Colossus 2 verso 1,2 milioni di GPU Nvidia: il piano di Musk per raddoppiare xAI entro fine anno
Musk svela il calendario di Colossus 2: tre ondate da 220.000 GB300 per superare 1,2 milioni di GPU Nvidia a Memphis entro fine 2026.

Elon Musk ha messo nero su bianco il calendario più dettagliato mai diffuso per l’espansione di Colossus 2, il cluster di calcolo di xAI nell’area di Memphis. In un post pubblicato su X venerdì 25 settembre, Musk ha spiegato che il data center potrebbe più che raddoppiare il numero di chip Nvidia installati entro la fine del 2026, passando dagli attuali 550.000 acceleratori a oltre 1,2 milioni.
Non si tratta di una generica promessa di crescita. Il messaggio elenca numeri, modelli di GPU e scadenze mese per mese, e per questo offre uno sguardo raro su come si costruisce oggi l’infrastruttura necessaria ad addestrare i modelli di frontiera. In questo articolo vediamo cosa ha detto Musk, perché conta e quali nodi restano aperti.
Cosa ha annunciato Musk su Colossus 2
Il punto di partenza è la fotografia attuale. Secondo quanto scritto da Musk nel suo post ufficiale su X, Colossus 2 conta oggi 110.000 chip Nvidia GB200 e 440.000 GB300, per un totale di circa 550.000 acceleratori della generazione Blackwell. Nello stesso messaggio ha aggiornato anche la configurazione di Colossus 1, il primo cluster del sito, che ospita 150.000 H100, 50.000 H200 e 30.000 GB200.
Il piano di espansione è scandito in tre ondate da 220.000 GB300 ciascuna. La prima dovrebbe entrare pienamente in funzione nel giro di una settimana dal post, quindi a cavallo tra settembre e ottobre. La seconda è prevista per novembre. La terza arriverebbe a fine dicembre, ma con una formula prudente: Musk ha precisato che accadrà solo “se saremo fortunati”.
Tre ondate, 660.000 nuove GPU, meno di cento giorni.
I numeri complessivi del sito di Memphis
Facendo i conti, se tutte e tre le consegne andassero a buon fine Colossus 2 raggiungerebbe da solo circa 1,21 milioni di GPU. Sommando i circa 230.000 chip di Colossus 1, l’intero complesso di Memphis sfiorerebbe 1,44 milioni di acceleratori, una delle più grandi concentrazioni di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale al mondo.
Il dato è interessante anche perché supera l’obiettivo che la stessa xAI aveva comunicato in passato, cioè arrivare a un milione di GPU nella struttura di Memphis entro la fine del 2026. In altre parole, il traguardo non solo verrebbe raggiunto, ma superato con un margine significativo.
Perché proprio i GB300
Tutte le nuove ondate riguardano i GB300, la variante più recente e più performante della piattaforma Blackwell di Nvidia rispetto ai GB200. Sono chip progettati per l’addestramento e l’inferenza dei grandi modelli linguistici, e nel corso del 2026 sono stati tra i componenti più richiesti dell’intero settore.
La scelta di concentrare l’espansione su un’unica famiglia di chip semplifica la gestione del cluster e permette di sfruttare interconnessioni omogenee, un aspetto cruciale quando migliaia di GPU devono lavorare insieme come un unico supercomputer durante l’addestramento di un modello.
Perché questo annuncio è importante
La corsa all’AI di frontiera oggi si gioca prima di tutto sulla capacità di calcolo. OpenAI, Google, Anthropic e Meta stanno investendo cifre enormi in data center, e xAI ha sempre presentato Colossus come il suo principale vantaggio competitivo: la possibilità di costruire in fretta cluster di dimensioni senza precedenti.
Il ritmo annunciato da Musk va letto proprio in questa chiave. Più GPU significa poter addestrare modelli più grandi, eseguire più esperimenti in parallelo e servire un numero maggiore di utenti con tempi di risposta accettabili. Non è un caso che negli ultimi giorni xAI abbia accelerato anche sul fronte dei modelli, come dimostra il lancio di Grok 4.7, il modello di xAI pensato per il coding e il lavoro agentico.
C’è poi il confronto diretto con i concorrenti. Google DeepMind ha fatto sapere di essere nella fase di post-training del suo prossimo modello, e se vuoi approfondire puoi leggere il nostro articolo su Gemini 4 e il lancio previsto prima di fine anno. In una fase in cui i tre o quattro grandi laboratori rilasciano nuovi modelli a distanza di poche settimane, disporre di più calcolo prima degli altri può fare la differenza.
Il calcolo è diventato la vera materia prima dell’intelligenza artificiale.
Colossus non lavora solo per Grok
Un elemento spesso trascurato è che la capacità di Memphis non serve soltanto ai modelli Grok. xAI, che da febbraio 2026 fa parte del gruppo SpaceX dopo l’acquisizione, ha stretto accordi per affittare potenza di calcolo ad altri laboratori. Il caso più noto è quello di Anthropic: ne abbiamo parlato raccontando l’accordo tra Anthropic e SpaceX per addestrare Claude su Colossus.
Questo cambia la prospettiva. Colossus non è più soltanto l’arma di un singolo laboratorio, ma sta diventando anche un’infrastruttura venduta come servizio, un po’ come accade con i grandi fornitori cloud. Ogni nuova ondata di GPU aumenta quindi sia la capacità interna di xAI sia l’offerta disponibile per i clienti esterni.
Il contesto: domanda di chip e ruolo di Nvidia
L’annuncio arriva in un momento in cui la domanda di acceleratori per l’AI resta altissima. Nvidia ha chiuso il secondo trimestre fiscale, terminato il 26 luglio 2026, con ricavi per 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% su base annua, trainati dal segmento data center che ha raggiunto 89 miliardi.
Un cliente capace di assorbire centinaia di migliaia di GB300 in pochi mesi rappresenta un segnale forte per tutta la filiera. Allo stesso tempo, il fatto che Musk leghi la terza ondata alla “fortuna” suggerisce che la disponibilità di chip, e tutto ciò che serve per installarli, resta il vero collo di bottiglia del settore.
Non basta comprare le GPU: bisogna riuscire ad accenderle.
Il nodo energetico e ambientale
Ed è qui che emerge il tema più delicato. Un cluster di queste dimensioni richiede quantità enormi di energia elettrica e acqua per il raffreddamento. Colossus ha già attirato critiche e proteste nell’area di Memphis per l’uso di turbine a gas temporanee installate per alimentare i data center in attesa di collegamenti definitivi.
Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, SpaceX ha dichiarato di utilizzare decine di turbine a gas per alimentare le strutture Colossus e sta costruendo una centrale permanente da 1,2 gigawatt nella vicina Southaven, in Mississippi, autorizzata a marzo 2026. L’azienda si è impegnata a rimuovere le turbine temporanee, ma un accordo le concede tempo fino a luglio 2027 per completare l’operazione.
Raddoppiare le GPU significa, inevitabilmente, aumentare anche il fabbisogno energetico. Per questo il piano di Musk sarà osservato con attenzione non solo dagli investitori, ma anche dalle comunità locali, dalle autorità ambientali e da chi si occupa della sostenibilità delle infrastrutture AI.
Una tendenza che va oltre xAI
Il tema dell’energia non riguarda solo Memphis. In tutto il mondo la fame di elettricità dei data center sta ridisegnando interi settori, al punto che perfino alcune aziende nate per il mining di criptovalute stanno riconvertendo i loro impianti. Ne abbiamo parlato nel nostro approfondimento su i miner di Bitcoin che diventano data center per l’AI.
La lezione è chiara: chi controlla energia e connessioni alla rete elettrica controlla la velocità con cui può crescere nell’intelligenza artificiale.
Cosa cambia concretamente e cosa tenere d’occhio
Per chi usa i servizi AI ogni giorno, l’effetto non sarà immediato ma nel medio periodo potrebbe farsi sentire. Più calcolo disponibile per xAI può tradursi in modelli Grok più capaci, finestre di contesto più ampie, tempi di risposta più rapidi e nuove funzioni agentiche. Per i clienti che affittano capacità a Memphis, invece, significa maggiore disponibilità di risorse per addestrare e servire i propri modelli.
Ci sono però almeno tre aspetti da monitorare nelle prossime settimane. Il primo è il rispetto delle scadenze: la prima ondata dovrebbe essere operativa a brevissimo, e sarà il primo banco di prova della credibilità del piano. Il secondo è la catena di fornitura di Nvidia, che dovrà sostenere consegne di questa portata insieme agli ordini di tutti gli altri grandi clienti. Il terzo è l’energia: senza una rete elettrica adeguata e senza la nuova centrale a regime, anche le GPU già consegnate rischiano di restare in parte inutilizzate.
Da segnalare anche un appuntamento utile per capire l’andamento del mercato: la prossima trimestrale di Nvidia, attesa verso la fine di novembre, dirà se la domanda dei grandi acquirenti come xAI si sta traducendo in ricavi al ritmo previsto.
Conclusioni
Il piano annunciato da Musk per Colossus 2 è l’ennesima conferma che la competizione nell’AI generativa è diventata anche, e forse soprattutto, una gara industriale. Passare da 550.000 a oltre 1,2 milioni di GPU in poco più di tre mesi sarebbe un risultato senza precedenti, ma dipende da variabili che nessuno controlla del tutto, a partire dalla disponibilità di chip e di energia.
Se il calendario verrà rispettato, xAI entrerà nel 2027 con una delle infrastrutture di calcolo più potenti del pianeta, a disposizione dei suoi modelli e dei clienti esterni come Anthropic. Se invece le ondate slitteranno, sarà un segnale di quanto siano ormai stretti i limiti fisici della crescita dell’intelligenza artificiale.
Tu cosa ne pensi, la corsa al calcolo è sostenibile o stiamo andando verso un muro energetico? Continua a seguirci su IntelligenzaArtificiale.net per restare aggiornato sull’evoluzione di Colossus, sui prossimi modelli Grok e su tutte le novità dell’infrastruttura AI.