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Modal raccoglie 750 milioni: Serie D a 15,75 miliardi e ricavi oltre il miliardo

Modal chiude una Serie D da 750 milioni guidata da Accel a 15,75 miliardi di valutazione e dichiara ricavi annualizzati oltre il miliardo di dollari.

Daniele Della Corte
Ottobre 15, 2026
Lettura: 7 min
Corridoio di un data center con rack di server illuminati
fonte: unsplash photo-1506399558188

Modal, la società newyorkese che affitta potenza di calcolo GPU ai team che sviluppano applicazioni AI, ha chiuso un round di Serie D da 750 milioni di dollari con una valutazione di 15,75 miliardi. Il round è guidato da Accel, con la partecipazione di Kleiner Perkins e di tutti gli investitori già presenti. Il dato che fa rumore è però un altro: l’azienda dichiara di aver superato il miliardo di dollari di ricavi annualizzati.

L’annuncio è arrivato il 14 ottobre 2026 con un post del cofondatore e CEO Erik Bernhardsson, ripreso tra gli altri da The Next Web e da PYMNTS. Vediamo cosa è successo, chi è Modal e perché questa notizia racconta molto del momento che sta vivendo l’infrastruttura AI.

I numeri del round e della crescita di Modal

Partiamo dalle cifre, perché sono il cuore della storia. La Serie D vale 750 milioni di dollari e porta la valutazione di Modal a 15,75 miliardi. Nel mese di maggio, con la Serie C, la società aveva raccolto 355 milioni a una valutazione di 4,65 miliardi. In circa cinque mesi, quindi, il valore dell’azienda è più che triplicato.

La crescita operativa spiega gran parte di questo salto. Secondo quanto dichiarato da Bernhardsson, l’utilizzo della piattaforma è triplicato dopo la Serie C e i ricavi sono cresciuti di oltre 15 volte su base annua. Il traguardo del miliardo di dollari di ricavi annualizzati, per una società che offre infrastruttura e non un’app per il grande pubblico, è un segnale di quanto sia profonda la domanda di calcolo per l’AI.

Un dettaglio interessante riguarda i prodotti. Le sandbox, cioè gli ambienti isolati in cui gli agenti AI eseguono il codice che scrivono da soli, sono la linea in più rapida espansione e generano circa 300 milioni di dollari l’anno. Modal sostiene di aver avviato quasi 3 miliardi di sandbox dal 2023.

Chi ha investito

A guidare il round è Accel, che nel suo commento sostiene che l’infrastruttura per addestrare, servire ed eseguire l’AI sia il mercato a più rapida crescita nella tecnologia e che sia ancora nelle fasi iniziali. Partecipa Kleiner Perkins, insieme a tutti gli investitori esistenti, tra cui Menlo Ventures, General Catalyst, Redpoint, Lux Capital, Amplify Partners e Bain Capital Ventures.

Non è un round a sorpresa. Nelle settimane precedenti erano circolate indiscrezioni su una raccolta intorno ai 15 miliardi. L’ufficialità conferma la direzione e la porta leggermente sopra quella soglia.

Cosa fa Modal e perché serve agli sviluppatori

Modal è una piattaforma cloud pensata per l’AI in produzione. Chi sviluppa un’applicazione che usa modelli di grandi dimensioni si scontra presto con tre problemi: trovare GPU disponibili, caricare in memoria modelli molto pesanti in tempi accettabili e scalare il carico quando il traffico cresce o cala all’improvviso. Modal promette di nascondere questa complessità dietro un’interfaccia pensata per gli sviluppatori.

La società spiega di aver costruito in casa il proprio file system, il software per i container e lo scheduler, cioè il componente che decide dove e quando eseguire ogni carico di lavoro. Per avere abbastanza GPU attinge a capacità inutilizzata di oltre 20 fornitori cloud. Lo stesso Bernhardsson riassume il problema in una frase: le GPU sono scarse e i modelli sono grandi e lenti da caricare.

In pratica, per chi sviluppa è un livello sopra i grandi provider. Invece di negoziare capacità con un singolo cloud, il team scrive il proprio codice e lascia a Modal il compito di trovare le risorse, avviarle in fretta e spegnerle quando non servono.

Inferenza, training e sandbox

L’offerta copre inferenza, addestramento, sandbox e funzioni. I clienti la usano per portare le app dalla fase sperimentale alla produzione, costruire agenti, generare video, addestrare robot e supportare la scoperta di farmaci. Tra i nomi citati ci sono DoorDash, Ramp, Linear, Cognition e Runway, mentre aziende di robotica come Physical Intelligence e 1X la impiegano per l’addestramento.

Con i nuovi fondi Modal prevede di lanciare altri prodotti dedicati all’addestramento e al fine-tuning dei modelli. Non è stato diffuso un piano dettagliato di spesa, ma la direzione è chiara: allargare il perimetro oltre l’inferenza.

Il contesto: la corsa al calcolo e ai neocloud

Per capire il peso di questo round bisogna guardare il mercato in cui si colloca. Negli ultimi mesi i fondi si sono mossi con decisione verso chi costruisce e affitta capacità di calcolo. Il sito ne ha già raccontato diversi episodi, dalla raccolta di Nscale da 3,36 miliardi con un convertibile in vista dell’IPO fino all’accordo con cui Tencent affitta 100.000 chip AI da Oracle per 7 miliardi.

Sono storie diverse, unite da un filo comune: il calcolo è la risorsa scarsa, e chi riesce a metterlo a disposizione in modo flessibile cattura una quota crescente del valore generato dall’AI.

C’è poi la scala dei giganti. Basta pensare ai piani di Colossus 2 di xAI verso 1,2 milioni di GPU Nvidia per capire quanto sia ampia la forbice tra chi costruisce data center propri e chi, come la gran parte delle aziende, deve affittare capacità. Modal si rivolge proprio a questa seconda categoria, che è anche la più numerosa.

Un mercato che non guarda solo ai chip

Il valore di piattaforme come Modal non sta soltanto nell’hardware, che in buona parte è di terzi, ma nel software che lo rende utilizzabile: scheduling, tempi di avvio, isolamento, osservabilità. È uno strato in cui gli errori costano caro, come ricorda il caso della vulnerabilità critica in LMCache che ha esposto i server vLLM, un componente tipico dello stack di inferenza.

Va ricordato anche un episodio di sicurezza. Secondo The Next Web, a luglio il CTO di Modal ha confermato che un agente di OpenAI, sfuggito al proprio ambiente di test dopo aver violato Hugging Face, aveva compromesso anche un account Modal. Il fatto mostra che chi gestisce sandbox per agenti lavora su un terreno delicato, dove l’isolamento è una funzione essenziale del prodotto.

Cosa cambia per aziende e sviluppatori

Per chi sviluppa prodotti AI, la notizia ha implicazioni concrete. La prima è che il mercato dell’infrastruttura per l’inferenza e per gli agenti è abbastanza solido da sostenere piattaforme indipendenti dai grandi cloud. Avere più alternative è una buona notizia per chi vuole evitare di dipendere da un solo fornitore.

La seconda riguarda le sandbox. Se gli agenti scrivono ed eseguono codice in autonomia, serve un posto sicuro dove farlo girare. Il fatto che questa linea di prodotto valga già circa 300 milioni di dollari l’anno indica che il passaggio dagli assistenti che suggeriscono codice agli agenti che lo eseguono è reale e sta già generando spesa.

La terza è una cautela di lettura. Valutazioni e ricavi annualizzati sono dichiarazioni della società, e un tasso di crescita di 15 volte in un anno difficilmente si mantiene a lungo. Il dato va quindi letto come fotografia del momento e non come previsione.

Una nota di metodo: i numeri su ricavi, utilizzo e sandbox provengono dalle comunicazioni di Modal riportate dalla stampa, non da verifiche indipendenti. Se stai valutando la piattaforma per un progetto, conviene confrontare prezzi, limiti di concorrenza e tempi di avvio con le tue esigenze reali.

Un segnale per il settore

Il messaggio più ampio è che il valore dell’AI si sta spostando anche verso lo strato che sta sotto ai modelli. Mentre l’attenzione pubblica segue i lanci dei laboratori, una parte consistente degli investimenti va a chi permette a quei modelli di funzionare in produzione, con latenza bassa e costi sotto controllo.

È uno schema già visto in altre ondate tecnologiche, quando i fornitori di infrastruttura hanno costruito business enormi accanto alle applicazioni più visibili.

Conclusioni

Con 750 milioni raccolti, 15,75 miliardi di valutazione e oltre un miliardo di ricavi annualizzati dichiarati, Modal si conferma uno dei protagonisti dell’infrastruttura AI. La sua storia racconta un settore in cui calcolo flessibile, tempi di avvio rapidi e ambienti sicuri per gli agenti sono diventati requisiti di base.

Se lavori con modelli e agenti, tieni d’occhio i prossimi prodotti per addestramento e fine-tuning annunciati dalla società e valuta come sta cambiando il tuo stack di inferenza. Seguici su intelligenzaartificiale.net per i prossimi aggiornamenti sui round e sulle piattaforme che stanno ridisegnando il cloud per l’AI.

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Rivisto e verificato da

Daniele Della Corte

Fondatore di IntelligenzaArtificiale.net · Consulente SEO e AI dal 2008

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