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Rohit Prasad è il nuovo CEO di Boston Dynamics: la Physical AI cambia guida

Boston Dynamics nomina CEO Rohit Prasad, ex capo di Alexa e dei modelli Nova di Amazon, per accelerare la strategia di Physical AI.

Daniele Della Corte
Ottobre 13, 2026
Lettura: 6 min
Robot industriale in un ambiente di produzione, simbolo della Physical AI
fonte: pexels 19233057

Boston Dynamics ha annunciato il 6 ottobre 2026 che Rohit Prasad diventerà il suo nuovo amministratore delegato dal 7 ottobre. Non è un nome qualunque: per circa dodici anni ha guidato in Amazon il lavoro scientifico su Alexa e sull’intelligenza artificiale generale, fino a dirigere lo sviluppo della famiglia di modelli Nova. Ora porta quell’esperienza in una delle aziende di robotica più celebri al mondo.

La notizia merita attenzione perché racconta un cambio di passo. L’azienda dei robot che saltano e fanno capriole sceglie come guida un manager cresciuto nei modelli di linguaggio e nell’AI di consumo, non un ingegnere meccanico. È un segnale chiaro su dove l’industria pensa di giocarsi la partita dei prossimi anni.

Cosa è successo e chi è Rohit Prasad

Secondo il comunicato ufficiale di Boston Dynamics, la nomina scatta il 7 ottobre 2026 e Prasad dovrebbe entrare anche nel consiglio di amministrazione, previa approvazione secondo le procedure societarie. Il comunicato non spiega i motivi del passaggio di consegne e non nomina il predecessore.

Il quadro lo completa la stampa di settore. Come riporta The Next Web, Prasad succede a Robert Playter, che si è ritirato a febbraio 2026 dopo sei anni da CEO ed è stato soltanto il secondo amministratore delegato nella storia trentennale dell’azienda. Nel frattempo la guida era stata affidata ad interim alla direttrice finanziaria, Amanda McMaster. La stessa fonte segnala che dopo l’uscita di Playter hanno lasciato l’azienda diversi dirigenti di primo piano, tra cui il responsabile tecnologico Aaron Saunders.

Un percorso tra ricerca e prodotto

Prima di Amazon, Prasad ha passato quasi quattordici anni in Raytheon BBN Technologies, dove ha diretto la ricerca di machine learning per applicazioni governative e commerciali negli Stati Uniti. Poi i dodici anni in Amazon, dove ha contribuito a far crescere Alexa fino a un servizio di massa e ha guidato la nascita di Nova, i modelli di base usati dalle aziende. Secondo The Next Web ha lasciato Amazon alla fine del 2025.

Vive nell’area di Boston da oltre venticinque anni. Per Boston Dynamics, con sede proprio lì, questo legame con il tessuto accademico e industriale locale conta, e l’azienda lo cita come un vantaggio per attrarre talenti e rafforzare le collaborazioni tecnologiche.

In sintesi: un uomo di ricerca e di prodotto, abituato a portare l’AI dai laboratori ai milioni di utenti.

Perché la scelta di un manager dell’AI conta per la robotica

Boston Dynamics sostiene che questa nomina accelera la sua strategia di Physical AI, cioè la combinazione di robotica avanzata e intelligenza artificiale per commercializzare macchine intelligenti su larga scala. Nelle parole di Prasad, riportate dal comunicato, l’azienda è in una posizione unica per far avanzare la Physical AI grazie alla sua esperienza robotica di prim’ordine.

Il punto è che per anni i robot di Boston Dynamics hanno impressionato soprattutto per il controllo del movimento. Oggi la sfida è un’altra: far capire a un robot cosa fare in un ambiente reale e imprevedibile, senza riscrivere il codice per ogni compito. Qui entrano in gioco i modelli di base, proprio il terreno su cui Prasad ha lavorato.

Dal chatbot al magazzino

Alexa e Nova sono sistemi che interpretano linguaggio, intenzioni e contesto. Portare la stessa logica su un robot significa dotarlo di una forma di comprensione generale, capace di adattarsi. Non è un passaggio automatico, perché un errore di un assistente vocale costa una risposta sbagliata, mentre un errore di un robot da decine di chili può costare un danno fisico. Per questo la parola chiave dell’annuncio è productizzare: trasformare sistemi intelligenti in prodotti affidabili, che migliorino sicurezza, produttività ed efficienza in contesti industriali e commerciali.

Una scommessa ambiziosa, e tutta da verificare.

Il contesto: Hyundai, Atlas e un’azienda in transizione

Dal 2021 il gruppo Hyundai Motor Group detiene la maggioranza di Boston Dynamics. Jaehoon Chang, vicepresidente del gruppo, presiede il consiglio di amministrazione e nel comunicato sottolinea come le capacità di Hyundai in manifattura, logistica e mobilità siano una base per costruire e scalare la Physical AI. Sempre secondo The Next Web, Hyundai starebbe valutando l’acquisto della quota residua di SoftBank.

La linea di prodotti comprende tre robot. Spot è il quadrupede usato per ispezioni industriali, che tiene le persone lontane da zone pericolose. Stretch sposta scatole per clienti della logistica e del retail. Atlas, l’umanoide elettrico, è ancora in fase di sviluppo, ed è il progetto su cui si concentrano le attese maggiori.

Atlas e il calendario di Hyundai

Su Atlas esistono indicazioni concrete, riportate dalla stampa e non dal comunicato. Hyundai prevede di impiegarlo nello stabilimento in Georgia a partire dal 2028 e di creare una capacità produttiva fino a 30.000 robot umanoidi all’anno. I primi compiti sarebbero semplici, come saldatura e logistica, per arrivare all’assemblaggio di componenti entro il 2030. Esistono inoltre collaborazioni con Nvidia e Google DeepMind sul progetto. Il comunicato, va precisato, non fornisce una tempistica commerciale per Atlas.

Se vuoi capire a che punto è la parte hardware, abbiamo raccontato la nuova mano a quattro dita di Atlas pensata per l’apprendimento per rinforzo, un dettaglio tecnico che spiega bene quanto sia complesso insegnare a un umanoide a manipolare oggetti.

Il tempo, a questo punto, diventa la variabile decisiva.

Cosa cambia per chi segue l’AI

La nomina è un indizio di una tendenza più ampia: i grandi nomi dell’AI generativa guardano al mondo fisico. Anche Google DeepMind lavora da tempo a modelli pensati per i robot, e il dibattito su quanto lavoro fisico possa davvero essere automatizzato è aperto, come emerge dallo studio che abbiamo commentato in Anthropic e i robot, dove l’esposizione teorica al 74% dei lavori fisici si scontra con una convenienza economica molto più limitata.

Per le aziende che valutano la robotica, il messaggio pratico è duplice. Da un lato, la leadership di Boston Dynamics si sposta verso l’AI, e questo suggerisce che i prossimi aggiornamenti riguarderanno soprattutto software, apprendimento e autonomia. Dall’altro, restano molte incognite: il comunicato non indica nuove date per Atlas, Spot o Stretch e non anticipa cambi di prodotto.

Cosa tenere d’occhio nei prossimi mesi

Ci sono tre segnali da seguire con attenzione. Il primo è la composizione del nuovo team tecnico, visto che diverse figure senior hanno lasciato l’azienda. Il secondo è l’evoluzione dei rapporti con Hyundai, Nvidia e Google DeepMind, che influenzano sia i modelli sia la produzione. Il terzo è la tabella di marcia di Atlas verso le fabbriche, perché il 2028 indicato dalla stampa è vicino, in termini industriali.

Va ricordato anche un limite: tutto ciò che riguarda piani e capacità produttiva di Hyundai proviene da ricostruzioni giornalistiche e non da impegni formali di Boston Dynamics. Meglio quindi leggerle come direzione probabile, non come promessa.

Conclusioni

La scelta di Rohit Prasad dice una cosa semplice: la robotica non è più solo questione di motori e articolazioni, ma di intelligenza capace di generalizzare. Boston Dynamics punta su un dirigente che ha costruito prodotti AI per milioni di persone, con l’obiettivo di portare la Physical AI fuori dai video dimostrativi e dentro fabbriche e magazzini.

Che ci riesca dipenderà dai risultati, non dagli annunci. Per te che lavori con l’AI, il consiglio è seguire questa partita da vicino, perché le soluzioni nate nella robotica industriale finiscono spesso per influenzare anche gli strumenti software che usi ogni giorno. Iscriviti alle nostre news e torna a trovarci: seguiremo ogni passo del nuovo corso di Boston Dynamics, dai modelli alle prime consegne di Atlas.

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Daniele Della Corte
Rivisto e verificato da

Daniele Della Corte

Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008

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