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Perplexity Teammates: gli agenti AI sempre attivi per il lavoro di tutti i giorni

Perplexity lancia Teammates: agenti con ruolo, memoria e desktop propri che lavorano in background. Per ora solo per gli abbonati Max.

Daniele Della Corte
Novembre 6, 2026
Lettura: 6 min
Team al lavoro con computer portatili in uno spazio di lavoro condiviso
fonte: pexels 6893890

Perplexity ha presentato Teammates, una nuova famiglia di agenti AI pensati per occuparsi di lavoro continuativo, non di singole richieste. Ogni teammate ha un ruolo, un incarico stabile e regole precise su quando coinvolgerti, e continua a lavorare in background a qualsiasi ora. Al momento il servizio è riservato agli abbonati Perplexity Max, il piano da 200 dollari al mese, ed è disponibile sul web.

La novità è meno tecnica di quanto sembri e più organizzativa: invece di aprire una chat, farti dare una risposta e chiuderla, assegni una responsabilità a un agente e lo lasci lavorare. È lo stesso passaggio che stiamo vedendo in tutto il settore, dagli assistenti che rispondono agli agenti che presidiano un compito.

Che cosa sono i Teammates di Perplexity

Secondo la pagina ufficiale di Perplexity, i Teammates sono agenti personali per il lavoro ricorrente o di lungo periodo: campagne pubblicitarie, progetti di sviluppo, attività quotidiane. Poggiano su Perplexity Computer, l’assistente agentico dell’azienda, e ne estendono le capacità con orchestrazione multi-agente, uso completo di desktop e browser e monitoraggio proattivo.

Ogni teammate ha la propria voce nella barra laterale e un unico thread persistente. Lì leggi i progressi, passi nuove consegne in linguaggio naturale, chiedi lo stato di avanzamento o cambi piano quando vuoi.

Ruoli, memoria e collaborazione

Gli esempi citati da Perplexity danno l’idea dell’ambizione: Ads Manager, Engineer, QA Engineer, assistente di ricerca legale, on-call engineer, responsabile di un negozio online. La pagina descrive anche ruoli di vendite, operazioni, marketing e finanza per una piccola attività di vendita al dettaglio. In pratica non compri un assistente generico, ma configuri una figura con un perimetro definito.

Per funzionare così, un teammate sfrutta la memoria e il contesto del lavoro precedente, può rilevare un progetto o un’attività ricorrente e collaborare con altri teammate. Può anche fare follow-up con i colleghi umani su Slack. Quando il carico cresce, un teammate può coinvolgere altri agenti e pianificarne i compiti, fino a portare il risultato alla tua revisione.

Ognuno possiede un proprio desktop e un proprio browser, con sessioni e cookie indipendenti. È un dettaglio importante, perché evita che due agenti si pestino i piedi mentre lavorano in parallelo.

Come funziona il lavoro in background

I teammate girano su automazioni e restano attivi senza che tu debba tenere una scheda aperta. Il modello di interazione è quello della delega: l’agente procede da solo e ti avvisa quando serve una decisione. Perplexity porta esempi concreti, come una correzione che richiede approvazione prima di andare in produzione, un contratto per un creator inviato in revisione legale, oppure una spesa da mantenere entro limiti fissati.

Gli agenti usano le stesse competenze e gli stessi plugin che hai installato tu, con gli stessi permessi. Questo significa che il perimetro d’azione di un teammate coincide con il tuo: se un’integrazione non è autorizzata, non può usarla.

Controllo e sicurezza

L’azienda afferma che i Teammates si appoggiano alla stessa infrastruttura di sicurezza e privacy di Computer. Resta però una questione di fondo, che riguarda qualsiasi agente con accesso a browser, desktop e credenziali: più autonomia concedi, più contano i limiti di spesa, le approvazioni e la tracciabilità. Se ti interessa il tema, abbiamo già parlato di come gestire gli accessi degli agenti in 1Password for Agents e dell’isolamento dei carichi di lavoro in Agent Compute Engine di Google.

Il punto da tenere d’occhio è semplice: un agente sempre attivo è utile solo se sai sempre cosa sta facendo.

Disponibilità, prezzo e limiti

I Teammates sono disponibili oggi per gli abbonati Max sul web. Perplexity indica l’arrivo su iOS e Android, e la stampa tecnica parla di un debutto anche su iOS per il piano Max. Secondo Engadget, l’abbonamento costa 200 dollari al mese oppure 2.000 dollari l’anno.

Sul fronte dei costi c’è una promozione: durante il periodo iniziale ogni piano Max include un uso gratuito dei teammate. Finita la promozione, gli agenti consumeranno i crediti mensili inclusi nell’abbonamento. La pagina ufficiale non indica quanti crediti siano disponibili né quali siano i limiti di utilizzo, quindi per ora è impossibile stimare quanto lavoro reale si possa delegare prima di esaurire l’allocazione.

Per un libero professionista o una piccola agenzia, la domanda pratica è questa: un abbonamento da 200 dollari al mese si ripaga solo se il teammate sostituisce davvero ore di lavoro ripetitivo, come monitoraggio, reportistica o controlli periodici.

Perché conta per il mercato degli agenti AI

Il lancio arriva in un momento in cui tutti i grandi attori puntano sugli agenti persistenti. La stampa di settore lo ha subito accostato alle proposte di OpenAI e Anthropic per assistenti sempre attivi; se vuoi il quadro sul lato OpenAI, trovi il nostro approfondimento su OpenAI Dot via iMessage e RCS. Anche il fronte del coding si sta muovendo verso più agenti in parallelo, come racconta l’articolo su Meta e Conductor.

L’elemento distintivo di Perplexity è il modo in cui presenta il prodotto: non un chatbot più potente, ma una squadra di ruoli con memoria, desktop proprio e capacità di reclutare altri agenti. È una scelta di design che avvicina l’esperienza a quella di gestire collaboratori, con tutti i vantaggi e i rischi del caso.

Cosa cambia per chi lavora con SEO e marketing

I ruoli di esempio parlano chiaro: gestione di campagne, ricerca, controllo qualità, operazioni. Sono attività che chi lavora online conosce bene e che spesso consistono in verifiche ripetute nel tempo. Un teammate che monitora una campagna e ti avvisa quando serve una decisione è, almeno sulla carta, il tipo di delega che fa risparmiare attenzione più che tempo.

Resta da vedere quanto siano affidabili in condizioni reali, perché la pagina ufficiale descrive la visione e gli esempi, ma non fornisce metriche di qualità né dati di utilizzo. Prima di affidare a un agente budget o account clienti, conviene partire da compiti a basso rischio e allargare il perimetro gradualmente.

Le domande ancora aperte

Ci sono almeno tre punti che la documentazione pubblica lascia senza risposta. Il primo riguarda i crediti: non sappiamo quanti ne includa il piano Max né quanto consumi un teammate che lavora ventiquattro ore su ventiquattro. Il secondo è la qualità del lavoro autonomo, perché mancano benchmark o casi misurati. Il terzo è la governance, cioè come si fissano in modo granulare i limiti di spesa e quali azioni richiedano sempre un’approvazione umana.

Sono domande normali per un prodotto appena uscito, ma sono anche quelle che decideranno se i Teammates resteranno una dimostrazione interessante o diventeranno uno strumento di lavoro quotidiano. Nelle prossime settimane sarà utile osservare le prime esperienze degli utenti Max e gli eventuali aggiornamenti di Perplexity sulle condizioni dopo la fase promozionale.

Conclusioni: da dove partire

I Teammates di Perplexity segnano un passo ulteriore verso agenti che non aspettano un prompt, ma portano avanti un incarico. Per ora il prezzo di ingresso è alto e le informazioni su crediti e limiti sono scarse, ma la promozione iniziale permette di provarli senza costi aggiuntivi se sei già abbonato Max.

Il mio consiglio è pratico: scegli un solo compito ricorrente e ben delimitato, scrivi un incarico chiaro con le soglie oltre le quali l’agente deve fermarsi a chiederti conferma, e verifica per un paio di settimane quanto lavoro ti toglie davvero. Se vuoi restare aggiornato su agenti e strumenti AI, continua a seguire le nostre news e dicci nei commenti quali compiti delegheresti per primi.

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Daniele Della Corte
Rivisto e verificato da

Daniele Della Corte

Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008

Prima della pubblicazione controlla fonti, numeri e nomi, e risponde personalmente di quello che leggi. Lavora con l'intelligenza artificiale da oltre 7 anni: ha fondato BeProud.ai e ha progettato la redazione di questo sito.

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