Google investe 13 miliardi in Finlandia e punta sul nucleare di Loviisa per i data center AI
Google mette 13 miliardi di euro sui data center AI in Finlandia e firma un accordo ventennale con Fortum per tenere accesa la centrale nucleare di Loviisa.

Google ha scelto la Finlandia per la sua più grande scommessa europea sull’intelligenza artificiale. Il 9 settembre 2026 l’azienda ha annunciato un investimento di almeno 13 miliardi di euro in infrastrutture digitali nel Paese, da realizzare nel biennio 2027-2028, con al centro nuovi data center e un tassello che sta facendo discutere: un accordo ventennale per tenere accesa la centrale nucleare di Loviisa. Se ti stai chiedendo dove trovino l’energia i colossi dell’AI per alimentare modelli sempre più affamati di calcolo, questa notizia ti offre una risposta molto concreta.
Non è un annuncio qualsiasi. È il più grande investimento singolo mai fatto da Google in Europa, e mette insieme in un colpo solo capacità di calcolo, energia a basse emissioni e un piano di ricadute economiche sul territorio.
Cosa prevede l’investimento da 13 miliardi
La cifra, almeno 13 miliardi di euro pari a circa 15 miliardi di dollari, sarà spesa tra il 2027 e il 2028 per costruire data center e infrastrutture di supporto in quattro località finlandesi: Hamina, Kajaani, Muhos e Vaala. Hamina è il cuore storico della presenza di Google nel Paese. Qui, nel 2009, l’azienda acquistò una vecchia cartiera e la trasformò in un data center moderno, poi diventato un modello grazie al raffreddamento ad acqua di mare e al recupero del calore di scarto, che oggi copre gran parte del fabbisogno della rete di teleriscaldamento locale.
Gli altri tre siti, più a nord, sono la vera novità. Google li ha scelti perché in quella parte della Finlandia c’è capacità di rete elettrica in abbondanza e vicinanza a fonti a zero emissioni, un dettaglio che pesa più di quanto sembri.
Sul fronte economico i numeri sono di quelli che si notano. Durante la fase di costruzione, Google stima un contributo medio di 3,6 miliardi di euro all’anno al PIL finlandese e oltre 37.000 posti di lavoro sostenuti a livello nazionale, di cui circa 16.000 nell’edilizia. A regime, quando gli impianti saranno operativi, il progetto dovrebbe sostenere 7.000 posti di lavoro all’anno, con salari medi superiori del 24% rispetto alla mediana finlandese.
E questi data center non serviranno a Google in astratto: alimenteranno servizi che probabilmente usi ogni giorno, da Gemini a Search, da Maps a YouTube.
L’accordo sul nucleare di Loviisa
Il punto che rende questa notizia diversa dalle altre è l’energia. Insieme all’investimento, Google ha firmato con l’azienda energetica finlandese Fortum un contratto di acquisto di elettricità, in gergo un PPA, della durata di 22 anni. L’obiettivo è dare la certezza di ricavi a lungo termine necessaria a finanziare il programma di estensione della vita della centrale nucleare di Loviisa, che si trova non lontano dal data center di Hamina.
Il dettaglio decisivo è questo: senza quell’investimento di prolungamento, la centrale non avrebbe potuto continuare a operare oltre il 2030. Loviisa dà lavoro a circa 580 persone e fornisce da sola il 10% dell’elettricità finlandese. Tenerla accesa per altri due decenni significa stabilizzare i prezzi dell’energia e rafforzare la tenuta della rete nazionale, come si legge nell’annuncio ufficiale di Google.
In pratica, il contratto di un’azienda tecnologica sta salvando una centrale nucleare.
Non finisce qui. Google e Fortum hanno firmato anche un memorandum d’intesa per esplorare nuova capacità di generazione e nuova flessibilità, arrivando a valutare la possibilità di costruire nuovi reattori proprio sul sito di Loviisa. È un segnale chiaro di quanto la fame di energia dell’AI stia spingendo a ripensare le scelte industriali di un intero Paese.
Perché l’AI ha bisogno del nucleare
Il motivo è semplice. I data center che addestrano ed eseguono i grandi modelli consumano enormi quantità di elettricità, in modo continuo, giorno e notte. Il nucleare offre esattamente questo: energia costante, a basse emissioni, indipendente dal vento o dal sole. Per questo negli ultimi mesi diverse aziende hanno guardato all’atomo per alimentare i propri impianti, e la corsa all’energia è ormai un capitolo centrale della storia dell’AI, come abbiamo visto con la startup che ha raccolto un miliardo di dollari per alimentare i data center con il nucleare o con chi ha puntato su una gigantesca centrale a gas in Texas.
La differenza, nel caso finlandese, è che l’energia non viene semplicemente comprata: viene costruita e mantenuta nel tempo insieme a chi la produce.
Non solo nucleare: eolico, batterie e rete elettrica
Sarebbe un errore leggere questo accordo solo in chiave atomica. Il piano energetico di Google in Finlandia è un mosaico. Oltre al PPA sul nucleare, l’azienda ha stretto nuovi contratti per l’eolico onshore con Valorem e Suomen Hyötytuuli, portando a 629 MW la capacità eolica onshore nuova che contribuisce a sostenere nel Paese.
C’è poi un sistema di accumulo a batterie da 94 MW, che sarà collegato alla rete vicino al sito di Kajaani ed entrerà in funzione entro la fine del 2027. Serve a bilanciare la rete e a stabilizzare i prezzi anche nei periodi freddi e senza vento, quando l’eolico da solo non basta.
A completare il quadro c’è la collaborazione con Fingrid, il gestore della rete finlandese, e con Business Finland per individuare i punti di connessione più efficienti. Costruire al nord, vicino alle fonti pulite e dove la rete ha capacità libera, permette di ridurre i nuovi investimenti infrastrutturali e di contenere i costi complessivi del sistema elettrico.
Il messaggio, insomma, è che l’energia per l’AI non si compra soltanto, si progetta.
Perché proprio la Finlandia
La scelta della Finlandia non è casuale, e ti aiuta a capire dove si stia spostando il baricentro dell’infrastruttura AI europea. Il Paese ha un sistema elettrico ampiamente decarbonizzato e affidabile, un clima freddo che facilita il raffreddamento dei server e una tradizione industriale solida, con partner come Nokia, Elisa e DNA già coinvolti nella filiera dei data center.
Non è la prima volta che la Finlandia finisce al centro delle cronache tecnologiche europee. Proprio lì ha sede LUMI, uno dei supercomputer più potenti del continente, e di recente l’Europa ha ordinato una nuova macchina dedicata all’AI, come abbiamo raccontato parlando di LUMI-AI, il supercomputer europeo per l’intelligenza artificiale.
Il tema di fondo resta però l’impatto ambientale. Ogni nuovo data center porta con sé la domanda su quanta energia e quante risorse consumi davvero l’AI, un aspetto che vale la pena tenere presente e su cui puoi approfondire nella guida su quanto consuma l’intelligenza artificiale e cosa si può fare.
Google, dal canto suo, prova a rispondere anche su questo fronte. Ha messo sul piatto 31 milioni di euro in quattro anni per iniziative locali, progetti di ripristino naturalistico su ex terreni forestali e programmi di formazione sull’AI in collaborazione con scuole e organizzazioni del lavoro, con l’obiettivo di preparare la manodopera del territorio ai nuovi mestieri legati ai data center.
Cosa cambia concretamente
Per la Finlandia il cambiamento è tangibile: migliaia di posti di lavoro, una centrale nucleare che resta accesa, nuova capacità rinnovabile e fondi per le comunità locali. Per il resto d’Europa è un precedente che indica come i grandi investimenti nell’AI possano essere legati a piani energetici di lungo periodo, invece di limitarsi a consumare la capacità esistente.
Per te che segui il settore, il messaggio è duplice. Da un lato, la corsa all’AI è ormai anche una corsa all’energia, e chi controlla elettricità stabile e a basso costo parte avvantaggiato. Dall’altro, il modello finlandese mostra che si può far crescere l’infrastruttura digitale cercando di tenere insieme calcolo, sostenibilità e ricadute sul territorio.
Resta da vedere se questo equilibrio reggerà quando la domanda di calcolo continuerà a salire. Ma la direzione, per ora, è chiara: i data center dell’AI e le centrali che li alimentano viaggeranno sempre più insieme.
Conclusioni
L’accordo tra Google, Fortum e la Finlandia non è soltanto una notizia di business. È la fotografia di un settore che ha smesso di pensare all’AI come a una questione di solo software e ha iniziato a ragionare in megawatt, reti elettriche e reattori. Chi vuole capire il futuro dell’intelligenza artificiale, oggi, deve guardare anche alle centrali che la tengono in vita. Se questo tema ti interessa, continua a seguire i nostri approfondimenti su modelli, infrastrutture ed energia, e condividi l’articolo con chi pensa ancora che l’AI sia solo una questione di codice.