MediaTek Dimensity 9600 Pro: il chip a 2 nanometri che porta l’AI da 30 miliardi di parametri sullo smartphone
MediaTek presenta il Dimensity 9600 Pro, primo SoC mobile a 2 nm con doppia NPU e Agentic AI Engine: fa girare modelli fino a 30 miliardi di parametri sul telefono.
MediaTek ha alzato l’asticella dei chip per smartphone. Il 15 settembre 2026 l’azienda taiwanese ha presentato il Dimensity 9600 Pro, il suo primo processore di fascia alta costruito sul nodo produttivo a 2 nanometri di TSMC. Non è soltanto un salto di miniaturizzazione: il nuovo SoC nasce per far girare direttamente sul telefono modelli di intelligenza artificiale fino a 30 miliardi di parametri, senza passare dal cloud. È un segnale chiaro della direzione che sta prendendo l’AI sui dispositivi che tieni in tasca.
Insieme al 9600 Pro, MediaTek ha annunciato anche una variante 9600M costruita a 3 nanometri, pensata per un posizionamento leggermente diverso. Ma è il modello di punta a raccontare meglio dove sta andando il settore.
MediaTek porta i 2 nanometri sugli smartphone
Il passaggio da 3 a 2 nanometri è il cuore hardware di questo annuncio. Sulla carta il nuovo nodo N2P di TSMC porta a un incremento di prestazioni intorno al 14% e a un taglio dei consumi del 23% a parità di lavoro, misurati a livello di chip. Sono numeri che sui telefoni si traducono in due cose molto concrete: più autonomia e meno surriscaldamento quando spingi il processore.
La CPU adotta una configurazione che MediaTek chiama All Big Core, con uno schema 2+3+3 basato sui nuovi core ARM di seconda generazione. In cima ci sono due core C2-Ultra spinti fino a 4,55 GHz, affiancati da tre core C2-Pro a 4,35 GHz e da altri tre C2-Pro a 3,1 GHz. La scelta di rinunciare ai piccoli core a basso consumo, tipici degli anni passati, dice molto: oggi il carico di lavoro medio di uno smartphone di fascia alta è talmente pesante che conviene avere solo core capaci.
Rispetto alla generazione precedente, MediaTek dichiara fino al 17% in più sul singolo core e fino al 15% sul multi core. Il dato più impressionante riguarda però l’efficienza: nei picchi multi core il consumo scende fino al 61% rispetto al chip che sostituisce.
Non manca la parte grafica. La GPU G2-Ultra NX promette fino al 27% di prestazioni di picco in più, il 24% di consumi in meno sempre al picco e un ray tracing più veloce del 18%, con la possibilità di arrivare a 185 fps nel gaming. È la conferma che questi chip non servono solo all’AI, ma restano piattaforme da gioco di prima fascia.
Due NPU per un’AI che gira sul telefono
Il vero protagonista, quando si parla di intelligenza artificiale, è l’architettura a doppia NPU. MediaTek ha separato i compiti su due unità distinte: una NPU 1090 di decima generazione, potente e destinata ai carichi pesanti, e una seconda NPU a basso consumo pensata per il rilevamento sempre attivo, quello che permette al telefono di reagire a voce, contesto e sensori senza scaricare la batteria.
La NPU 1090 è quella che fa la differenza sui modelli linguistici. MediaTek dichiara un incremento del 51% nella fase di prefill, cioè il momento in cui il modello legge e analizza il prompt prima di iniziare a rispondere. È proprio in quella fase che un assistente AI sembra lento o reattivo, quindi ogni punto percentuale guadagnato qui si sente nell’uso reale.
La seconda NPU, quella a basso consumo, taglia invece i suoi consumi del 40%. Sembra un dettaglio, ma è la parte che resta accesa tutto il giorno.
A rendere possibile l’esecuzione di modelli fino a 30 miliardi di parametri direttamente sul dispositivo contribuisce anche la memoria. Il Dimensity 9600 Pro è il primo chip mobile a supportare le nuove memorie LPDDR6, circa il 33% più veloci delle LPDDR5X, e lo storage UFS 5.0, che raddoppia la velocità sequenziale rispetto a un UFS 4.0 dual channel. Per far girare un modello di grandi dimensioni in locale la banda di memoria conta quanto la potenza di calcolo, e qui MediaTek ha lavorato su entrambe.
Il confronto con l’AI eseguita nei data center resta impari sul piano della potenza bruta, ma la logica cambia. Sul telefono non serve necessariamente il modello più grande al mondo: serve un modello abbastanza capace che risponda subito, funzioni offline e non spedisca i tuoi dati altrove.
Agentic AI Engine: dal chatbot all’assistente che agisce
La novità concettuale più interessante è l’Agentic AI Engine, il motore che MediaTek propone per abilitare un’AI capace non solo di rispondere, ma di percepire, ragionare e agire. È lo stesso salto che stiamo vedendo lato software con gli agenti autonomi, portato però a livello di silicio.
In pratica l’idea è che il telefono possa anticipare i tuoi bisogni, incrociando i segnali dei sensori con quello che stai facendo, e compiere azioni al posto tuo. MediaTek parla di assistenza proattiva basata su una sorta di gemello digitale dell’utente. È una visione ambiziosa, che dipenderà molto da come i produttori di smartphone e gli sviluppatori decideranno di sfruttarla.
C’è anche un tema di privacy che gioca a favore di questo approccio. Eseguire i modelli in locale significa che dati sensibili come messaggi, foto e abitudini non devono per forza lasciare il dispositivo. È lo stesso principio che sta dietro a tecniche come l’apprendimento federato, dove l’elaborazione resta vicina all’utente per proteggere le informazioni personali.
La strada dell’AI sul dispositivo non è esclusiva di MediaTek. Anche Apple sta spingendo su questo fronte con i suoi modelli eseguiti direttamente su iPhone, segno che l’intero settore considera il calcolo locale una delle prossime grandi battaglie.
Cosa cambia per te e per il mercato
Per chi userà uno smartphone equipaggiato con questo chip, il beneficio più immediato sarà un assistente vocale e testuale più rapido, capace di funzionare anche senza connessione e di gestire richieste complesse senza latenza. Traduzioni in tempo reale, riassunti di documenti, generazione di immagini e agenti che completano compiti diventano operazioni che avvengono sul telefono, non su un server remoto.
Sul piano competitivo, l’annuncio mette pressione sui rivali. MediaTek si posiziona in diretta concorrenza con Qualcomm nel mondo Android e sfida indirettamente Apple sul terreno dei processori mobili avanzati. Essere il primo a portare i 2 nanometri e le memorie LPDDR6 su un chip commerciale è un vantaggio di immagine oltre che tecnico.
Il quadro più ampio è quello di una corsa al silicio per l’AI che ormai attraversa tutta la filiera. Se sui data center vediamo startup come Euclyd che raccolgono centinaia di milioni per i chip dedicati all’inferenza, ai margini della rete assistiamo a una spinta parallela verso processori sempre più specializzati, come i chip pensati per i dispositivi e la robotica di prossimità. L’AI non vive più solo nel cloud: si sta distribuendo ovunque ci sia un processore.
MediaTek ha fatto sapere che i primi dispositivi commerciali con il Dimensity 9600 Pro arriveranno già in questo trimestre. Vedremo presto quali produttori lo adotteranno e, soprattutto, quali esperienze di intelligenza artificiale sapranno costruirci sopra.
Conclusioni
Il Dimensity 9600 Pro non è solo un chip più veloce: è una dichiarazione di intenti. Con i 2 nanometri, la doppia NPU e il supporto a modelli da 30 miliardi di parametri, MediaTek scommette su un futuro in cui l’intelligenza artificiale più utile è quella che gira dove sei tu, in modo rapido e privato. La partita adesso passa ai produttori di smartphone e agli sviluppatori, che dovranno trasformare questa potenza in funzioni che facciano davvero la differenza nella tua giornata.
Se ti interessa capire come l’AI sta cambiando i dispositivi che usi ogni giorno, continua a seguire i nostri aggiornamenti: il confine tra cloud e telefono si assottiglia mese dopo mese, e vale la pena arrivarci preparati. Fonte primaria: comunicato ufficiale MediaTek.