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ICANN, corsa ai domini .agent: OpenAI, Meta e Google in lizza

L'ICANN svela 1.615 candidature per i nuovi domini: .agent è la stringa più contesa, con OpenAI, Meta e Google tra i concorrenti.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Ottobre 8, 2026
Lettura: 6 min
Connessioni di rete luminose che rappresentano i domini internet
fonte: pexels 38787318

Il 7 ottobre 2026 l’ICANN ha pubblicato l’elenco completo delle candidature al nuovo round di domini di primo livello, e il risultato racconta meglio di mille analisi dove sta andando l’internet dell’intelligenza artificiale. Le richieste sono 1.615, presentate da 481 candidati, e la stringa più contesa è .agent, con 13 richieste. Tra i concorrenti compaiono OpenAI, Meta e Google.

Per chi lavora con l’AI, con il web o con il marketing digitale, è un segnale da non sottovalutare: i grandi laboratori non si contendono solo modelli e chip, ma anche gli indirizzi su cui vivranno gli agenti.

Cos’è successo: il Reveal Day del nuovo round ICANN

L’ICANN, l’ente che coordina il sistema dei nomi di dominio, ha aperto il nuovo round di candidature tra il 30 aprile e il 12 agosto 2026. Il 7 ottobre, nel cosiddetto Reveal Day, ha reso pubblico chi ha chiesto cosa. Secondo l’analisi di CircleID, le candidature riguardano 986 stringhe uniche e circa il 55% di esse è in contesa, cioè compete con almeno un’altra richiesta per lo stesso suffisso.

Il costo per presentare una domanda è di 227.000 dollari, contro i 185.000 del round del 2012. Non è una cifra da hobbisti, e infatti il peso maggiore è in mano a pochi grandi operatori: i primi cinque gruppi di registri totalizzano il 41% di tutte le richieste.

I numeri che contano per l’AI

Le candidature legate all’intelligenza artificiale sono 71, distribuite su 21 stringhe. In cima c’è .agent con 13 richieste, seguito da .robot con 9, .agi con 7, e poi .asi, .mcp e .robotics con 5 ciascuno. Nell’elenco compaiono anche .gpt, .llm, .model, .intelligence e .prompt.

Colpisce soprattutto la presenza di .mcp, sigla del Model Context Protocol, lo standard con cui gli agenti si collegano a strumenti e dati. Sul sito abbiamo già raccontato come un’altra intesa di settore stia cercando di dare regole comuni agli agenti, nel nostro articolo sul Personal Agent Protocol di Meta e Sierra.

Chi ha fatto domanda: OpenAI, Meta, Google e gli altri

Google ha presentato 39 candidature, di cui 20 per marchi propri come .gemini, .deepmind e .waymo, più richieste generiche come .agent, .api, .intelligence e .mcp. OpenAI ne ha depositate 15, tra cui .openai, .chatgpt, .codex, .agent, .agi, .asi, .gpt, .mcp, .model, .skill e .deploy. Meta arriva a 18, con .llama, .metaai, .whatsapp, .agent e .superintelligence.

Non mancano gli altri protagonisti. Anthropic ha chiesto .anthropic e .claude, Microsoft .copilot e .msft, Alibaba .qwen e .wan. Amazon si ferma a otto candidature, tutte di marchio.

Il quadro è chiaro: ogni grande nome vuole proteggere il proprio brand, ma OpenAI, Meta e Google puntano anche a suffissi generici, quelli che potrebbero diventare l’indirizzo naturale di un intero ecosistema.

Perché proprio .agent

Nel 2012 la stringa più contesa fu .app, con 13 richieste, nel pieno boom delle applicazioni mobili. Oggi lo stesso record, sempre 13, spetta a .agent. Il parallelo è quasi didascalico: allora il centro di gravità era lo smartphone, oggi sono gli agenti AI che compiono azioni al posto nostro.

Un dominio .agent potrebbe servire a identificare servizi pensati per essere letti e usati da software autonomi, oltre che da persone. Per ora è un’ipotesi: nessuno dei candidati ha pubblicato un piano d’uso dettagliato, e ogni valutazione resta provvisoria finché il processo non avanza.

Vale la pena distinguere tra dominio di marca e suffisso generico. Un dominio come .openai o .gemini resta sotto il controllo del titolare, mentre un suffisso generico come .agent, se assegnato, potrebbe essere gestito come registro aperto, con regole decise dal vincitore entro i vincoli stabiliti dall’ICANN. È qui che la competizione si farà più dura, perché in gioco c’è la possibilità di fissare le regole d’uso di uno spazio che potrebbe diventare centrale per gli agenti.

Il calendario: quando vedremo davvero questi domini

Chi spera di registrare un indirizzo .agent la prossima settimana dovrà aspettare parecchio. I candidati in contesa possono passare a una stringa di riserva entro il 21 ottobre 2026, a patto di rispettare le condizioni dell’ICANN. Il 17 novembre 2026 sarà la String Confirmation Day, quando verrà pubblicata la lista definitiva e si apriranno commenti pubblici e obiezioni formali.

L’estrazione per stabilire l’ordine di esame è attesa nella prima metà del 2027, mentre i primi domini senza contese potrebbero essere delegati tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Per le stringhe contese, come .agent, la strada passa da accordi tra i candidati o da un’asta gestita dall’ICANN: le aste private sono escluse in questo round.

In breve: la partita è appena iniziata e si giocherà su anni, non su settimane.

Cosa cambia per professionisti, aziende e SEO

Nel breve periodo non cambia nulla nelle tue campagne o nei tuoi siti. Nel medio periodo, però, la nascita di suffissi dedicati agli agenti può modificare il modo in cui servizi, API e contenuti vengono scoperti. Se oggi pensi a un dominio come a un biglietto da visita per le persone, domani potrebbe diventare anche l’insegna letta da assistenti che comprano, prenotano e confrontano al posto tuo.

Per chi si occupa di posizionamento questo si collega al tema più ampio della visibilità nelle risposte generate dall’AI, che abbiamo approfondito nella nostra guida a SEO e intelligenza artificiale. Un nuovo suffisso non garantisce da solo alcun vantaggio nei risultati, e nessuno può dire oggi se i motori e gli agenti lo tratteranno in modo particolare.

Rischi e punti di attenzione

Un nuovo spazio di nomi porta con sé anche rischi concreti. Più suffissi significano più possibilità di registrazioni opportunistiche, marchi imitati e siti che si spacciano per servizi ufficiali. Anche per questo i brand dovrebbero seguire con attenzione la fase di obiezioni che si aprirà dopo il 17 novembre.

C’è poi un nodo di fiducia: se gli agenti dovranno riconoscere fonti affidabili, l’identità dei domini diventerà un tema di sicurezza, non solo di marketing. Il fatto che 40 candidature, secondo l’analisi citata, ruotino attorno a stringhe legate a fiducia e identità mostra che il settore ne è consapevole.

Un contesto più ampio: l’AI ridisegna anche l’infrastruttura del web

La corsa ai domini si inserisce in un periodo in cui gli assistenti stanno entrando negli strumenti di lavoro di tutti i giorni. Pensa a come Claude arriva in Google Docs, Sheets e Slides, o a come ChatGPT stia introducendo interfacce interattive: gli agenti operano sempre più dentro servizi esistenti, e sempre più avranno bisogno di indirizzi e identità riconoscibili.

Il dato più interessante resta il confronto con il 2012. Allora Google presentò 101 candidature e Amazon 76, oggi sono 39 e 8. Meno richieste di marchio da parte dei giganti storici, più attenzione a pochi suffissi strategici legati ad agenti, robot e superintelligenza. È un cambio di priorità, non di budget.

Conclusioni: cosa fare adesso

Il Reveal Day dell’ICANN ci dice che gli agenti AI sono ormai considerati un pezzo di infrastruttura di internet, al punto che i principali laboratori sono disposti a pagare 227.000 dollari a candidatura per una stringa. Non ci sono ancora domini .agent da registrare, ma il calendario è fissato e il dibattito sulle contese è già aperto.

Il consiglio pratico è semplice: se gestisci un brand o un progetto digitale, verifica se il tuo nome rischia di essere imitato nei nuovi suffissi, e segui le prossime tappe dell’ICANN, in particolare il 21 ottobre e il 17 novembre. Puoi consultare il sito ufficiale del programma ICANN per i documenti originali e restare aggiornato sulle novità dell’AI con le notizie che pubblichiamo ogni giorno su ChatGPT e sugli altri strumenti principali.

FA

Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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