Il sito che ti spiega l'AI.
News, strumenti e guide in italiano.
Corsi e formazione

Kaggle: cos’è, come funziona e come usarlo per imparare il machine learning

Guida completa a Kaggle: sezioni, corsi gratuiti di Kaggle Learn, prima competizione e come usarlo come portfolio per imparare il machine learning.

Daniele Della Corte
Ottobre 27, 2026
Lettura: 17 min
Laptop con grafici di analisi dei dati per imparare il machine learning su Kaggle
fonte: pexels 4974912

Se stai cercando un modo concreto per imparare il machine learning senza limitarti alla teoria, prima o poi incontrerai Kaggle. È la piattaforma dove milioni di persone, dagli studenti ai ricercatori delle grandi aziende, scaricano dataset, scrivono codice, confrontano modelli e partecipano a competizioni di data science con classifiche pubbliche. Per molti è stata la prima palestra in cui mettere le mani su dati reali, sbagliare, leggere le soluzioni degli altri e migliorare un passo alla volta.

In questa guida trovi tutto quello che serve per iniziare: cos’è Kaggle e come funziona, quali sono le sue sezioni principali, come usare i corsi gratuiti di Kaggle Learn, come affrontare la tua prima competizione e come trasformare il tempo passato sulla piattaforma in un portfolio che parla per te.

Non serve essere già esperti. Serve un po’ di metodo.

Cos’è Kaggle e perché è diventato la palestra del machine learning

Kaggle è una comunità online di data science e machine learning nata nel 2010 e acquisita da Google nel 2017. All’inizio era soprattutto un sito di competizioni: un’azienda o un ente di ricerca pubblicava un problema e un dataset, i partecipanti inviavano le proprie previsioni e una classifica premiava i modelli più accurati. Col tempo la piattaforma è cresciuta fino a diventare un ambiente completo, in cui puoi studiare, sperimentare e pubblicare il tuo lavoro senza installare nulla sul computer.

Il motivo del suo successo è semplice. Imparare il machine learning sui libri è utile, ma la vera difficoltà arriva quando ti trovi davanti a dati sporchi, colonne mancanti, classi sbilanciate e metriche che non si comportano come ti aspetti. Kaggle ti mette esattamente in quella situazione, con il vantaggio di avere accanto migliaia di persone che hanno affrontato lo stesso problema e che spesso condividono il loro ragionamento in modo pubblico.

In pratica, è un laboratorio aperto.

A chi serve davvero Kaggle

Kaggle è utile a profili molto diversi. Se sei uno studente, ti offre dataset e problemi già impostati su cui esercitarti, oltre a corsi brevi e pratici. Se lavori come analista o sviluppatore e vuoi spostarti verso il machine learning, ti permette di costruire esperienza dimostrabile anche senza un ruolo dedicato. Se sei già un professionista, le competizioni più difficili sono un banco di prova per tecniche avanzate e un modo per restare aggiornato su ciò che funziona davvero.

Anche chi si occupa di marketing, SEO o analisi di business può trarne vantaggio: molti dataset riguardano vendite, comportamento dei clienti, recensioni e testi, cioè materiali molto vicini ai problemi quotidiani di un’azienda.

Kaggle e Google Colab: differenze in breve

Se hai già usato Google Colab per i tuoi progetti di intelligenza artificiale, ti chiederai che differenza ci sia. Entrambi offrono notebook Python nel browser con accesso gratuito a GPU, ma l’obiettivo è diverso. Colab è uno strumento di lavoro personale, collegato a Google Drive, pensato per eseguire codice in modo flessibile. Kaggle è invece una piattaforma sociale: i notebook sono collegati direttamente a dataset e competizioni, possono essere resi pubblici, commentati, votati e copiati da altri utenti.

Molti li usano entrambi: Colab per lo sviluppo libero, Kaggle per allenarsi sui problemi della comunità e mostrare i risultati.

Come funziona Kaggle: le sezioni principali

Quando entri su Kaggle per la prima volta, il menu laterale può sembrare affollato. In realtà la piattaforma ruota attorno a poche aree che si collegano tra loro, e capire come dialogano ti fa risparmiare molto tempo.

Competitions

È la sezione storica. Ogni competizione ha una pagina con la descrizione del problema, i dati, la metrica di valutazione, le regole e una scadenza. Tu alleni un modello, generi un file di previsioni sul set di test e lo invii. Il sistema calcola il punteggio e ti colloca in classifica. Esistono competizioni con premi in denaro, competizioni di ricerca, competizioni pensate per i principianti e competizioni di allenamento senza premi, utili per sperimentare con calma.

Un dettaglio importante riguarda le classifiche. Durante la gara vedi una classifica pubblica calcolata su una parte dei dati di test, mentre il risultato finale si basa su una classifica privata calcolata sulla parte restante. Questo meccanismo serve a premiare i modelli che generalizzano bene e a punire chi ottimizza troppo sul punteggio visibile.

Datasets

Kaggle ospita un archivio enorme di dataset caricati dagli utenti e dalle organizzazioni: dati tabellari, immagini, testi, audio, serie temporali. Ogni dataset ha una scheda con descrizione, licenza, anteprima dei file e i notebook che lo utilizzano. È una delle fonti più comode per trovare materiale su cui esercitarti, a patto di controllare sempre licenza e qualità. Se vuoi approfondire come scegliere e valutare una fonte di dati, leggi la nostra guida ai dataset per l’intelligenza artificiale e dove trovarli.

Code (i notebook)

La sezione Code raccoglie i notebook pubblicati dalla comunità. Sono documenti eseguibili in Python o R che combinano codice, grafici e spiegazioni testuali. Puoi aprirne uno, premere il pulsante per crearne una copia e modificarlo liberamente: è il modo più rapido per capire come altri hanno impostato un problema. L’ambiente arriva già configurato con le librerie più diffuse, da pandas a scikit-learn, da PyTorch a TensorFlow, quindi non perdi tempo con installazioni e dipendenze.

I notebook possono usare acceleratori hardware come GPU e TPU entro una quota settimanale gratuita, visibile nelle impostazioni del tuo account. Per sbloccare l’accesso a internet dal notebook e gli acceleratori, Kaggle chiede di verificare il profilo con un numero di telefono.

Models

Negli ultimi anni Kaggle ha aggiunto un archivio di modelli preaddestrati, con varianti, framework supportati e notebook di esempio. Ti permette di caricare un modello già pronto direttamente nel notebook, senza scaricarlo a mano, e di concentrarti sull’adattamento al tuo problema. Tra i modelli disponibili trovi anche famiglie aperte pubblicate da grandi laboratori, utili per sperimentare con il fine tuning su dataset piccoli.

Discussions e Learn

I forum di discussione sono spesso sottovalutati, ma sono una miniera d’oro. Ogni competizione ha il suo spazio in cui i partecipanti condividono idee, segnalano problemi nei dati e, a gara conclusa, pubblicano le loro soluzioni. Leggere i resoconti dei primi classificati è una delle forme di formazione più efficaci che esistano.

Learn, infine, è la sezione dedicata ai corsi gratuiti, che merita un capitolo a parte.

Kaggle Learn: i corsi gratuiti per partire da zero

Kaggle Learn propone una serie di micro corsi pratici, brevi e molto mirati. Ogni corso è diviso in lezioni da leggere e in esercizi da svolgere direttamente in un notebook, con controlli automatici che ti dicono subito se la soluzione è corretta. Al termine ricevi un attestato di completamento che puoi mostrare sul profilo.

Non sostituiscono un percorso universitario, e non lo promettono. Il loro valore sta nella concretezza: in poche ore passi dalla teoria a codice che funziona.

Il percorso consigliato per i principianti

Se parti da zero, un ordine sensato è questo. Comincia con il corso di Python, che copre le basi del linguaggio necessarie per tutto il resto. Passa poi a pandas, la libreria per manipolare tabelle di dati, e al corso di visualizzazione dei dati, che ti insegna a leggere un dataset con i grafici prima di modellarlo. A quel punto sei pronto per l’introduzione al machine learning, dove costruisci i primi modelli ad albero, e per il corso intermedio, che affronta valori mancanti, variabili categoriche, pipeline e validazione incrociata.

Da qui puoi allargare il campo con i corsi di pulizia dei dati, feature engineering, SQL, introduzione al deep learning, computer vision, serie temporali ed explainability dei modelli. È presente anche un corso introduttivo sull’etica dell’intelligenza artificiale, utile per capire bias e impatti dei sistemi che costruisci.

Come studiare i corsi senza disperdere energie

L’errore più comune è completare un corso dopo l’altro come se fosse una collezione di badge. Funziona meglio un approccio alternato: finisci un corso, poi applica subito quello che hai imparato su un dataset diverso da quello usato negli esercizi. Se hai appena studiato le pipeline di scikit-learn, prendi un dataset tabellare qualsiasi e ricostruisci da solo il flusso completo, dalla pulizia alla valutazione.

Così le nozioni diventano abilità.

Se ti serve un riferimento passo passo per il primo progetto fuori dai corsi, puoi seguire il nostro tutorial su come creare il tuo primo modello di machine learning in Python e poi replicarlo in un notebook Kaggle.

Come iniziare su Kaggle passo dopo passo

Vediamo ora il percorso pratico, dalla registrazione al primo notebook pubblicato. Ogni passaggio richiede pochi minuti, ma farli nell’ordine giusto ti evita di bloccarti più avanti.

Crea e configura il profilo

Puoi registrarti con un account Google o con un indirizzo email. Una volta dentro, completa il profilo con nome, foto, una breve biografia e i collegamenti a GitHub o LinkedIn: se in futuro userai Kaggle come portfolio, un profilo curato fa la differenza. Poi verifica il numero di telefono dalle impostazioni, così da poter attivare GPU, TPU e accesso a internet nei notebook.

Esplora un dataset e apri il primo notebook

Scegli un dataset che ti incuriosisce davvero, perché la motivazione conta più di quanto si pensi. Dalla sua pagina puoi creare un nuovo notebook già collegato ai dati: troverai i file nella cartella di input, pronti da leggere con pandas. Inizia con un’analisi esplorativa: dimensioni del dataset, tipi di colonne, valori mancanti, distribuzioni delle variabili principali, correlazioni.

Scrivi anche il testo, non solo il codice. Spiegare in celle di testo cosa stai facendo e perché ti costringe a ragionare e rende il notebook leggibile per gli altri, e per te stesso fra qualche mese.

Impara dai notebook degli altri

Nella scheda di ogni dataset o competizione trovi i notebook più votati. Aprine due o tre, leggili con attenzione e confrontali: noterai che persone diverse affrontano lo stesso problema con strategie diverse. Quando trovi una tecnica che non conosci, crea una copia del notebook, eseguila cella per cella e modifica i parametri per capire come reagisce il risultato.

Copiare per studiare è legittimo e incoraggiato. Copiare per presentare come tuo il lavoro altrui no: cita sempre la fonte quando riprendi idee o codice.

Pubblica e chiedi feedback

Quando il notebook è pulito e commentato, rendilo pubblico. All’inizio riceverai pochi voti, ed è normale. Partecipa alle discussioni, rispondi alle domande che sai risolvere, commenta in modo costruttivo il lavoro degli altri. La comunità tende a premiare chi contribuisce con continuità, e i commenti che ricevi sono spesso più preziosi dei voti.

La prima competizione: come affrontarla senza farsi travolgere

Le competizioni possono intimidire, soprattutto quando vedi in classifica nomi con decine di medaglie. La chiave è scegliere quella giusta e trattarla come un esercizio di apprendimento, non come una gara da vincere subito.

Parti dalle competizioni Getting Started

Kaggle mantiene alcune competizioni permanenti pensate apposta per chi inizia. La più famosa è quella sul Titanic, in cui devi prevedere quali passeggeri sono sopravvissuti a partire da dati come età, classe e tariffa. Altre classiche riguardano la stima dei prezzi delle case, il riconoscimento di cifre scritte a mano e la classificazione di testi. Hanno dataset piccoli, tantissimi notebook didattici e una comunità abituata alle domande dei principianti.

Ci sono poi le competizioni Playground, che si rinnovano periodicamente con dati sintetici e durano poche settimane. Sono perfette per allenarti con continuità su problemi tabellari realistici.

Capisci la metrica prima di scrivere codice

Ogni competizione dichiara come verrà calcolato il punteggio: accuratezza, AUC, errore quadratico medio logaritmico, F1 e così via. Prima di toccare il modello, leggi la pagina di valutazione e chiediti cosa premia quella metrica. Un modello ottimo secondo un criterio può essere mediocre secondo un altro, e molte scelte, dalla funzione di perdita alla soglia di classificazione, dipendono da qui.

Controlla anche il formato del file di invio. Sembra banale, ma è una delle cause più frequenti di errori nelle prime submission.

Costruisci una baseline e una validazione affidabile

Il primo obiettivo non è il punteggio migliore ma una baseline semplice e funzionante, per esempio una regressione logistica o una foresta casuale con poche variabili ben pulite. Inviala, osserva il punteggio e usala come riferimento. Poi imposta una validazione incrociata sul set di addestramento che rispecchi il più possibile la divisione tra addestramento e test usata nella gara.

Questo è il passaggio che separa chi migliora davvero da chi insegue la classifica pubblica. Se le tue modifiche migliorano la validazione locale in modo coerente, sei sulla strada giusta anche quando la classifica pubblica oscilla. Molte persone scoprono il problema dell’overfitting proprio quando, alla chiusura della gara, la classifica privata le fa scendere di centinaia di posizioni.

Fidati della tua validazione, non della classifica pubblica.

Migliora per iterazioni piccole

Una volta pronta la baseline, procedi con una modifica alla volta: nuove variabili, gestione diversa dei valori mancanti, un algoritmo di gradient boosting, una ricerca degli iperparametri, un ensemble di più modelli. Annota ogni esperimento con il punteggio di validazione ottenuto, anche in una semplice tabella. Dopo qualche settimana avrai un diario tecnico che ti mostra quali idee funzionano davvero sui dati tabellari e quali sono solo rumore.

Lavora in squadra

Molte competizioni permettono di formare team. Unirti ad altre persone, anche con livelli simili al tuo, ti espone a modi diversi di ragionare e ti obbliga a organizzare il codice in modo più ordinato. Rispetta però le regole: condividere codice privatamente al di fuori del proprio team è vietato e può portare alla squalifica.

Il sistema di progressione: medaglie e livelli

Kaggle misura i progressi degli utenti con un sistema di livelli distinto in quattro categorie: competizioni, dataset, notebook e discussioni. In ciascuna puoi salire da Novice a Contributor, poi a Expert, Master e infine Grandmaster, il titolo più ambito, raggiunto da una piccola minoranza di utenti.

Le promozioni dipendono dalle medaglie di bronzo, argento e oro, assegnate in base ai piazzamenti nelle gare o ai voti ricevuti dalla comunità per dataset, notebook e interventi nei forum. Questo significa che non devi per forza vincere competizioni per crescere: un notebook didattico molto apprezzato o un dataset ben documentato possono farti avanzare nella rispettiva categoria.

Le medaglie non sono un fine, ma un segnale utile di qualità.

Usare Kaggle come portfolio per lavorare nell’AI

Chi seleziona profili tecnici guarda sempre più spesso a ciò che un candidato ha costruito, non solo ai titoli. Kaggle offre una vetrina pubblica in cui il tuo lavoro è verificabile: chiunque può aprire un tuo notebook, eseguirlo e valutare come ragioni.

Cosa mostrare e come

Un buon portfolio non è fatto di decine di notebook incompleti, ma di pochi progetti curati. Scegline tre o quattro che coprano ambiti diversi, per esempio un problema tabellare, uno di elaborazione del linguaggio naturale e uno di visione artificiale. Per ciascuno racconta il contesto, le scelte fatte, gli errori commessi e cosa faresti diversamente. Un’analisi esplorativa chiara e ben argomentata spesso colpisce più di un piazzamento alto ottenuto con un ensemble impossibile da spiegare.

Collega il profilo Kaggle al tuo curriculum, a GitHub e a LinkedIn, e cita i progetti più rilevanti nei colloqui. Saper spiegare a voce perché hai scelto una certa metrica o una certa validazione dimostra una comprensione che nessun attestato può certificare da solo.

I limiti da conoscere

È giusto essere onesti anche sui limiti. Le competizioni partono da dati già raccolti, puliti in parte e associati a una metrica precisa. Nel lavoro reale, invece, gran parte della fatica sta nel definire il problema, ottenere i dati, capire cosa vuole davvero chi ti commissiona il progetto e mettere il modello in produzione. Inoltre, le soluzioni vincenti usano a volte ensemble molto pesanti che non avrebbero senso in un’applicazione concreta.

Kaggle allena alcune competenze in modo eccellente, altre le lascia scoperte. Saperlo ti aiuta a integrarlo con progetti personali end to end.

Strumenti avanzati: API, risorse hardware e intelligenza artificiale generativa

Quando hai preso confidenza con la piattaforma, puoi sfruttarla in modo più efficiente con alcune funzioni meno visibili.

L’API di Kaggle

Kaggle mette a disposizione un’interfaccia a riga di comando che si installa con pip. Dopo aver generato un token dalle impostazioni dell’account, puoi scaricare dataset, inviare submission alle competizioni e pubblicare dataset o notebook direttamente dal tuo computer o da un server. È comodo quando lavori in locale con il tuo editor preferito e vuoi usare Kaggle solo come fonte di dati e sistema di valutazione. Conserva il token con cura e non pubblicarlo mai in un repository.

Gestire le quote di GPU e TPU

Le risorse hardware gratuite sono generose ma limitate, e le sessioni hanno una durata massima. Per non sprecarle, sviluppa e fai debug del codice senza acceleratore su un campione dei dati, e attiva la GPU solo quando devi addestrare davvero. Salva spesso i risultati intermedi come output del notebook, così puoi riprendere il lavoro senza ricalcolare tutto. Per le esecuzioni lunghe, usa la modalità che salva ed esegue il notebook in background: la sessione prosegue anche se chiudi il browser.

Competizioni e corsi sui modelli linguistici

Negli ultimi anni Kaggle ha dato molto spazio all’intelligenza artificiale generativa, con competizioni che riguardano modelli linguistici, ragionamento matematico, sicurezza e valutazione dei modelli, oltre a corsi intensivi organizzati insieme a Google. Sono un’ottima occasione per lavorare con modelli aperti, tecniche di fine tuning efficienti e sistemi di valutazione, temi sempre più richiesti nel mercato del lavoro.

Il principio resta lo stesso dei problemi classici: baseline, validazione solida, iterazioni piccole e documentate.

Errori comuni da evitare su Kaggle

Dopo aver visto come funziona la piattaforma, ecco gli errori che rallentano di più chi inizia. Il primo è voler partire da una competizione complessa con premi elevati: rischi di passare settimane a capire solo il formato dei dati. Meglio scalare gradualmente, dalle gare Getting Started a quelle Playground, e solo poi a quelle in evidenza.

Il secondo è copiare il notebook più votato, inviarlo e considerarlo un risultato. Ottieni un buon punteggio, ma non impari quasi nulla. Il terzo è ignorare la validazione locale e inseguire la classifica pubblica, con la conseguente delusione alla chiusura della gara. Il quarto è trascurare la documentazione: un notebook senza spiegazioni vale poco come portfolio, anche se il codice è ottimo.

C’è poi un errore più sottile: abbandonare dopo la prima gara andata male. Quasi tutti i Grandmaster raccontano di aver iniziato con piazzamenti modesti. La differenza l’ha fatta la costanza nel leggere le soluzioni migliori e nel riprovare.

Un piano di otto settimane per imparare con Kaggle

Per chiudere la parte pratica, ecco un percorso realistico se hai qualche ora a settimana. Nelle prime due settimane completa i corsi di Python e pandas e pubblica un notebook di analisi esplorativa su un dataset a tua scelta. Nella terza e nella quarta segui l’introduzione al machine learning e il corso intermedio, poi partecipa alla competizione sul Titanic con una baseline tua e una validazione incrociata impostata correttamente.

Nella quinta e nella sesta settimana affronta la gara sui prezzi delle case, lavorando su feature engineering e gradient boosting, e tieni il diario degli esperimenti. Nelle ultime due entra in una competizione Playground in corso, leggi le discussioni ogni giorno e, alla fine, scrivi un notebook che racconta il tuo percorso e cosa hai imparato.

Otto settimane non ti renderanno un esperto, ma ti daranno basi solide e un metodo.

Se vuoi affiancare a Kaggle un percorso più strutturato, con lezioni teoriche e docenti, consulta la nostra selezione dei migliori corsi di intelligenza artificiale online: la combinazione tra teoria guidata e pratica su Kaggle è una delle più efficaci.

Conclusioni

Kaggle è molto più di un sito di competizioni. È un ambiente gratuito in cui puoi studiare con corsi pratici, esercitarti su dati reali, usare GPU senza configurare nulla, confrontarti con una comunità internazionale e costruire un portfolio verificabile. Il suo punto di forza è anche la sua lezione principale: nel machine learning si impara facendo, sbagliando e confrontando il proprio lavoro con quello degli altri.

Il consiglio è di non aspettare di sentirti pronto. Crea il profilo, scegli un dataset che ti interessa e apri oggi il tuo primo notebook. Fra qualche mese guarderai quel primo lavoro e ti accorgerai di quanta strada hai fatto.

Continua a seguire intelligenzaartificiale.net per altre guide pratiche su strumenti, corsi e tecniche di intelligenza artificiale, e raccontaci nei commenti com’è andata la tua prima competizione su Kaggle.

Newsletter gratuita · ogni venerdì

Tutta l'AI della settimana, in 5 minuti, nella tua email

  • Le guide e le notizie della settimana, divise per rubrica
  • Solo ciò che conta, verificato e spiegato in italiano
  • Niente spam, ti cancelli con un clic

Daniele Della Corte
Rivisto e verificato da

Daniele Della Corte

Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008

Prima della pubblicazione controlla fonti, numeri e nomi, e risponde personalmente di quello che leggi. Lavora con l'intelligenza artificiale da oltre 7 anni: ha fondato BeProud.ai e ha progettato la redazione di questo sito.

Consulenza AIVuoi applicare l'AI al tuo lavoro? Ti aiuto a scegliere cosa automatizzare e a realizzarlo.

Scopri la consulenza