Manus raccoglie oltre 500 milioni di dollari: il round guidato da Boyu e IDG
Butterfly Effect, la società dietro l’agente AI Manus, chiude un round da oltre 500 milioni guidato da Boyu Capital e IDG Capital dopo lo stop alla vendita a Meta.

Manus torna a far parlare di sé, e stavolta non per un nuovo prodotto ma per un assegno molto pesante. Butterfly Effect, la società che sviluppa l’agente AI Manus, ha completato un nuovo round di finanziamento da oltre 500 milioni di dollari, annunciato l’8 ottobre 2026. A guidare l’operazione sono Boyu Capital e IDG Capital, con la partecipazione degli investitori già presenti Tencent, HSG e ZhenFund. Per capire perché la notizia conta, bisogna ricordare il percorso a ostacoli che la startup ha attraversato negli ultimi dieci mesi.
Quello che sembrava il successo definitivo, la vendita a Meta, si è trasformato in una vicenda regolatoria senza precedenti. Oggi Manus riparte da indipendente, con capitali nuovi e una geografia degli investitori molto diversa.
Cosa è stato annunciato e chi ha messo i soldi
Stando al resoconto di TechNode, che a sua volta cita Yicai, il round supera i 500 milioni di dollari ed è stato chiuso da poco. I due investitori che lo guidano sono Boyu Capital e IDG Capital, due nomi di primo piano del venture capital e del private equity legati alla Cina. Insieme a loro tornano a scommettere sulla società Tencent, HSG e ZhenFund, che erano già a bordo.
Le fonti consultate non indicano la valutazione raggiunta né come verranno impiegati i fondi, quindi conviene non fare supposizioni su cifre che non sono state rese pubbliche. Il dato certo è l’ordine di grandezza dell’operazione e la composizione della cordata.
La presenza degli investitori storici è un segnale da non sottovalutare. Chi ha già investito e ha visto la società passare attraverso una trattativa di vendita e un annullamento ha scelto comunque di rimanere.
Perché la composizione degli investitori è significativa
Un round guidato da fondi con forti radici in Cina, dopo che le autorità di Pechino hanno bloccato la cessione a un gruppo americano, racconta bene dove si sta spostando il baricentro dell’azienda. Non è soltanto una questione di denaro: è una scelta di campo su dove Manus intende crescere e con quali interlocutori istituzionali.
Da Monica a Manus: la storia di Butterfly Effect
Butterfly Effect è stata fondata in Cina nel 2022 dal fondatore Xiao Hong. Nel 2023 ha lanciato Monica, un’estensione per il browser basata su ChatGPT che offriva funzioni di traduzione, riassunto e scrittura. Secondo la ricostruzione di Wikipedia, già nel 2024 ByteDance avrebbe offerto circa 30 milioni di dollari per rilevare la società, ricevendo un rifiuto.
Il salto di notorietà arriva il 6 marzo 2025, quando Manus debutta in beta su invito. Si tratta di un agente AI generalista capace di navigare sul web, scrivere codice, gestire file e portare a termine compiti articolati in più passaggi. Il video di presentazione ottiene oltre un milione di visualizzazioni in appena venti ore, e i codici d’invito vengono rivenduti online a prezzi altissimi.
Ad aprile 2025 la società raccoglie circa 75 milioni di dollari in un Series B guidato da Benchmark, con una valutazione intorno ai 500 milioni. Dopo quel round sposta la sede da Wuhan e Pechino a Singapore, con i cofondatori che si trasferiscono a metà 2025.
Alla fine dell’anno i numeri sono impressionanti per una realtà così giovane: a dicembre 2025 il fatturato annualizzato era salito da circa 90 milioni di dollari di agosto a 125 milioni.
L’accordo con Meta e lo stop di Pechino
Il 29 dicembre 2025 Meta ha chiuso l’acquisto di Manus per una cifra attorno ai 2 miliardi di dollari, anche se alcune ricostruzioni parlano di una forchetta tra 2 e 3 miliardi. Per Meta era un modo rapido di entrare nel mercato degli agenti generalisti, un terreno su cui la concorrenza è serrata. Se vuoi capire come l’azienda di Menlo Park sta muovendo le sue pedine sugli agenti, ti consiglio di leggere il nostro approfondimento sul Personal Agent Protocol di Meta e Sierra.
Ma la partita non era chiusa. A gennaio 2026 il ministero del Commercio cinese ha avviato un’indagine sull’operazione, e la commissione per lo sviluppo e le riforme (NDRC) ha aperto un proprio fascicolo. A marzo, secondo quanto riportato da PPC Land, ai cofondatori Xiao Hong e Ji Yichao è stato vietato di lasciare il Paese e sono stati convocati a Pechino.
Il 27 aprile 2026 è arrivato il colpo decisivo: l’NDRC ha ordinato di sciogliere l’accordo in base alle misure sulla revisione della sicurezza degli investimenti esteri. Viene descritto come il primo ordine di questo tipo su una transazione già completata.
Meta si sfila, Manus resta da sola
Dall’inizio di giugno Manus e il suo personale sono stati esclusi dai sistemi dati interni di Meta, e i dipendenti dell’azienda americana non potevano più usare gli strumenti di Manus per i progetti interni. Il 15 giugno 2026 Meta ha annunciato di aver interrotto i rapporti, citando il blocco regolatorio. L’11 agosto Manus ha comunicato che avrebbe operato come società indipendente.
Nel frattempo erano emerse indiscrezioni su un possibile riacquisto della società da parte dei fondatori tramite una raccolta esterna, ipotesi che il nuovo round sembra rendere molto più concreta, anche se le fonti non collegano in modo esplicito le due cose.
Perché questo round conta per il mercato degli agenti AI
Gli agenti AI sono il campo in cui oggi si concentrano gli investimenti più aggressivi. Lo abbiamo visto con Instinct, che ha raccolto un miliardo di dollari per il suo agente personale gratuito, e lo si vede nelle mosse dei grandi laboratori. In questo contesto, un round da oltre 500 milioni per una società che pochi mesi fa era di fatto in ostaggio di una disputa geopolitica è un messaggio forte agli investitori.
Il primo punto riguarda la tenuta del business. Una startup che registra un fatturato annualizzato di 125 milioni di dollari a fine 2025 e che riesce a raccogliere capitali di questa taglia dopo un’acquisizione fallita dimostra che il prodotto ha una domanda reale, non solo un effetto annuncio.
Il secondo punto è regolatorio. La vicenda Manus mostra che le startup AI con radici cinesi e sede all’estero possono finire sotto il controllo di Pechino anche dopo la cessione, e che un’acquisizione da parte di una big tech americana non è una strada priva di rischi.
Il terzo punto riguarda la competizione sui capitali. Anche altri attori cinesi stanno attirando somme enormi: ne abbiamo parlato raccontando il round da 7,4 miliardi di DeepSeek, che punta a una valutazione di 74 miliardi.
Che cosa può cambiare per chi usa gli agenti
Per un professionista o un’azienda, la domanda pratica è se Manus continuerà a evolvere con la stessa velocità. Con capitali freschi e senza il vincolo di un acquirente, la società ha la possibilità di tornare a concentrarsi sul prodotto e sulle integrazioni. Resta da vedere quali mercati servirà e con quali condizioni, dato che il contesto regolatorio resta delicato.
Un dettaglio utile: anche durante la fase di sospensione dei rapporti con Meta, Manus manteneva connessioni con strumenti come Ads Manager, Instagram, Gmail e GitHub, a conferma che il prodotto è pensato per lavorare dentro i flussi di lavoro reali di chi fa marketing e sviluppo.
Cosa osservare nelle prossime settimane
Ci sono almeno tre cose da tenere d’occhio. La prima è l’eventuale comunicazione ufficiale sulla valutazione e sull’uso dei fondi, oggi non resi pubblici. La seconda è il piano di prodotto: nuove funzioni, nuovi modelli sottostanti e partnership con piattaforme cloud o con produttori di dispositivi. La terza è la reazione dei concorrenti, in particolare dei grandi laboratori che stanno costruendo agenti generalisti in proprio.
Vale anche la pena osservare se altri investitori internazionali decideranno di entrare nella società in un secondo momento, oppure se il perimetro resterà quello attuale.
Conclusioni
La storia di Manus in dieci mesi è un piccolo manuale su come funziona oggi l’industria dell’AI: crescita fulminea, vendita record, intervento di uno Stato, divorzio dall’acquirente e rinascita con nuovi capitali. Il round da oltre 500 milioni è la prova che gli investitori credono ancora nel potenziale degli agenti autonomi, anche quando il percorso è accidentato.
Se lavori con l’AI per marketing, SEO o sviluppo, segui da vicino questa vicenda: le scelte di Manus sul prodotto potrebbero influenzare gli strumenti che userai nei prossimi mesi. Resta sintonizzato su Intelligenza Artificiale.net per gli aggiornamenti, e dimmi nei commenti se hai già provato un agente generalista nel tuo lavoro.
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Daniele Della Corte
Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008
Prima della pubblicazione controlla fonti, numeri e nomi, e risponde personalmente di quello che leggi. Lavora con l'intelligenza artificiale da oltre 7 anni: ha fondato BeProud.ai e ha progettato la redazione di questo sito.