Novo Nordisk sceglie Claude di Anthropic per accelerare la scoperta dei farmaci
Novo Nordisk, il colosso danese dell'Ozempic, collabora con Anthropic e testa Claude Science per accelerare la scoperta di nuovi farmaci.
Il più grande gruppo farmaceutico d’Europa ha deciso di puntare sull’intelligenza artificiale di Anthropic per la parte più delicata del suo lavoro, cioè trovare nuovi farmaci. Il 16 settembre 2026 Novo Nordisk, l’azienda danese diventata celebre in tutto il mondo per Ozempic e Wegovy, ha annunciato una collaborazione con Anthropic per usare i modelli di frontiera di Claude e mettere alla prova il workbench Claude Science nei propri flussi di ricerca e sviluppo. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: accelerare la scoperta e lo sviluppo di nuove terapie, comprimendo tempi che oggi si misurano in anni.
Non è un annuncio isolato. È il secondo grande accordo sull’AI che Novo Nordisk firma nel giro di pochi mesi, e racconta bene la direzione che sta prendendo l’intera industria del farmaco.
Cosa prevede l’accordo tra Novo Nordisk e Anthropic
L’annuncio, con data Bagsværd in Danimarca, descrive una collaborazione concreta più che una semplice dichiarazione d’intenti. Le due aziende affronteranno insieme alcune sfide chiave della scoperta di farmaci, individuate dagli scienziati e dai team computazionali di Novo Nordisk, per sviluppare soluzioni mirate a problemi scientifici specifici e a flussi di lavoro che richiedono ragionamento biologico.
Come primo passo, Novo Nordisk testerà Claude Science, il banco di lavoro AI di Anthropic, su alcuni processi di ricerca ben delimitati, concentrandosi sui problemi dove le competenze delle due aziende possono avere l’impatto maggiore. In parallelo, l’azienda userà i modelli di frontiera di Anthropic anche per rafforzare lo sviluppo software guidato dall’AI, definito nel comunicato un fattore abilitante decisivo per portare l’intelligenza artificiale su larga scala dentro tutta l’organizzazione.
Un punto su cui Novo Nordisk insiste è la governance. La collaborazione è stata progettata con solidi protocolli di gestione dei dati e con la supervisione umana, per garantire che l’AI resti allineata agli standard etici e di conformità dell’azienda. In un settore regolamentato come quello farmaceutico questo non è un dettaglio, è la condizione stessa perché la tecnologia possa entrare nei processi.
Mike Doustdar, presidente e amministratore delegato di Novo Nordisk, ha inquadrato l’intesa in una strategia più ampia, definendola una ulteriore prova dell’ambizione dell’azienda di diventare la realtà sanitaria più orientata all’AI al mondo. “Unire le forze con Anthropic darà una spinta enorme alla nostra organizzazione di ricerca e sviluppo”, ha dichiarato, aggiungendo che l’AI può aumentare la produttività della ricerca, accorciare il percorso che porta dal laboratorio al prodotto commercializzato e aprire nuove opportunità scientifiche per comprendere la biologia umana e i meccanismi dei farmaci.
Dal lato di Anthropic il messaggio è ancora più netto. Dario Amodei, cofondatore e amministratore delegato dell’azienda, ha ribadito una delle sue tesi più note: la capacità crescente dell’AI porta con sé il potenziale di comprimere un secolo di progressi biologici e medici in un decennio. Mettere modelli di frontiera sicuri e affidabili nelle mani dei ricercatori, sostiene, può ridurre i tempi della ricerca e far scoprire terapie capaci di migliorare in modo sensibile la vita delle persone.
Che cos’è Claude Science, il banco di lavoro per gli scienziati
Per capire la portata dell’accordo bisogna sapere che cosa sia davvero Claude Science. Anthropic lo ha presentato il 30 giugno 2026 come un ambiente di lavoro pensato per gli scienziati, rilasciato in versione beta. Non si tratta di un nuovo modello, ma di un’applicazione: usa gli stessi modelli Claude già inclusi nel piano dell’utente e aggiunge intorno a loro strumenti scientifici, connessioni ai database e integrazioni di calcolo.
Il cuore del sistema è un agente generalista che coordina il lavoro e ha accesso a oltre sessanta competenze e connettori già configurati per genomica, analisi a singola cellula, proteomica, biologia strutturale e chemioinformatica. Questo agente può generarne altri e richiamare agenti specializzati creati dagli stessi ricercatori, mentre un agente revisore controlla citazioni e calcoli, segnalando e correggendo gli errori.
C’è un aspetto che vale più di molte funzioni appariscenti, la tracciabilità. Ogni risultato porta con sé una storia verificabile, cioè il codice esatto, l’ambiente in cui è stato eseguito, una descrizione in linguaggio semplice di ciò che è stato fatto e l’intera cronologia dei messaggi. In questo modo un’analisi può essere validata e riprodotta anche a distanza di tempo, che è esattamente ciò che serve nella ricerca seria.
Non meno importante è dove restano i dati. Claude Science funziona sull’infrastruttura dell’utente, che sia un portatile, una macchina Linux o un nodo di calcolo ad alte prestazioni, così i dataset grandi o sensibili non devono lasciare i sistemi esistenti. L’app è disponibile in beta su macOS, Windows e Linux per i piani Claude Pro, Max, Team ed Enterprise, si collega in modo nativo a oltre sessanta database scientifici e sfrutta il BioNeMo Agent Toolkit di NVIDIA per raggiungere modelli e librerie delle scienze della vita come Evo 2, Boltz-2 e OpenFold3.
Da NovoScribe a Claude Science: l’AI era già dentro Novo Nordisk
La collaborazione annunciata a settembre non nasce dal nulla. Novo Nordisk lavora già con Claude, come racconta un caso studio pubblicato da Anthropic. L’azienda ha costruito NovoScribe, una piattaforma di documentazione basata sull’AI, sviluppata con Claude Code su Amazon Bedrock e MongoDB Atlas, che unisce la generazione aumentata dal recupero delle informazioni con testi approvati da esperti di dominio e variabili specifiche per ogni caso, così da produrre la documentazione regolatoria.
I numeri raccontano perché l’azienda ci creda. Secondo il caso studio, il tempo necessario per produrre la documentazione degli studi clinici è passato da più di dieci settimane a dieci minuti, mentre le risorse per creare i protocolli di verifica dei dispositivi sono calate del 95 per cento. Un rapporto di studio clinico, il documento che riassume i risultati di una sperimentazione, può arrivare a trecento pagine, e in passato ogni redattore ne produceva in media 2,3 all’anno.
Waheed Jowiya, direttore della strategia di digitalizzazione di Novo Nordisk, ha spiegato che Claude ha ridotto del 90 per cento i tempi di scrittura dei rapporti clinici, portando la documentazione molto più in fretta verso la revisione e l’approvazione umana. Nel team di sviluppo, composto da undici persone, anche i membri senza competenze tecniche usano Claude Code per prototipare idee semplicemente descrivendole a parole.
L’ambizione, adesso, è più grande: automatizzare la produzione dei Common Technical Document completi, cioè i dossier regolatori che servono per l’approvazione di un farmaco. Il passaggio da NovoScribe a Claude Science segna il salto dalla documentazione alla ricerca vera e propria.
Perché questa notizia conta per il futuro dei farmaci
La scelta di Novo Nordisk dice qualcosa di più ampio sul modo in cui l’AI sta entrando nella farmaceutica. L’azienda ha preferito un laboratorio generalista come Anthropic a una struttura nata apposta per la scoperta di molecole, segno che oggi la decisione di acquisto ruota attorno ai flussi di lavoro agentici più che a un singolo modello specializzato.
Il contrasto con la concorrenza è evidente. Isomorphic Labs, lo spin-off di Google DeepMind, mantiene i propri modelli riservati e collabora con Novartis, Eli Lilly e Johnson & Johnson, come abbiamo visto parlando dei piani di DeepMind sulla biologia. Novo Nordisk sceglie invece un partner che vende capacità generali, scommettendo sulla flessibilità.
C’è poi un dettaglio che rende la mossa quasi simbolica. Pochi giorni prima, Anthropic aveva pubblicato i dati secondo cui Claude guida ormai il 26 per cento della ricerca e sviluppo interna dell’azienda. Il messaggio commerciale, riassunto in un numero, è semplice: se l’AI riesce a mandare avanti la ricerca di chi la costruisce, può farlo anche per gli altri.
Resta la prudenza d’obbligo. Siamo in una fase di test, Claude Science è ancora in beta e la supervisione umana rimane centrale, come Novo Nordisk stessa sottolinea. L’intelligenza artificiale applicata alla salute porta vantaggi enormi ma anche rischi concreti, dai bias dei dati alla necessità di validare ogni risultato, un equilibrio che abbiamo approfondito parlando di intelligenza artificiale in medicina.
Conclusioni
L’accordo tra Novo Nordisk e Anthropic è uno dei segnali più chiari che l’AI di frontiera sta uscendo dai chatbot per entrare nei laboratori dove si progettano i farmaci del futuro. Non è una promessa astratta: c’è già una piattaforma in produzione, ci sono numeri verificabili sulla documentazione e c’è una tabella di marcia che punta al cuore della ricerca. Se i risultati confermeranno le attese, il modello che oggi scrive un rapporto clinico in dieci minuti potrebbe domani suggerire quali molecole meritano di essere studiate.
Ti conviene tenere d’occhio questo terreno, perché è qui che l’intelligenza artificiale mostrerà quanto vale davvero. Se vuoi capire meglio gli strumenti e i protagonisti di questa corsa, continua a seguire i nostri approfondimenti su Claude e sull’AI applicata alla scienza: i prossimi mesi diranno se la scommessa di Novo Nordisk saprà davvero comprimere il tempo della scoperta.