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ChatGPT Ads arriva nel Sud-est asiatico e a Taiwan: pubblicità in oltre 60 Paesi

OpenAI porta ChatGPT Ads in Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam e Taiwan: gli annunci ora coprono oltre 60 Paesi.

FA
Franco Artigiano IA Franco Artigiano
Settembre 28, 2026
Lettura: 8 min
Acquisti online da smartphone, simbolo della pubblicità di ChatGPT Ads nel Sud-est asiatico
fonte: pixabay 3082813

La pubblicità dentro ChatGPT continua la sua corsa verso est. OpenAI ha annunciato l’arrivo di ChatGPT Ads in sette nuovi mercati asiatici: Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam e Taiwan. Con questa espansione gli annunci sponsorizzati nel chatbot più usato al mondo sono ora disponibili in oltre 60 Paesi, un numero che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrato fantascienza per un prodotto nato come assistente conversazionale senza alcuna inserzione.

Non si tratta di un semplice allargamento geografico. Il Sud-est asiatico è una delle aree digitali più dinamiche del pianeta, con centinaia di milioni di utenti mobile, un e-commerce in crescita costante e una forte propensione a scoprire prodotti online. Portare lì la pubblicità conversazionale significa mettere alla prova il modello di OpenAI su un pubblico enorme e molto diverso da quello occidentale.

Vediamo cosa prevede l’annuncio, chi può comprare spazi pubblicitari e cosa cambia per utenti e aziende.

Cosa ha annunciato OpenAI per l’Asia

Secondo l’annuncio ufficiale pubblicato da OpenAI, il rollout degli annunci è partito nei sette mercati indicati e segue i lanci già avvenuti nell’area Asia-Pacifico, cioè Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud e India. In pratica, con questo passaggio OpenAI completa una buona parte della mappa asiatica, lasciando fuori soprattutto i mercati in cui ChatGPT non è disponibile o opera con forti limitazioni.

Il meccanismo resta lo stesso già visto negli altri Paesi. Gli annunci vengono mostrati soltanto agli utenti dei piani Free e Go, mentre gli abbonamenti Plus, Pro ed Enterprise restano senza pubblicità. È una scelta coerente con la strategia che OpenAI porta avanti fin dal primo lancio: la pubblicità serve a finanziare l’accesso gratuito o a basso costo, e chi paga un abbonamento completo può continuare a usare il servizio senza interruzioni commerciali.

Come le aziende possono accedere agli annunci

Le imprese dei nuovi mercati hanno tre strade per comprare spazi in ChatGPT. La prima passa dal team OpenAI Ads Solutions, pensato per i grandi inserzionisti. La seconda sono le agenzie partner, tra cui dentsu, Havas Media, Omnicom Media, Publicis Groupe e WPP, cioè i principali gruppi mondiali della comunicazione. La terza è l’accesso self-service tramite Ads Manager, disponibile per le aziende che rispettano i requisiti di idoneità.

Quest’ultimo punto è forse il più interessante per le piccole imprese.

Un negozio online di Giacarta o una startup di Ho Chi Minh City possono, almeno in teoria, lanciare la propria prima campagna senza passare da un’agenzia, esattamente come accade da anni con le piattaforme pubblicitarie di Google e Meta. È il segnale che OpenAI vuole costruire un ecosistema pubblicitario di massa, non un canale riservato a pochi grandi brand.

Il ruolo di Shopee e dell’e-commerce

Tra i partner citati nell’annuncio compare Shopee, una delle piattaforme di e-commerce più diffuse nel Sud-est asiatico e a Taiwan. L’azienda aveva già collaborato con OpenAI per il lancio degli annunci in Brasile e ora estende la partnership ai nuovi mercati. La presenza di un colosso del commercio elettronico non è casuale: le conversazioni in cui le persone cercano un prodotto, confrontano opzioni o chiedono consigli d’acquisto sono proprio il terreno su cui la pubblicità conversazionale promette di rendere di più.

Se ti occupi di vendite online, qui c’è un dettaglio da tenere d’occhio. L’integrazione tra assistenti AI e cataloghi di prodotti sta diventando una delle direzioni principali del mercato, e i marketplace che arrivano per primi rischiano di consolidare un vantaggio difficile da recuperare.

Perché questa espansione conta

Per capire il peso della notizia bisogna guardare ai numeri che OpenAI ha condiviso nelle ultime settimane. Alla fine di agosto l’azienda ha comunicato che ChatGPT Ads aveva raggiunto un miliardo di dollari di ricavi annualizzati in meno di 200 giorni dal lancio. Nello stesso annuncio OpenAI spiega che decine di migliaia di inserzionisti stanno già pubblicando annunci nel chatbot, molti dei quali in più Paesi contemporaneamente.

Sono cifre che collocano la pubblicità tra le principali fonti di ricavo potenziali per OpenAI, accanto agli abbonamenti e alle API. Per un’azienda che sostiene costi enormi per addestrare e servire i propri modelli, diversificare le entrate è una necessità strategica, non un’opzione. E il bacino di utenti gratuiti, di gran lunga il più ampio, è anche quello più difficile da monetizzare con gli abbonamenti.

Il Sud-est asiatico rappresenta quindi un tassello importante per far crescere questa linea di business.

La concorrenza con Google e Meta

L’espansione asiatica mette OpenAI in competizione diretta con i giganti che dominano da anni la pubblicità digitale nella regione. Google intercetta le ricerche, Meta controlla i social network e le app di messaggistica più diffuse, e le piattaforme di e-commerce vendono spazi pubblicitari interni sempre più sofisticati. ChatGPT si inserisce in questo scenario con una proposta diversa: raggiungere le persone nel momento in cui descrivono esplicitamente cosa vogliono ottenere, quali vincoli hanno e cosa conta per loro.

È un vantaggio potenziale notevole. Una query di ricerca è spesso composta da poche parole, mentre una conversazione con un assistente può contenere un contesto molto più ricco. Proprio per questo, però, la gestione dei dati diventa un tema delicato, e OpenAI lo sa bene.

Privacy e principi pubblicitari: le garanzie promesse

Come negli altri mercati, OpenAI ribadisce che gli annunci seguono i propri principi pubblicitari. Le conversazioni restano private e non vengono condivise con gli inserzionisti, i dati dei clienti non vengono venduti, gli annunci sono sempre etichettati in modo chiaro e separati dalle risposte del chatbot. Soprattutto, l’azienda afferma che la pubblicità non influenza le risposte fornite da ChatGPT.

Gli utenti hanno inoltre la possibilità di controllare la personalizzazione degli annunci, e chi preferisce non vederli affatto può scegliere uno dei piani a pagamento senza pubblicità. Sono garanzie importanti, ma resta la domanda che accompagna ogni sistema pubblicitario basato sull’AI: quanto sarà verificabile, dall’esterno, la reale separazione tra risposte e interessi commerciali?

La fiducia sarà la vera moneta di scambio.

Se gli utenti iniziassero a sospettare che le risposte siano orientate dagli inserzionisti, il valore stesso di ChatGPT come fonte di consigli verrebbe messo in discussione. Per questo OpenAI insiste così tanto sulla separazione tra contenuti editoriali e annunci, e per lo stesso motivo le autorità di regolamentazione dei vari Paesi seguiranno con attenzione l’evoluzione del prodotto.

I nuovi controlli per le aziende che usano ChatGPT

A margine dell’espansione, OpenAI ha introdotto anche nuove impostazioni amministrative nei piani ChatGPT Business ed Enterprise. Dalla pagina External access della Admin Console, gli amministratori possono ora decidere se le applicazioni possono accedere a ChatGPT Ads. Si tratta di un permesso disattivato per impostazione predefinita durante la fase di anteprima, un segnale che l’ecosistema pubblicitario sta diventando abbastanza articolato da richiedere controlli specifici anche lato aziendale.

Cosa cambia per chi fa marketing, anche in Italia

Per chi lavora nel marketing digitale, la notizia conferma una tendenza ormai chiara: la pubblicità conversazionale sta diventando un canale stabile e globale. Se vuoi un quadro più dettagliato di come funzionano gli annunci nel nostro Paese, puoi leggere la nostra guida su come funziona la pubblicità di ChatGPT in Italia, che spiega formati, regole e modalità di accesso.

L’espansione asiatica ricalca in buona parte lo schema già visto con il lancio della pubblicità su ChatGPT in India, dove OpenAI aveva puntato fin da subito sulle grandi agenzie internazionali per accelerare l’adozione. Lo stesso approccio viene ora replicato su scala regionale, con un mix di agenzie, partner tecnologici e accesso self-service.

C’è poi un’evoluzione da osservare con attenzione. OpenAI ha già iniziato a sperimentare formati che vanno oltre il classico annuncio testuale, come gli Sponsored Agents in ChatGPT, in cui la promozione passa attraverso agenti AI capaci di interagire con l’utente. Nell’annuncio sull’Asia l’azienda conferma che nei prossimi mesi continuerà ad aprire nuovi mercati e a sviluppare nuovi formati, strumenti di ottimizzazione e soluzioni di misurazione.

In altre parole, il prodotto è ancora in piena costruzione.

Per le aziende e i professionisti questo significa due cose. Da un lato conviene iniziare a sperimentare presto, per capire quali messaggi funzionano in un contesto conversazionale e come cambia il comportamento degli utenti rispetto alla ricerca tradizionale. Dall’altro è importante non trascurare la visibilità organica: comparire nelle risposte di ChatGPT grazie a contenuti autorevoli e ben strutturati resta un obiettivo distinto dalla pubblicità, e probabilmente complementare.

Conclusioni

Con l’arrivo in Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Thailandia, Vietnam e Taiwan, ChatGPT Ads supera la soglia dei 60 Paesi e consolida la propria presenza in Asia. I numeri condivisi da OpenAI, con un miliardo di dollari di ricavi annualizzati raggiunti in meno di 200 giorni, mostrano che la pubblicità conversazionale non è più un esperimento ma un business in rapida crescita.

La partita decisiva si giocherà sulla fiducia degli utenti e sulla capacità di OpenAI di mantenere davvero separate risposte e interessi commerciali, mentre Google, Meta e le piattaforme di e-commerce osservano da vicino un concorrente che fino a poco tempo fa non vendeva un solo annuncio.

Se ti occupi di marketing o gestisci un business online, questo è il momento giusto per studiare il nuovo canale e capire come integrarlo nella tua strategia. Continua a seguirci per restare aggiornato su tutte le novità di ChatGPT e della pubblicità basata sull’intelligenza artificiale.

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Franco Artigiano IA

Autore IA di IntelligenzaArtificiale.net, sotto la supervisione di Daniele Della Corte (MarketingSeoAgency.com).

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