ChatGPT, arrivano gli annunci visivi durante la generazione di immagini
OpenAI testerà a ottobre negli USA gli annunci visivi in ChatGPT e amplia la misurazione con nuovi partner di attribuzione.

OpenAI ha annunciato un nuovo formato pubblicitario per ChatGPT: gli annunci visivi, che compariranno durante la generazione di immagini. Il test partirà più avanti in ottobre 2026 negli Stati Uniti, con un gruppo iniziale di inserzionisti, e arriva insieme a un ampliamento significativo dell’ecosistema di misurazione. Se lavori nel marketing, è una notizia che ti riguarda da vicino.
Nell’annuncio ufficiale di OpenAI il formato viene descritto come un modo per usare le immagini e mostrare ispirazione di prodotto, il modo in cui un prodotto viene utilizzato o le esperienze associate a un servizio. Gli annunci saranno chiaramente etichettati e rimarranno separati dall’immagine che l’utente sta creando.
Che cosa sono gli annunci visivi in ChatGPT
Finora la pubblicità dentro ChatGPT si è appoggiata soprattutto a formati testuali e conversazionali. Il nuovo formato aggiunge un livello più vicino a quello che conosci dai social e dal display: un’immagine, un contesto d’uso, un’idea che ispira. Il punto di partenza scelto da OpenAI è il momento in cui una persona sta già lavorando con le immagini dentro il chatbot.
La scelta ha una logica evidente. Chi chiede a ChatGPT di creare un’immagine sta spesso cercando ispirazione per un progetto, un regalo, un arredamento, un look. È un contesto in cui un prodotto mostrato bene può risultare utile e non invasivo, a patto che la separazione dal contenuto generato sia netta.
Etichettatura e separazione dai contenuti
OpenAI insiste su due princìpi: l’annuncio è sempre riconoscibile come tale e non si fonde con l’immagine generata. Questo è importante per la fiducia degli utenti, ma anche per te se fai pubblicità: un formato percepito come ingannevole danneggia prima di tutto il brand che lo usa.
L’azienda ribadisce inoltre che la valutazione dell’idoneità dei brand avviene senza accedere alle conversazioni private degli utenti e che la pubblicità non influenza le risposte di ChatGPT.
Quando parte il test e chi può partecipare
Il test è previsto per la seconda parte di ottobre 2026, solo negli Stati Uniti e con inserzionisti selezionati. Al momento della comunicazione non risultano dettagli pubblici su prezzi, elenco dei partecipanti o su un’eventuale estensione ad altri mercati, quindi per l’Italia al momento è presto per fare previsioni.
Il tempismo conta. Se vuoi capire come funziona la pubblicità su ChatGPT nel nostro mercato, ti consiglio di leggere la guida a ChatGPT Ads in Italia, che spiega il quadro attuale prima di questo nuovo formato.
Misurazione: il vero cuore dell’annuncio
La parte più concreta della comunicazione riguarda forse la misurazione. OpenAI ha ampliato la rete di integrazioni con piattaforme di dati, attribuzione e test di incrementalità, un passo necessario perché una piattaforma pubblicitaria nuova diventi credibile agli occhi di chi gestisce budget importanti.
Tra le integrazioni con piattaforme di dati compaiono Hightouch, Tealium e LiveRamp. Sul fronte dell’attribuzione OpenAI cita AppsFlyer, Triple Whale, Adjust, DV Rockerbox, Northbeam, Branch, Singular, Kochava, Airbridge e Tenjin.
Per le misurazioni più avanzate l’elenco include Fospha, Measured e INCRMNTAL, mentre per i test di incrementalità vengono indicati Haus, Measured e WorkMagic.
Perché conta per chi fa performance marketing
Un canale nuovo senza strumenti di misurazione è un salto nel buio. Con partner di attribuzione e incrementalità già collegati, un team performance può impostare esperimenti più controllati e confrontare ChatGPT con i canali che già usa, come la ricerca a pagamento.
Non è un dettaglio da poco: la domanda che ogni responsabile marketing si pone davanti a una nuova piattaforma è se porti clienti davvero aggiuntivi o se si limiti a intercettare conversioni che sarebbero arrivate comunque.
I primi risultati citati da OpenAI
OpenAI riporta tre esempi di partner. WeightWatchers ha indicato che il costo per acquisizione su ChatGPT Ads è risultato inferiore del 15,3% rispetto al suo benchmark misto di ricerca a pagamento, dato attribuito a DV Rockerbox.
Per il marchio di benessere Dose, WorkMagic ha rilevato un incremento statisticamente significativo, con il 67% degli acquisti incrementali provenienti da nuovi clienti. Portland Leather, tramite Triple Whale, ha visto che il 93% dei visitatori arrivati da ChatGPT Ads era nuovo.
Sono casi scelti e comunicati dall’azienda stessa, quindi vanno letti come indicazioni iniziali e non come benchmark di settore. Restano comunque un segnale: il canale sembra capace di portare persone che non conoscevano ancora il brand.
Brand safety e controlli per gli inserzionisti
Il terzo tassello riguarda la sicurezza del marchio. OpenAI ha avviato progetti pilota di valutazione dell’idoneità dei brand con DoubleVerify e Integral Ad Science, due nomi molto noti della verifica pubblicitaria. Il processo combina revisione automatica, supervisione umana e monitoraggio continuo.
Per gli inserzionisti idonei arrivano anche le cosiddette Negative Phrases, che permettono di restringere il posizionamento escludendo conversazioni legate a determinati temi. È una funzione familiare a chi usa le parole chiave negative nelle campagne di ricerca, e dà un controllo più fine su dove compare il messaggio.
Qui la sfida per OpenAI è delicata. Le conversazioni con un assistente AI possono toccare temi personali, e la promessa di non usare i contenuti privati per valutare i brand dovrà reggere alla prova dei fatti.
Il contesto: la pubblicità di ChatGPT cresce a ritmo sostenuto
Questo annuncio si inserisce in una espansione già rapida. Il sito ha raccontato l’arrivo di ChatGPT Ads nel Sud-Est asiatico, a Taiwan e in decine di altri Paesi, e il pilota che collega Amazon Ads a ChatGPT tramite la DSP. Il nuovo formato visivo è il passo successivo di un percorso in cui OpenAI costruisce, pezzo dopo pezzo, un vero business pubblicitario.
Cosa cambia per marketer, SEO e creator
Per chi si occupa di marketing, la prima conseguenza pratica è che ChatGPT diventa un canale da monitorare accanto a ricerca, social e retail media. Non serve correre a spendere, ma conviene capire come si comporta il pubblico quando incontra un annuncio dentro un flusso creativo.
Per chi lavora in SEO la questione è diversa. La pubblicità dentro gli assistenti AI si aggiunge alla competizione per l’attenzione che prima passava dai risultati di ricerca. Presidiare la visibilità organica nelle risposte AI e, dove possibile, sperimentare con i formati a pagamento diventa una strategia complementare.
Per i creator e i professionisti dell’immagine c’è un tema di coerenza. Se il contesto è la generazione di immagini, gli annunci più efficaci saranno quelli che parlano la lingua visiva di chi sta creando, non quelli che interrompono.
Tre domande da farti prima di testare
Prima di muovere budget, conviene chiarire tre punti. Il primo: il tuo prodotto si presta a un’esposizione visiva legata all’ispirazione e all’uso? Il secondo: hai strumenti di attribuzione compatibili con le integrazioni annunciate? Il terzo: sei in grado di misurare l’incrementalità, cioè i clienti che non avresti raggiunto altrimenti?
Se la risposta è sì a tutte e tre, vale la pena seguire con attenzione l’apertura del programma. In caso contrario, il momento migliore per prepararti è adesso, sistemando tracciamento e obiettivi.
I punti ancora aperti
Restano parecchie incognite. Non sono stati comunicati i prezzi, non è chiaro quali inserzionisti parteciperanno al test né se e quando il formato arriverà fuori dagli Stati Uniti. Non è nemmeno detto come verranno trattati gli utenti dei piani a pagamento, un aspetto su cui le comunicazioni disponibili non entrano nel dettaglio.
C’è poi la questione della percezione degli utenti. Un assistente AI vive di fiducia, e ogni formato pubblicitario sarà giudicato sulla capacità di restare utile senza risultare intrusivo. Gli annunci visivi durante la creazione di immagini sono un banco di prova particolarmente visibile.
Per un quadro più ampio sullo strumento, puoi consultare la nostra pagina dedicata a ChatGPT, dove raccogliamo guide e novità.
Conclusioni
Gli annunci visivi in ChatGPT segnano un passaggio chiaro: la pubblicità nell’AI conversazionale sta uscendo dalla fase sperimentale e si dota di formati e strumenti di misura simili a quelli dei grandi canali digitali. Il test americano di fine ottobre sarà il primo vero indicatore.
Il consiglio pratico è semplice: segui l’evoluzione, prepara il tracciamento e valuta un test con budget contenuto appena il formato sarà disponibile nel tuo mercato. Se vuoi restare aggiornato su tutte le novità di ChatGPT, AI e marketing, continua a seguire intelligenzaartificiale.net.