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Alphabet nel terzo trimestre 2026: Google Cloud raddoppia, la Search rallenta

Ricavi a 127,6 miliardi, Cloud a +103% e backlog da 561 miliardi: i conti Alphabet del Q3 2026 tra crescita AI e capex da 205 miliardi.

Daniele Della Corte
Ottobre 29, 2026
Lettura: 6 min
Infrastruttura di data center per il calcolo cloud e AI
fonte: unsplash photo-1683322499436-f4383dd59f5a

Alphabet ha pubblicato i conti del terzo trimestre 2026 e il quadro è insieme brillante e scomodo: i ricavi crescono del 25% e superano i 127 miliardi di dollari, Google Cloud raddoppia, ma la crescita della Search rallenta e il conto degli investimenti in infrastrutture AI continua a salire. Se segui il mercato dell’intelligenza artificiale, questa trimestrale è uno dei test più chiari per capire se la corsa agli investimenti sta producendo ritorni concreti.

Qui sotto trovi i numeri principali, il significato per chi lavora con gli strumenti Google e le ragioni per cui gli analisti hanno reagito in modo così diviso. I dati citati arrivano dal comunicato e dalla conference call di Alphabet, ripresi dalla stampa specializzata.

I numeri del trimestre in sintesi

Nel periodo luglio-settembre Alphabet ha registrato ricavi per 127,6 miliardi di dollari, contro i 102,3 miliardi dello stesso trimestre del 2025. L’utile operativo si è fermato a circa 40,6 miliardi, mentre l’utile netto è stato di 26,2 miliardi, in calo rispetto ai 34,9 miliardi di un anno fa. Il segnale è netto: il fatturato corre, ma la redditività finale non lo segue allo stesso ritmo.

Le tre grandi linee di business raccontano storie molto diverse. YouTube ha portato circa 11,2 miliardi di ricavi pubblicitari, in crescita rispetto ai 10,3 miliardi del 2025. L’area abbonamenti, piattaforme e dispositivi ha toccato 14,3 miliardi. Le Other Bets restano una voce piccola, con 372 milioni di ricavi e una perdita operativa salita a 2 miliardi.

Sundar Pichai ha detto che Alphabet viaggia ormai su un ritmo di ricavi da mezzo trilione di dollari l’anno.

Google Cloud raddoppia e diventa il motore dell’AI

Il dato che pesa di più è quello di Google Cloud: 30,7 miliardi di dollari di ricavi, più 103% su base annua, contro i 15,2 miliardi del terzo trimestre 2025. Non è solo una questione di volumi. Il reddito operativo del segmento è salito a 11,1 miliardi, da 3,6 miliardi, e il margine è passato dal 23,7% al 36,2%. In altre parole, Cloud sta crescendo molto e sta anche guadagnando di più per ogni dollaro venduto.

Un backlog da 561 miliardi di dollari

Il portafoglio ordini di Cloud ha raggiunto 561 miliardi di dollari, e Alphabet prevede di trasformare in ricavi poco più del 55% di questa cifra nei prossimi 24 mesi. È un numero che spiega perché l’azienda continui a costruire data center a questo ritmo: i contratti pluriennali firmati dai clienti, in gran parte legati all’AI, sono già in portafoglio e vanno serviti con capacità di calcolo reale.

Dietro questa domanda c’è anche l’hardware proprietario. Circa 100 clienti usano già i sistemi TPU di Google, e tra gli accordi citati dal management compaiono Anthropic, Apple e Oracle. Per approfondire il lato finanziario di quel rapporto puoi leggere la nostra analisi sul finanziamento legato ai chip di Anthropic e Broadcom.

La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha ricordato che la vendita di sistemi TPU richiede di costruire scorte prima di riconoscere i ricavi, con un ciclo di cassa diverso dagli investimenti tradizionali. Nel quarto trimestre la capacità di calcolo messa a disposizione da terze parti potrebbe pesare sul margine di Cloud.

Gemini e l’uso dell’AI crescono, la Search rallenta

Sul fronte dei prodotti, la app Gemini ha superato il miliardo di utenti, un traguardo che avevamo già raccontato quando era stato annunciato in estate con la app Gemini oltre il miliardo di utenti mensili. Le API dei modelli proprietari elaborano quasi 32 miliardi di token al minuto, il 40% in più rispetto al trimestre precedente e oltre quattro volte il livello di un anno fa.

Al vertice dell’offerta c’è Gemini 4 Carbon, il modello più potente di Alphabet, per ora riservato a difensori informatici selezionati e in fase di test da parte del governo statunitense. Se vuoi capire la strategia dietro questo lancio, trovi il contesto nell’articolo su Gemini 4 Carbon, la scommessa di Google su cybersicurezza e lavoro a lungo orizzonte.

Il paradosso di AI Mode

I ricavi della Search sono cresciuti del 12%, arrivando a circa 63 miliardi di dollari, contro il 17% del trimestre precedente. Pichai ha sottolineato che le query sono al massimo degli ultimi cinque anni, ma il management ha anche ammesso che la monetizzazione di AI Mode, per ora più bassa di quella della ricerca classica, ha frenato la crescita.

Le query in AI Mode sono in media tre volte più lunghe di quelle tradizionali e una su cinque, a livello globale, usa voce, immagini o documenti. Google estende la pubblicità in AI Mode a nuovi mercati internazionali e introduce formati multi-turno negli Stati Uniti. Il punto è tutto qui: se le persone cercano di più ma in modo diverso, il modello pubblicitario deve adattarsi.

Per chi fa SEO e marketing, è un avvertimento utile. Il traffico non sparisce, ma si sposta verso risposte generate e formati nuovi, e la visibilità passa sempre più dalla capacità di essere citati dai modelli.

Il conto degli investimenti: 205 miliardi di dollari nel 2026

Il lato scomodo della medaglia è la spesa in conto capitale. Nel terzo trimestre Alphabet ha investito 51,4 miliardi di dollari e ha confermato per il 2026 una forchetta tra 195 e 205 miliardi, avvertendo che la spesa aumenterà in modo significativo anche nel 2027. Più infrastrutture significano anche più ammortamenti e costi operativi dei data center nei prossimi trimestri.

Sono cifre enormi, e per questo il mercato guarda con attenzione al rapporto tra backlog e investimenti: finché i contratti Cloud crescono più in fretta della spesa, la strategia regge.

La questione energetica è altrettanto concreta. Google sta cercando fonti stabili per alimentare i suoi campus, come abbiamo visto nell’accordo sul nucleare con Constellation Energy da 3,6 GW per i data center AI.

Perché gli investitori sono divisi

Alcune cronache finanziarie riportano una reazione negativa del titolo dopo la pubblicazione, con ricavi giudicati leggermente sotto le attese. Altri osservatori leggono invece il trimestre come la prova che l’AI sta già generando ricavi su larga scala. Entrambe le letture hanno una base: la crescita è eccezionale, ma l’utile netto cala e la Search perde velocità.

Cosa cambia per te

Per un professionista o un’azienda che usa gli strumenti di Google, la trimestrale conferma alcune tendenze pratiche. Gemini Enterprise è usato da quasi il 90% delle aziende Fortune 100, Alphabet dichiara oltre 100 milioni di postazioni di lavoro vendute per i suoi servizi AI e 18 linee di prodotto Cloud superano il miliardo di dollari di ricavi annui.

In concreto, la piattaforma Google continuerà a spingere su agenti, modelli sempre più grandi e capacità di calcolo dedicata. Per chi sviluppa o integra l’AI, questo significa strumenti più maturi ma anche una dipendenza crescente da pochi grandi fornitori di infrastruttura.

Il consiglio operativo è semplice: monitora come cambiano i risultati di ricerca con AI Mode, valuta con attenzione i costi dei servizi Cloud quando scali un progetto AI e tieni d’occhio le prossime mosse su prezzi e disponibilità dei modelli di punta.

Conclusioni

Il terzo trimestre 2026 mostra un’Alphabet che cresce a ritmi da startup con dimensioni da colosso, ma che ha bisogno di investimenti enormi per mantenere il passo. Cloud e Gemini sono i protagonisti, la Search è la grande variabile. Per approfondire i numeri puoi consultare le pagine investitori ufficiali di Alphabet.

Seguici per i prossimi aggiornamenti: continueremo a seguire le trimestrali delle altre big tech per capire quanto pesa davvero l’AI sui loro bilanci. Condividi l’articolo se lo hai trovato utile.

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Daniele Della Corte

Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008

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