OpenAI Academy si allarga: nuovi percorsi gratuiti per sviluppatori, manager, docenti e studenti
OpenAI Academy si allarga con nuovi percorsi gratuiti per sviluppatori, manager, docenti e studenti: cosa contengono e come accedere con un account ChatGPT.

OpenAI ha deciso di allargare in modo netto la sua offerta formativa. Con i nuovi percorsi di apprendimento di OpenAI Academy, la piattaforma gratuita dell’azienda si arricchisce di corsi pensati per profili molto diversi tra loro: sviluppatori, manager, docenti e studenti universitari. L’obiettivo dichiarato è aiutare persone e organizzazioni a costruire competenze pratiche sull’intelligenza artificiale, non solo a capirla in teoria.
La direzione è chiara. Dopo aver reso i suoi modelli sempre più capaci, OpenAI sposta parte dell’attenzione su chi quei modelli deve usarli ogni giorno, dentro le aziende e nelle aule.
Cosa cambia con i nuovi percorsi di OpenAI Academy
Il cuore dell’annuncio è l’arrivo di percorsi costruiti attorno ai ruoli. Invece di una raccolta generica di lezioni, OpenAI Academy propone ora itinerari distinti per chi sviluppa software, per chi guida un team o un’azienda, per chi insegna e per chi studia. Ogni percorso raccoglie i contenuti più utili a quel profilo, così da ridurre il tempo che perdi a cercare la lezione giusta.
I nuovi corsi si affiancano ad Apply AI at Work, il percorso che aiuta a costruire competenze di base, a creare flussi di lavoro ripetibili e a coordinare le attività con gli agenti AI. Messi insieme, questi itinerari puntano a un risultato preciso: dare a un’organizzazione abitudini condivise nell’uso dell’AI e, allo stesso tempo, sviluppare le competenze specifiche che ogni ruolo richiede.
È un cambio di prospettiva importante. La formazione smette di essere un elenco di video da guardare e diventa un percorso legato a ciò che fai davvero.
Quattro aree tematiche, un unico filo conduttore
I contenuti di OpenAI Academy ruotano intorno a quattro grandi aree: usare l’AI al lavoro, costruire con l’AI, guidare l’adozione dell’AI in azienda e, infine, insegnare e imparare con l’AI. Sono i quattro modi principali in cui, oggi, una persona entra davvero in contatto con questi strumenti.
Chi sviluppa trova materiali orientati alla creazione di applicazioni e agenti. Chi ha responsabilità di gestione trova percorsi dedicati all’adozione, cioè a come introdurre l’AI in un gruppo di lavoro senza improvvisare. Docenti e studenti, dal canto loro, hanno itinerari costruiti sul contesto educativo, dove esigenze e rischi sono diversi da quelli di un ufficio.
Il filo conduttore resta uno solo: passare dalla curiosità alla pratica.
Un esempio aiuta a capire. Chi parte da zero può cominciare dalle basi, imparare a scrivere prompt efficaci e a valutare le risposte del modello, per poi salire di livello verso la costruzione di flussi di lavoro e, infine, di veri e propri agenti capaci di svolgere compiti in autonomia. La progressione è pensata per accompagnarti passo dopo passo, senza salti bruschi.
Corsi gratuiti, self-paced e accessibili con un account ChatGPT
Il punto che più conta per chi legge è l’accessibilità. I corsi di OpenAI Academy sono gratuiti e self-paced, cioè li segui con i tuoi tempi, senza vincoli di calendario. Non serve un abbonamento a pagamento né una membership aziendale: basta un account ChatGPT, e i contenuti sono disponibili a livello globale.
Questo abbassa in modo evidente la barriera d’ingresso. Che tu sia un professionista, un insegnante o uno studente, puoi iniziare senza costi e senza passaggi burocratici, un aspetto tutt’altro che banale quando si parla di alfabetizzazione digitale su larga scala.
La flessibilità del formato self-paced conta soprattutto per chi lavora. Puoi ritagliare mezz’ora alla sera o concentrare lo studio nel fine settimana, senza dover rincorrere lezioni in diretta o scadenze rigide.
Vale però la pena chiarire un punto che genera spesso confusione. Al termine di un corso ricevi un attestato di completamento, che puoi condividere con il tuo team o sul tuo profilo professionale. Non si tratta però di una certificazione ufficiale e non garantisce, di per sé, l’accesso a una futura certificazione.
La differenza tra attestati e certificazioni
Le certificazioni formali di OpenAI seguono un binario diverso. La prima credenziale, chiamata AI Foundations, è nata alla fine del 2025 e si ottiene attraverso prove basate su scenari reali svolte direttamente dentro ChatGPT. L’accesso è partito tramite programmi pilota con datori di lavoro e università, con un’apertura al pubblico prevista in modo graduale nel corso del 2026.
Accanto a questa esiste il percorso ChatGPT Foundations for Teachers, pensato per il mondo della scuola e distribuito sulla piattaforma Coursera. In pratica, l’Academy serve a imparare, mentre le certificazioni servono a dimostrare in modo formale ciò che hai imparato.
Se vuoi orientarti in questo ecosistema, può esserti utile la nostra guida per imparare l’intelligenza artificiale da zero, che mette in fila competenze, risorse e ordine con cui affrontarle.
Perché OpenAI punta così tanto sulla formazione
La scelta di investire nella formazione non è casuale. Il collo di bottiglia dell’AI, oggi, non è quasi mai la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di usarla bene. Un modello potentissimo resta poco utile se chi lo ha davanti non sa cosa chiedergli o non si fida di ciò che ottiene.
Formare gli utenti significa quindi accelerare l’adozione. Più persone imparano a costruire flussi di lavoro con ChatGPT e con gli agenti, più cresce il numero di aziende che integrano questi strumenti nei processi quotidiani. Per OpenAI è un investimento che si traduce, nel tempo, in utenti più fedeli e in clienti aziendali più solidi.
Non è un caso che diversi percorsi guardino esplicitamente al mondo del lavoro. Molte aziende faticano a trovare persone con competenze aggiornate sull’AI e spesso preferiscono formare chi già lavora con loro, invece di cercare profili quasi introvabili sul mercato. Corsi gratuiti e strutturati rispondono proprio a questa esigenza.
C’è poi un tema di competizione. Anche gli altri grandi laboratori hanno capito che la formazione è un terreno strategico. Anthropic, per esempio, ha lanciato la sua Claude Academy, una piattaforma gratuita per imparare a usare l’AI, mentre la stessa OpenAI aveva già mosso passi importanti nel settore educativo con i plugin educativi per ChatGPT dedicati a docenti e studenti.
La partita, insomma, non si gioca solo sui modelli. Si gioca anche su chi riesce a rendere l’AI comprensibile e utile al maggior numero di persone.
Un tassello della strategia sull’alfabetizzazione
L’ampliamento di OpenAI Academy si inserisce in un disegno più ampio, che tocca in particolare la scuola. L’azienda ha già stretto collaborazioni per portare l’AI nelle aule, come nel caso dell’iniziativa sull’alfabetizzazione AI nelle scuole insieme a partner del settore educativo.
Il messaggio di fondo è coerente: se l’AI diventerà uno strumento di uso comune, allora serve una base di competenze diffusa, che parta presto e raggiunga tutti, non solo gli addetti ai lavori.
Per l’Italia, dove il tema delle competenze digitali resta delicato, l’arrivo di corsi gratuiti e in continuo aggiornamento è una notizia positiva, a patto di affiancarli a un minimo di spirito critico su ciò che questi strumenti sanno e non sanno fare.
Come iniziare e cosa aspettarti
Per provare i nuovi percorsi ti basta collegarti alla piattaforma ufficiale, disponibile all’indirizzo academy.openai.com, e accedere con il tuo account ChatGPT. Da lì puoi scegliere il percorso più vicino al tuo ruolo e partire dal livello che preferisci.
Il consiglio pratico è di non disperderti. Scegli un itinerario coerente con ciò che fai, completa i corsi di base prima di passare agli argomenti più avanzati come la creazione di agenti, e considera l’attestato finale come un punto di partenza, non come un traguardo.
Se lavori nel marketing, nella SEO o in un’azienda che sta valutando come integrare l’AI, questi percorsi gratuiti sono un’occasione concreta per costruire competenze senza spendere nulla. E se il tema ti interessa, continua a seguirci: raccontiamo ogni giorno come l’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro, gli strumenti e le competenze che serviranno domani.