigma.
Fino a oggi l’assistente rispondeva quando lo interrogavi. Con dots l’idea è opposta: gli affidi una responsabilità continuativa, definisci cosa può fare da solo e cosa deve chiederti, e lui lavora in background, torna da te con risultati da revisionare e ti interpella solo quando serve una decisione. L’annuncio ufficiale è sul blog di OpenAI, accompagnato da un documento dedicato a sicurezza e privacy e da diverse pagine di supporto.
Cosa sono i dots di OpenAI e come funzionano
Ogni dot è un agente personale alimentato da GPT-6 Astra, il modello di punta rilasciato da OpenAI all’inizio di settembre. La caratteristica che lo distingue da una normale chat è l’infrastruttura: ogni dot dispone di un proprio computer cloud con un proprio browser, separato dal tuo dispositivo. Puoi aprire quel computer in qualsiasi momento per vedere cosa sta facendo, intervenire o semplicemente controllare il lavoro svolto.
Il secondo elemento chiave sono le integrazioni. Attraverso l’ecosistema di plugin di OpenAI, un dot può collegarsi a oltre 4.000 applicazioni, dalla posta elettronica ai calendari, dagli strumenti di project management ai CRM. Può seguire più progetti in parallelo e, secondo OpenAI, impara le tue preferenze a partire dai feedback che gli dai.
Più lavori con lui, più il risultato somiglia a come lo avresti fatto tu.
Dove puoi parlare con il tuo dot
Il dot non è confinato in una finestra di chat. Puoi scrivergli o chiamarlo in ChatGPT da desktop, web e mobile, ma anche contattarlo su Slack e Microsoft Teams. Il contesto si conserva tra i canali: un progetto iniziato in ChatGPT può proseguire in un thread di Slack senza dover rispiegare tutto da capo. La messaggistica via SMS è in beta limitata e, per ora, riservata agli utenti Pro negli Stati Uniti.
La creazione del dot, invece, avviene solo dall’app desktop di ChatGPT o dalla versione web da computer. Dopo la configurazione iniziale potrai interagire anche dallo smartphone.
La ricerca proattiva, il vero salto rispetto al passato
La funzione più interessante è quella che OpenAI chiama ricerca proattiva. Quando non stai lavorando con il tuo dot, lui osserva le app collegate alla ricerca di modi per esserti utile. In questa modalità opera però con strumenti in sola lettura: non può inviare messaggi, modificare contenuti o controllare il tuo browser. Può solo raccogliere informazioni, formare memorie e prepararti delle proposte.
L’esempio portato da OpenAI è volutamente quotidiano. Un tester, lo sviluppatore e autore freelance Dan McAteer, ha visto il proprio dot accorgersi di una fattura dimenticata, recuperare i dettagli dal thread email, preparare il documento e inviarlo in PDF solo dopo la sua approvazione. Non è un compito difficile, ma è esattamente il tipo di lavoro che nessuno fa finché non diventa un problema.
Puoi anche programmare attività ricorrenti, come una revisione mattutina del calendario, e gestirle da una scheda dedicata nel profilo del dot.
Regole personalizzate e sicurezza: chi decide cosa
Un agente che lavora in autonomia su account reali solleva inevitabilmente domande sul controllo. OpenAI ha costruito dots attorno a un sistema di permessi a più livelli. Il dot parte con regole predefinite su quando agire da solo e quando chiedere, e tu puoi sovrascriverle con le Custom Rules, assegnando a ogni azione uno dei quattro comportamenti previsti: agire senza chiedere, agire solo se l’azione è stata richiesta esplicitamente, chiedere prima di agire oppure passare la mano a te.
Sotto questo strato c’è un meccanismo di revisione automatica, che controlla le azioni in grado di incidere sui tuoi account o di condividere informazioni, verificandole rispetto alle tue istruzioni, alle tue regole e ai requisiti di sicurezza di OpenAI. Le Custom Rules non possono disattivarlo.
Alcune operazioni sensibili, come il cambio di una password, restano sempre nelle tue mani.
Il computer del dot è isolato dal tuo, a meno che tu non decida di collegarlo tramite l’app desktop, funzione disattivata per impostazione predefinita. L’accesso ai siti supportati avviene con password salvate senza che queste vengano esposte al modello, e un sistema di monitoraggio può mettere in pausa o fermare il dot se rileva un problema di sicurezza. OpenAI stessa invita alla prudenza, ricordando che i dots possono sbagliare e che il lavoro con conseguenze rilevanti va sempre revisionato.
Il tema non è teorico. Proprio in questi giorni OpenAI ha dovuto gestire più di un incidente legato al comportamento dei propri agenti, e ha scelto di fermare il lancio di GPT-6.1 Astra dopo test di sicurezza non superati. Il contesto spiega perché la comunicazione su dots insista così tanto su approvazioni, revisioni e limiti.
Piani, prezzi e disponibilità: la brutta notizia per l’Europa
Il primo dot è incluso senza costi aggiuntivi negli abbonamenti Pro e Business Premium. Le conversazioni con l’agente non consumano i limiti di utilizzo di ChatGPT, mentre il lavoro più impegnativo in background attinge a una quota del piano. Le attività che il dot avvia in Codex o in ChatGPT Work vengono invece conteggiate normalmente. Per il primo mese OpenAI ha previsto limiti estesi e ha annunciato che comunicherà più avanti le condizioni definitive per ciascun piano.
C’è però un dettaglio che riguarda da vicino chi legge dall’Italia. Per gli utenti Pro, al lancio, i mercati idonei escludono lo Spazio economico europeo, la Svizzera e il Regno Unito. Gli utenti Business Premium, invece, ricevono dots in tutte le regioni in cui ChatGPT è supportato, quindi anche in Europa. Per i piani Enterprise, Edu e Healthcare è prevista una beta, attivabile dall’amministratore del workspace.
In pratica, se sei un professionista con un abbonamento Pro individuale in Italia, per ora dovrai aspettare.
OpenAI non ha spiegato nel dettaglio le ragioni dell’esclusione, ma non è la prima volta che una funzione agentica arriva in Europa con ritardo: il quadro normativo europeo su dati personali e AI impone verifiche aggiuntive, soprattutto per strumenti che leggono in autonomia email, documenti e calendari. Nella community ufficiale degli sviluppatori sono già comparse richieste di utenti europei che chiedono tempi certi.
Gli specialist dots e l’accordo con Microsoft
Accanto ai dots personali, OpenAI ha mostrato in anteprima gli specialist dots, agenti di proprietà dell’azienda che non lavorano per conto di una singola persona ma ricoprono un ruolo definito. Ognuno riceve una propria identità, credenziali proprie e l’accesso ai sistemi aziendali di cui ha bisogno. OpenAI dice di averli testati internamente su acquisti, elaborazione delle fatture, email marketing, assistenza clienti e contrattualistica commerciale.
Non esiste per ora una versione self-service: si parte con progetti pilota seguiti direttamente dagli ingegneri di OpenAI. Il tassello più strategico è la collaborazione con Microsoft per integrare gli specialist dots in Agent 365, così che le aziende possano governarli con gli stessi strumenti di sicurezza e gestione delle identità che già usano.
È qui che si gioca la partita enterprise.
Chi ha seguito il percorso di OpenAI negli ultimi mesi riconoscerà una linea coerente: prima gli agenti gestiti annunciati in vista del DevDay, pensati per chi sviluppa sulla piattaforma, ora un prodotto finito per utenti e aziende che non vogliono scrivere codice.
Perché dots conta e cosa cambia per te
La corsa agli agenti sempre attivi è ormai il terreno di confronto principale tra i grandi laboratori. Google spinge sulle integrazioni con Workspace, Anthropic lavora su agenti capaci di operare a lungo su compiti complessi, e Meta ha appena presentato Muse per le piccole imprese, con un approccio molto simile nell’idea di un collaboratore digitale persistente. Con dots, OpenAI porta questa visione direttamente dentro ChatGPT, il prodotto AI con la base utenti più ampia al mondo.
Per chi lavora in proprio o in piccoli team, il valore potenziale sta nelle attività ricorrenti che non vale la pena automatizzare con uno sviluppo su misura: il promemoria sulla fattura, il riepilogo settimanale delle email, il controllo delle scadenze, la bozza dei post social a partire da un’intervista. Sono compiti piccoli, ma sommati occupano ore.
Per le aziende la questione è diversa. Un agente con identità e credenziali proprie è a tutti gli effetti un nuovo tipo di utente da gestire, con implicazioni di sicurezza, audit e responsabilità. L’integrazione con gli strumenti Microsoft va proprio in questa direzione, ma la vera prova arriverà con i progetti pilota.
Restano anche alcune incognite. Al momento non esistono valutazioni indipendenti sul funzionamento reale dei dots, le condizioni di utilizzo dopo il primo mese non sono ancora note e non è disponibile un’API pubblica dedicata. In più, al lancio il dot non può chiamarti di sua iniziativa né avere un indirizzo email proprio, e cancellare le sue memorie significa eliminare l’intero agente.
Conclusioni
Con dots OpenAI prova a trasformare ChatGPT da strumento che risponde a collaboratore che prende iniziativa, dentro confini che sei tu a definire. L’impostazione sui permessi è ragionata e la scelta di limitare la ricerca proattiva alla sola lettura va nella direzione giusta, ma la fiducia in un agente autonomo si costruisce con l’uso, non con gli annunci.
Se hai un piano Business Premium puoi già provarlo: parti da compiti a basso rischio, scrivi regole chiare e controlla con attenzione il lavoro delle prime settimane. Se invece sei un utente Pro in Italia, conviene seguire gli aggiornamenti sulla disponibilità europea.
Tu affideresti a un agente sempre attivo la gestione di email, fatture e calendario? Raccontacelo nei commenti e continua a seguirci per tutte le novità sugli agenti AI.