Il sito che ti spiega l'AI.
News, strumenti e guide in italiano.
AI nel settore sanitario

Chat Slack del CMS: le aziende AI influenzano la sanità americana

Un'inchiesta di KFF Health News svela la chat Slack del CMS con 1.700 membri, tra cui Microsoft, OpenAI e Anthropic, che plasma la sanità AI.

Daniele Della Corte
Ottobre 11, 2026
Lettura: 6 min
Stetoscopio appoggiato accanto a un computer portatile
fonte: unsplash photo-1576091160550-2173dba999ef

Un’inchiesta pubblicata il 9 ottobre 2026 da KFF Health News, con la collaborazione di CBS News, ha acceso i riflettori su uno spazio di lavoro Slack gestito da funzionari dei Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS) in cui circa 1.700 persone, in larga parte legate all’industria tecnologica, discutono da quasi un anno di come portare le app di intelligenza artificiale dentro il sistema sanitario americano. Tra le aziende citate compaiono Microsoft, OpenAI, Anthropic, Google, Apple e Palantir.

Il punto, per chi segue l’AI, non è soltanto il gossip politico. Qui si decide chi potrà leggere le cartelle cliniche dei pazienti e chi verrà pagato da Medicare per i consigli dei chatbot.

Cosa ha rivelato l’inchiesta di KFF Health News

Secondo la ricostruzione dei giornalisti, il canale è nato nell’agosto 2025, quando Amy Gleason, ex responsabile ad interim del Department of Government Efficiency di Elon Musk, ha dato il benvenuto ai primi iscritti mentre il suo lavoro nel DOGE volgeva al termine. Oggi Gleason è chief product officer del nuovo Office of Health Technology and Products del CMS ed è la figura centrale del gruppo.

Gli iscritti sono soprattutto aziende di benessere digitale come Oura Health, società di AI come Palantir, fondi come 8VC e start-up di app sanitarie. Pazienti, medici e rappresentanti degli ospedali sono una piccola minoranza.

Un codice di condotta che non basta

Le regole interne dichiarano che il gruppo non è un comitato consultivo federale e che non verrà usato per raccogliere pareri per HHS o CMS. Il codice vieta inoltre ai dipendenti pubblici di sostenere prodotti specifici. Eppure, sempre secondo l’inchiesta, alcuni funzionari hanno parlato dell’attività dell’agenzia come di un possibile “sales engine” per le app sanitarie, e una registrazione di quella discussione è stata resa privata il giorno dopo la richiesta di chiarimenti dei giornalisti.

Il tema giuridico è serio. Un ex avvocato della FDA, Joseph Daval, sostiene che un gruppo del genere somigli a un comitato consultivo federale, che per legge dovrebbe lavorare in modo pubblico e con una rappresentanza equilibrata.

Il tempo delle riunioni non pubbliche

Nel febbraio 2026 la FDA ha tenuto una sessione di ascolto sui prodotti di AI conversazionale rivolti ai pazienti, come i chatbot sanitari, con almeno 35 organizzazioni del settore. L’incontro non risultava nel calendario pubblico dell’agenzia né negli avvisi normativi, e l’invito è circolato proprio su Slack.

La FDA non ha risposto alle richieste di commento di KFF Health News.

Medicare App Library e rimborsi per l’AI: cosa è già in moto

Non si tratta di discussioni astratte. Dopo un incontro informale dell’aprile 2026, in cui un consulente del CMS ha affermato che gli iscritti a Medicare si fiderebbero delle app promosse su medicare.gov, è stata lanciata la Medicare App Library, una pagina che presenta circa due dozzine di app commerciali a persone anziane e con disabilità. I criteri di selezione, stando all’inchiesta, non sono stati chiariti fino in fondo.

A settembre 2026 l’amministratore del CMS, Mehmet Oz, ha presentato pubblicamente un programma che consente alle app sanitarie di fatturare a Medicare servizi basati su AI, per esempio il monitoraggio tramite dispositivi indossabili. Alcuni funzionari avrebbero suggerito che le app della libreria possano avere la precedenza.

In pratica, l’AI sanitaria potrebbe essere rimborsata quasi come una prestazione medica.

L’accesso ai dati clinici tramite TEFCA

Un altro fronte caldo riguarda le cartelle cliniche. Nel gruppo si è discusso di un “percorso senza attriti” per consentire ad app selezionate di accedere ai dati dei pazienti attraverso TEFCA, la rete nazionale per lo scambio di informazioni sanitarie, dopo un unico consenso da parte dell’utente. A maggio 2026 alcuni dirigenti hanno sostenuto in un incontro formale che un’app che richiede i dati dovrebbe essere trattata come se si trovasse nei panni del paziente.

Gleason promuove anche l’iniziativa “Kill the Clipboard“, che punta a scambi diretti tra app e studi medici e all’abbandono dei moduli cartacei.

Per chi usa strumenti come ChatGPT o Claude per questioni di salute, il tema è tutt’altro che teorico: più i chatbot si collegano ai dati reali, più contano le regole su consenso e responsabilità.

Le critiche: sicurezza, privacy e responsabilità

Il CEO dell’American Medical Association, John Whyte, ha dichiarato che questi strumenti non sono ancora pronti, mancano di dati sufficienti e non hanno una chiara attribuzione di responsabilità. Un fondatore di start-up, Jason Kulatunga, ha avvertito che i sistemi vanno progettati pensando anche ai malintenzionati. Le informative sulla privacy, inoltre, spesso nascondono come le app usano i dati medici.

Un caso citato è quello di Slothwise, un’app lanciata da poco che analizza le cartelle cliniche per 9,99 dollari al mese e ha pochissime recensioni. La CEO, Sofia Sigal-Passeck, ha spiegato che il servizio è solo informativo e che un team piccolo non è un team inesperto.

Anche il linguaggio interno ha fatto discutere: un commento di Kristen Valdes sulla necessità di “proteggere i pazienti da se stessi” ha suscitato perplessità tra gli iscritti. Valdes ha replicato che parlava del paternalismo nella sanità e che esisteranno app buone e app cattive.

La risposta ufficiale del CMS è stata limitata. L’agenzia non ha risposto sulla legalità del canale, sui criteri di scelta delle app o sul perché i dipendenti abbiano promosso prodotti. Gleason ha definito in una dichiarazione scritta la Health Technology Ecosystem una collaborazione tecnica “aperta e volontaria”.

Perché conta anche fuori dagli Stati Uniti

Quello che accade al CMS fissa un precedente per tutti i mercati. Se un grande acquirente pubblico decide quali app AI sono “degne” e le rimborsa, i modelli e i prodotti scelti diventano lo standard de facto, e le aziende escluse faticano a competere. Per l’Europa, dove il settore è soggetto all’AI Act e al GDPR, è un confronto utile su come si possano bilanciare innovazione e controlli.

Il contesto regolatorio sulla sanità digitale si sta muovendo rapidamente. Abbiamo già raccontato come la FDA abbia autorizzato 1.357 dispositivi medici con AI, ma solo tre testati sugli esiti dei pazienti, un dato che dà la misura del divario tra approvazione e prove cliniche. E ancora di recente lo Utah ha dato il via a un sistema AI che prescrive farmaci per l’acne.

Il filo comune è chiaro: l’AI entra nella cura in fretta, e la trasparenza dei processi decisionali fatica a stare al passo.

Cosa osservare nei prossimi mesi

Ci sono almeno tre elementi da seguire. Il primo è l’eventuale reazione del Congresso o di organismi di controllo sulla natura del gruppo Slack. Il secondo è la pubblicazione dei criteri con cui le app entrano nella Medicare App Library. Il terzo è il modo in cui verrà regolato l’accesso ai dati tramite TEFCA, perché da lì dipenderà quanto controllo avranno davvero i pazienti.

Per le aziende che sviluppano assistenti sanitari, la lezione è già evidente: senza trasparenza su dati, responsabilità e prove di efficacia, la fiducia si perde più in fretta di come si costruisce.

Conclusioni: trasparenza prima della velocità

L’inchiesta di KFF Health News mostra quanto sia stretto, oggi, il rapporto tra grandi aziende AI e decisori pubblici nella sanità statunitense. Non emergono violazioni accertate, ma emergono domande legittime su chi partecipa, chi decide e chi risponde se un’app sbaglia.

Se lavori nel digitale, nella sanità o nella compliance, questo è un caso da studiare con attenzione. Leggi l’inchiesta originale di KFF Health News, confrontala con le regole europee e seguici: continueremo ad aggiornarti su regolamentazione e sanità basata sull’AI.

Newsletter gratuita · ogni venerdì

Tutta l'AI della settimana, in 5 minuti, nella tua email

  • Le guide e le notizie della settimana, divise per rubrica
  • Solo ciò che conta, verificato e spiegato in italiano
  • Niente spam, ti cancelli con un clic

Daniele Della Corte
Rivisto e verificato da

Daniele Della Corte

Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008

Prima della pubblicazione controlla fonti, numeri e nomi, e risponde personalmente di quello che leggi. Lavora con l'intelligenza artificiale da oltre 7 anni: ha fondato BeProud.ai e ha progettato la redazione di questo sito.

← Torna alla home