Microsoft lascia il data center Nscale a Loughton: il problema è la rete elettrica
Microsoft si sfila dal campus AI di Nscale a Loughton, in Essex: secondo le ricostruzioni la rete elettrica potrebbe arrivare solo negli anni Trenta.

Microsoft si sfila dal progetto di data center che Nscale sta sviluppando a Loughton, nell’Essex, a pochi chilometri da Londra. La notizia, uscita il 18 ottobre 2026 sul Telegraph e poi ripresa da Reuters, riguarda uno dei siti britannici più osservati dell’intera corsa all’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Il motivo non è un ripensamento sulla domanda di AI: a pesare, secondo le ricostruzioni, è un problema molto più concreto, la corrente elettrica che non arriva.
In questo articolo ricostruiamo cosa è successo, che cosa prevedeva l’accordo originario e perché il caso di Loughton dice qualcosa di importante su dove si gioca davvero la partita dell’AI nei prossimi anni.
Cosa è successo a Loughton
Stando alle fonti giornalistiche, Microsoft avrebbe chiuso l’intesa con cui si era impegnata a prendere in affitto capacità di calcolo nel campus di Loughton. Il gruppo era indicato come cliente di riferimento del sito, quello che con il suo impegno rende finanziabile e costruibile l’intero progetto. Senza un inquilino di questo peso, il quadro cambia da cima a fondo.
Il punto è che Microsoft non ha confermato pubblicamente le ragioni della scelta. Quello che emerge dalle ricostruzioni è che i gestori della rete elettrica avrebbero avvisato Nscale che il collegamento potrebbe non essere disponibile prima degli anni Trenta. Per un data center AI, che nasce per entrare in funzione in tempi stretti, un ritardo di questa portata equivale a una bocciatura.
Un’attesa del genere non è compatibile con il ritmo del settore.
Numeri e tempi del progetto
Il progetto prevedeva circa 23.000 processori Nvidia installati nel campus, con Microsoft pronta a prendere in affitto i primi 50 megawatt di capacità. Sono cifre riportate dalla stampa finanziaria e vanno lette con la cautela del caso, perché né Microsoft né Nscale hanno diffuso un comunicato dettagliato sul sito.
Le date, invece, arrivano da un annuncio ufficiale. Nell’ottobre 2025 Nscale e Microsoft avevano presentato un accordo molto più ampio, che prevedeva la fornitura di circa 200.000 GPU Nvidia GB300 distribuite su quattro siti: tre in Europa e uno negli Stati Uniti. Loughton era uno di questi, con 23.000 GPU in arrivo a partire dal 2027, come raccontato da TechCrunch al momento del lancio.
Gli altri tasselli dell’intesa restano in piedi, almeno per quanto emerso finora. In Texas erano previste 104.000 GPU, a Sines in Portogallo 12.600 con avvio dal primo trimestre 2026, mentre a Narvik, in Norvegia, ne erano destinate 52.000 al campus AI di Microsoft. La somma dei quattro siti, a conti fatti, resta leggermente sotto la cifra tonda dei 200.000.
La posizione di Nscale
La società britannica ha scelto un tono rassicurante. Un portavoce ha spiegato che il rapporto con Microsoft resta solido e di lungo periodo e che il problema della rete di Loughton non ha effetti sugli altri contratti. Nscale ha anche ribadito l’impegno sul sito dell’Essex, dicendo di valutare fonti di alimentazione alternative sia per quel campus sia per gli altri progetti di espansione nel Regno Unito.
Non è stato precisato quali siano queste alternative. Si può immaginare che il discorso riguardi generazione in loco o accordi dedicati con produttori di energia, ma si tratta di una lettura nostra, non di un dettaglio confermato dall’azienda.
Il tempismo, poi, non aiuta. Secondo le ricostruzioni, l’uscita di Microsoft arriva a ridosso della richiesta di quotazione negli Stati Uniti. Su questo fronte avevamo già raccontato come Nscale avesse raccolto fondi con uno strumento ibrido in vista dell’ingresso in Borsa, nel nostro approfondimento su Nscale e il convertibile da 3,36 miliardi prima dell’IPO. Perdere un cliente ancora prima del debutto sul mercato costringe gli investitori a rifare i conti.
Il peso dei contratti
Alcune ricostruzioni parlano di oltre 103 miliardi di dollari di valore contrattuale complessivo, con Microsoft e Anthropic tra i clienti principali. Va chiarito che si tratta di impegni sulla carta e non di ricavi già incassati, e che la cifra non è stata verificata in modo indipendente da questo sito.
Il legame con Anthropic è interessante, perché mostra quanto i grandi laboratori stiano blindando risorse di calcolo con anni di anticipo. Un quadro che si lega a quanto scritto sui contratti di calcolo da 517 miliardi e 14,8 gigawatt di Anthropic: più i contratti si allungano, più il rischio si sposta da chi compra a chi deve costruire.
Perché la rete elettrica è il vero collo di bottiglia
Per anni la discussione sull’AI si è concentrata sui chip: chi riesce a procurarsi più GPU, a che prezzo, con quali tempi di consegna. Il caso Loughton sposta l’attenzione su un anello meno visibile ma decisivo, cioè l’allacciamento alla rete. Puoi avere i processori, i capitali e il cliente, ma senza megawatt disponibili il campus resta un cantiere.
Nscale parla di un problema che riguarda l’intera area di Londra, non solo il singolo sito. Se questa lettura è corretta, il rischio è condiviso da molti altri progetti nell’area metropolitana, e non esiste una scorciatoia semplice: potenziare sottostazioni e linee ad alta tensione richiede anni di autorizzazioni e lavori.
Non è un caso isolato nel panorama globale. Microsoft stessa ha dichiarato di puntare a una capacità enorme nei prossimi anni, come abbiamo raccontato parlando dei 38 GW di data center entro il 2032. Obiettivi di questa dimensione si scontrano inevitabilmente con la disponibilità reale di energia, e per questo le grandi aziende guardano sempre più a soluzioni dirette, come l’accordo per alimentare i data center con il nucleare firmato da Google e Constellation Energy.
La lezione è semplice: l’energia è il nuovo vincolo.
Che cosa significa per il Regno Unito
Il governo britannico ha puntato molto sull’attrazione di investimenti in data center e in capacità di calcolo sovrana. Una ricostruzione sul tema osserva che, senza un’infrastruttura elettrica più rapida, i nuovi progetti rischiano di faticare a diventare operativi. Nelle fonti che abbiamo consultato non compare una reazione ufficiale dell’esecutivo, quindi per ora non possiamo riportarne una.
Quello che si può dire è che il caso mette sotto pressione una strategia che dipende da tre elementi insieme: capitali privati, chip e tempi di connessione. Se uno dei tre si inceppa, gli altri due perdono valore.
Cosa aspettarsi adesso
Ci sono alcune domande aperte che conviene tenere d’occhio nelle prossime settimane. La prima è se Microsoft sposterà le GPU previste per Loughton su altri siti, magari tra quelli già in costruzione in Europa o negli Stati Uniti. La seconda è se Nscale riuscirà a trovare un nuovo inquilino per il campus o a ottenere energia con soluzioni alternative, e in quanto tempo.
La terza riguarda i mercati. La vicenda non dimostra che la domanda di AI si stia indebolendo, e a leggere le analisi più equilibrate sarebbe un errore interpretarla così. Mostra semmai che la crescita incontra limiti fisici, e che le società infrastrutturali più giovani, con meno margine di manovra, sono le più esposte quando un contratto salta.
Per chi lavora con l’AI, dalla scelta dei fornitori cloud alla pianificazione dei progetti, il messaggio pratico è di non dare per scontata la disponibilità di capacità di calcolo nei tempi annunciati. Ritardi di questo tipo possono tradursi in prezzi più alti, code più lunghe e roadmap da rivedere.
Conclusioni
L’uscita di Microsoft da Loughton è una notizia piccola nei numeri rispetto ai miliardi che girano nel settore, ma grande nel significato. Ci ricorda che l’intelligenza artificiale non vive solo di modelli e algoritmi: dipende da cavi, sottostazioni e permessi, cioè da infrastrutture lente per natura.
Seguiremo gli sviluppi, a partire dalle prossime mosse di Nscale e dalle eventuali conferme ufficiali di Microsoft. Se vuoi restare aggiornato sulle novità dell’AI e sulle strategie dei grandi gruppi tecnologici, continua a seguire intelligenzaartificiale.net, e dicci nei commenti se secondo te l’energia sarà il vero limite della prossima fase.
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Daniele Della Corte
Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008
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